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Intervista a Paolo Benvegnù e Xabier Iriondo @ Casentino Love Affair 2011

Luglio volge al termine, tutti i redattori e speaker di Radioeco sono in vacanza, and the radio plays. Sembrava che con il Pistoia blues fossero finiti gli speciali di Radioeco sui festival toscani. E invece no. Perchè la premiata ditta Pagano-Spinelli s’inventa da un giorno all’altro una trasferta Pisa-Casentino in occasione dell’ultima serata del Love Affair Festival, a Poppi (AR). Nomi di straordinario interesse ci spingono a un simile pellegrinaggio: Paolo Benvegnù e Afterhours. Benvegnù ha da poco pubblicato Hermann, uno dei migliori dischi dell’anno a nostro avviso, mentre gli Afterhours sono impegnati in un tour estivo in attesa di ultimare i lavori di registrazione del nuovo album. Congiuntura felice quella di vedere sullo stesso palco due formazioni così eccellenti. Il duplice concerto – strano a dirsi di questi tempi – è gratis.
Allora che fai? Non lo pigli un camper e te ne vai a Poppi? Certo che lo pigli! E in barba ai prezzi dei carburanti vai a respirare aria buona in Casentino.

Ovviamente ci siamo subito fatti riconoscere con i nostri potenti mezzi. Appena giunti sul luogo dove si sarebbe tenuto il concerto, esibiamo allo staff il nostro status di operatori radiofonici. Niente, non attacca… non ci fanno entrare prima dell’apertura delle transenne, e soprattutto non ci fanno accedere ai backstage. E’ la liturgia di sempre. Ci toccherà quindi fare come tutti i comuni mortali, conquistarci un posto in prima fila, e poi da lì tentare di aggirare la security. Ormai in questo siamo modestamente dei professionisti e potremmo facilmente essere assunti da un rotocalco d’assalto. La nostra prima vittima, appena finito il soundcheck, è Paolo Benvegnù. Si mostra disponibilissimo al nostro desiderio di intervistarlo. Realizziamo l’intervista su una vera panchina di un vero campo di calcio, lui si sente come Oronzo Canà… le metafore tratte da “L’allenatore nel pallone” si sprecano. Facciamo una godibilissima chiacchierata su Hermann e sui significati nascosti delle sue ultime canzoni. Benvegnù è un chiacchierone, sembra quasi brutto dover dare dei tempi certi all’intervista. Infatti a telecamere spente continuiamo a chiacchierare ancora.

 

La presenza di ragazze bellissime sotto palco (a dire il vero solo una) ci spinge ad entrare nello spirito Love Affair festival, ovvero contemplare la bellezza in silenzio. Nel frattempo sale Benvegnù sul palco, ed inizia la poesia. In tempi brevissimi mette una dietro l’altro alcune perle di Hermann, come “Avanzate, ascoltate”, “Andromeda Maria” e “Love is talking”, ma regala anche alcuni successi che il pubblico canta ad alta voce come “Io e il mio amore” e “La schiena”. Ad accompagnare Benvegnù c’è Guglielmo Ridolfo Gagliano al violoncello e seconda chitarra. L’atmosfera è molto intima e profonda. L’esibizione dura un soffio, ma lascia il segno. Applausi prolungati danno il segno che Benvegnù è diventato ormai un asse portante di un cantautorato raffinato che parla alle orecchie di tutti.

Manteniamo posizione in una prima fila leggermente decentrata, così da scattare qualche foto decente. Ma soprattutto per non perdere di vista l’ignota fata che avevamo accanto.
L’attesa dura poco: Manuel Agnelli, Xabier Iriondo e gli altri salgono sul palco. L’impatto sonoro è quello delle grandi occasioni, in un attimo vediamo Agnelli che fa roteare un microfono, Iriondo che salta come una molla, e le note dicono una cosa sola: “Le verità che ricordavo”.

Ciò che vediamo sul palco è una specie di “Afterhours 2.0″, cioè il suono degli Afterhours potenziato dalla presenza scenica e dalla tecnica di Xavier Iriondo, deus ex-machina di molti album dei nostri milanesi. Ritornato per seguire il tuor estivo, e anche le registrazioni del nuovo album, la presenza d’Iriondo è riassumibile efficacemente con l’immagine di velociraptor con il fucile a pompa.
Per il resto della scaletta Agnelli e co. prendono a piene mani dagli album-leggenda come “Non è per sempre”, “Hai paura del buio” e “Germi”. Non pochi cavalli di battaglia sono tratti dagli ultimi due album, non era difficile riconoscere “La sottile linea bianca”, “Ballata per la mia piccola iena”, una furiosa “Pochi istanti nella lavatrice” e l’inquietante “E’ solo febbre”.

Il pubblico canta a squarciagola, uno in particolare dietro di noi si distingue per intonazione. A suon di applausi e urla gli Afterhours regalano ben tre “uscite” dopo la fine del concerto. Non è evento che capita in tutti i concerti. Si raggiunge un totale di circa venti canzoni eseguite. Direi che sono stati piuttosto generosi. Ma si divertivano non poco, Agnelli era spinto quasi al limite delle sue possibilità, vocalmente impeccabile e altrettanto ispirato per senso dello spettacolo. La presenza di Iriondo l’ha spinto a ringiovanirsi non poco nella performance. A fine serata non è stato difficile eleggere questa esibizione come la migliore che ricordi tra i cinque concerti a cui ho già assistito nella mia giovane carriera di fan.

Spente le luci di questo indimenticabile concerto, andiamo subito a fare il nostro sporco lavoro. L’attesa dei divi dietro le transenne o nei pressi dei backstage non fa per noi. Aggiriamo delle transenne laterali, con circospezione, nessuno ci ferma. A cinquanta metri di distanza avvisto Iriondo. E’ nostro. Stazioniamo nei paraggi, aspettando che finisca di parlare con dei suoi amici. Nel frattempo salutiamo Prete (batteria) e D’Erasmo (violino) degli After. Non potevamo intervistarli mentre s’aspettava Iriondo, perchè non credo avrebbe gradito di essere messo in secondo piano. L’attesa viene premiata e Xabier risponde alle nostre domande a randa su Afterhours, No Guru, strumenti musicali artigianali, e altro ancora. Si dimostra davvero molto disponibile.

 

 

Conclusa l’intervista ci allontaniamo dal backstage prima di essere beccati dalla sicurezza. Cerchiamo anche una soluzione alimentare alla nostra fame, ma Poppi non è un paese per giovani. Becchiamo per puro caso una birreria aperta, che però non ha nulla da offrirci in pasto se non l’ultimo piatto di patatine fritte. Quanto è dura la vita rock’n’roll. Ma poco male, perchè il mattino dopo Poppi ci ha regalato degli scorci bellissimi, perchè lo spettacolo del Casentino sopravvive ai clamori dei concerti. Non potevamo chiedere di meglio come location per uno dei concerti più belli di questa estate. L’anno prossimo torneremo più numerosi che mai, perchè un Love Affair non è materia per amanti solitari.

 

Giuseppe F. Pagano

 

Riprese e montaggio interviste: Andrea Spinelli

Foto di Benvegnù: Antonio Viscido – Foto degli Afterhours: G.F. Pagano

 

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