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Intervista a Roan Johnson, e fino a qui…

Il regista pisano, ci tiene a precisarlo, Roan Johnson (sito, facebook, youtube), reduce dal trionfo al Festival Internazionale del Film di Roma con il suo ultimo film, Fino a qui tutto bene, si racconta a Radioeco.

Ecco l’intervista, andata in onda durante la puntata di UnipiNews di lunedì 3 novembre. A seguire la versione scritta, per i meno pigri…

anglomaterano

Roan, partiamo da una domanda biografica: tuo padre è di Londra, tua madre è di Matera, tu sei nato a Londra; perché sei venuto a studiare a Pisa?

No, non sono venuto a studiare a Pisa, ci sono cresciuto! Ho studiato qui fino al liceo, poi sono andato a studiare Scienze Politiche a Padova, ma dopo il primo anno sono tornato a Pisa e mi sono iscritto a una facoltà che mi permettesse di sfogare la mia creatività: Lettere, e…

… E poi ti sei trasferito a Roma…

Quando sono arrivato a Roma sono andato a studiare cinema alla facoltà di Discipline dello Spettacolo; poi sono entrato al Centro Sperimentale di Cinematografia, la scuola nazionale del cinema. Non è un caso che io abbia scritto il mio romanzo, Prove di felicità a Roma Est (Einaudi, premio per le opere prime Giuseppe Berto) proprio quell’anno, perché avevo appena diretto “Il terzo portiere“, con protagonista Valerio Mastandrea, episodio del film 4-4-2 – Il gioco più bello del mondo. L’ho girato perché Paolo Virzì, uno dei miei insegnanti al Centro Sperimentale (e produttore del film, ndr), mi diceva sempre: «Tu più che lo sceneggiatore dovresti fare il regista» (Roan ha iniziato la sua carriera come sceneggiatore, ndr).

Adesso parliamo del tuo ultimo film, Fino a qui tutto bene; sul sito dell’Università di Pisa, nella sezione Unipinews, è riportata la notizia del debutto del film al Festival Internazionale del Cinema di Roma. Quale relazione lega il film all’università?

Nel 2012 l’Università di Pisa contattò me e Ottavia Madeddu (sceneggiattrice del film, ndr) per commissionarci un documentario sull’ateneo. Ottavia e io abbiamo proposto all’Unipi uno step intermedio: una ricerca da cui trarre un video di interviste da proiettare, così da stimolare un dibattito, e da qui vedere di trovare il modo di imboccare la giusta direzione per iniziare il documentario.

Ne è nato il video L’uva migliore, che racconta come studenti e non affrontino le difficoltà, in particolare quelle legate a questo momento di crisi; e i ragazzi ci hanno trasmesso una cosa sorprendente: molti di loro ci dicevano: «Io voglio fare quello che mi dà gioia, quello che mi dà passione, e sono disposto anche a fare le cose da solo, ma voglio puntare in alto». Questa sorta di senso di rivalsa rispetto alla crisi ci è rimasto dentro.

La sera in cui abbiamo presentato il video era presente Beppe Severgnini, che rimase colpito dalle parole degli studenti e ci fece un articolo in prima pagina del Corriere della Sera. Allora l’Università di Pisa ci disse: «La ricerca è andata bene, perché non fate il documentario adesso?», ma noi non avevamo trovato lo spunto. E quindi abbiamo declinato l’offerta.

Poi però a Ottavia è venuta l’idea per un film, «una storia piccola ma immensa», come l’ha descritta il critico cinematografico Fabio Ferzetti: gli ultimi tre giorni di coinquilinato per un gruppo di studenti che, come molti coinquilini, formano una famiglia strana, che vive, convive e condivide paste scotte e amori, delusioni e gioie. Dopo questi tre giorni riconsegneranno le chiavi di casa al padrone e si diranno addio.

Il film è stato presentato al Festival Internazionale del Film di Roma il 22 ottobre scorso raccogliendo un grandissimo successo…fino-a-qui-tutto-bene-poster

Fino a qui tutto bene è un film che abbiamo prodotto noi membri della troupe. Dobbiamo ringraziare proprio gli studenti che abbiamo intervistato per il video L’uva migliore per averci dato il coraggio di voler puntare così in alto. Abbiamo trovato una distribuzione già prima di essere introdotti al Festival – già due sorprese enormi per un film autoprodotto!

E poi al Festival è successo veramente l’inimmaginabile: Fino a qui tutto bene è il film che, nelle votazioni del pubblico, ha ricevuto il voto più alto, non solo della sezione a cui era iscritto ma di tutte le sezioni, è stato cioè il miglior film italiano. Abbiamo vinto, con giurie diverse, i premi SIGNIS e AKAI alla regia e una menzione speciale per l’attrice (Silvia D’Amico), quindi siamo stati il film più premiato del Festival. Per essere un film così piccolo e, ripeto, autoprodotto, è una cosa molto strana e una sorta di miracolo per noi…

Sarà che siete bravi, no?

Tra l’altro le recensioni e le critiche sono state tutte bellissime e ci hanno veramente commosso e resi orgogliosi.

Quando uscirà nelle sale?

La vera scommessa, appunto, sarà il 5 Marzo 2015, quando il film uscirà nelle sale. Ma comunque io credo che i Pisani non riusciranno a scampare al film: è nato letteralmente sul territorio! Io vedo ridere molti di coloro che vedono il film, e uscire dalla sala dicendo: «Mi ha fatto venir voglia di tornare in quella casetta coi miei coinquilini negli anni dell’università!». Io credo che il film racconti una storia universale. Comunque, speriamo bene! Fino a qui tutto bene!

Naturalmente noi di Radioeco ti facciamo un grande in bocca al lupo! Dunque, nel 2011 hai diretto il tuo primo film, I primi della lista, ora il tuo secondo, Fino a qui tutto bene. Come è maturata la tua tecnica registica?

È maturata molto, io mi sento molto più sicuro di me. Il cinema è un lavoro molto complesso e lo s’impara facendolo. Fino a qui tutto bene è stato il film durante la lavorazione del quale mi sono sentito più a mio agio e che mi ha fatto capire che la mia strada nel cinema è la regia. Dopo aver concluso la lavorazione di Fino a qui tutto bene ho girato due puntate per la serie tv di Sky I Delitti del BarLume (tratta dai romanzi dello scrittore pisano Marco Malvaldi), e se non ci fosse stato Fino a qui tutto bene non so come sarebbe andata.

Hai qualche progetto in cantiere che vuoi condividere con il pubblico di Radioeco?

Nel cinema a ogni passo c’è la possibilità di sbagliare. Abbiamo azzeccato Fino a qui tutto bene, ma ancora non abbiamo chiaro come sia avvenuto questo miracolo. Per il futuro ho un film che dovrei girare a Roma la prossima primavera. Sto poi aspettando di capire se mi sarà assegnata la regia di altri due episodi del BarLume. Quanto al futuro, però, facciamo un passo alla volta, che già è difficile così!

Radioeco ti ha seguito fin qui e continuerà a seguirti. Rinnovo l’in bocca al lupo! Grazie!

Gabriele Flamigni

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