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Intervista ai Numa Crew

Il 2015 comincia facendosi notare. Con eventi su eventi, le serate che si moltiplicano, ed il Cinema Lumiere ci regala un nuovo appuntamento da non perdere.
Sabato dieci i Numa Crew, il collettivo di Firenze formatosi nel 2005, calcherà il palco del vicolo dei Tidi per la terza Massive Night insieme ad un progetto pilota i Telematick Guru.
Il loro nuovo album, da poco uscito,  e intitolato  New Underground Massive Alliance è la perfetta rappresentazione di quello che sono, un collettivo di persone contraddistinte da sfumature diverse. Si va dalla dubstep al Jungle, si sente il profumo di underground inglese, il tutto infiocchettato da quell’energia tutta italiana che fa la differenza.
Ovviamente non potevamo perdere l’occasione, li abbiamo contattati per chiacchierare del più e del meno, ed ecco il risultato.

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Cosa ne pensate della scena elettronica italiana? Esiste una realtà che si può definire tale o è ancora una forma poco esplorata o comunque influenzata da altre correnti che non le danno piena identità?

La scena elettronica italiana è viva e anche ben considerata nel panorama internazionale, forse non a livello di altre come può essere in Germania, Francia o Inghilterra, ma da sempre ha saputo dire la sua e fatto uscire grandi talenti.
Sotto ogni forma direi, fin dai tempi della scena techno degl anni novanta ad oggi. Basti pensare ai grandi nomi degl ultimi 10 anni come ad esempio Crookers e Congorock. Sono continue le esplorazioni da parte di dj e producers italiani in vari campi della musica elettronica.

Come considerate il sostrato culturale dubstep italiano?

La dubstep in Italia è arrivata ad un apice di popolarità due/tre anni fa, avendo passato anni di gavetta dal 2006/2007 quando era considerata solo da una piccolissima nicchia. Era un sound nuovo che è esploso e che ora anche qua si è mutato, giustamente, e evoluto in uno stile che si fa fatica ormai a chiamare semplicemente dubstep.

L’era dei Social Network, di Facebook, dello streaming, secondo voi agevola lo sviluppo e la diffusione di un contesto musicale come il vostro oppure lo penalizza?

Sicuramente facilita la diffusione di qualunque tipo di informazione e quindi lo scambio e l’ascolto di musica ma allo stesso ha denaturalizzato di molto l’approccio all’ ascolto della musica. Sempre più immagine a disposizione della massa che musica per le orecchie. Il social agevola se lo sai sfruttare sennò ti mangia!

In un contesto come il nostro pensate che il vostro sound possa continuare a maturare ed evolversi oppure lo vedreste definitivamente meglio rivolto verso un panorama internazionale?

Il nostro sound in genere è sempre stato rivolto verso un panorama internazionale allo stesso modo di quello italiano. Penso che ci sia da lavorare molto sulla scena nazionale e la nostra maturazione può portare solo cose buone sia dentro che fuori dai confini.

“New Underground Massive Alliance” è la definizione del vostro nome, giusto? Dal 2005 ad oggi quante cose sono cambiate? E quanto questi cambiamenti (se ci sono stati) si rispecchiano nell’ultimo album?

Si un continuo mutamento e una notevole ricerca sul suono e la produzione ma non solo, anche lo show e tutta la parte live è cambiata nel tempo. Nell’ ultimo album abbiamo voluto riassemblare tutti i pezzi e creare un lavoro uniforme e collettivo, mettendo in gioco tutte le conoscenze acquisite negl’inni e le diverse influenze.

Come si svolge il processo creativo in un gruppo così numeroso? E’ complicato?

Il processo creativo è personale e collettivo, nel senso che ognuno produce per conto suo e a volte lavoriamo insieme sugli stessi progetti. Ci consociamo, a livello personale e musicale, da molto tempo, quindi in molti casi non è poi così complicato lavorare insieme.

State lavorando a qualcosa attualmente? Progetti futuri?

Abbiamo appena concluso un nuovo EP ben impacchettato che uscirà nei prossimi mesi su vinile per Moonshine Records, ci sono stai commissionati vari remix che annunceremmo a breve e stiamo lavorando sull’uscita dei remix dell’ LP “New Underground Massive Alliance”. Tanta carne al fuoco per il 2015..

Pronti per la serata al Lumiere di Pisa?

Si alla grande, Pisa prende sempre bene!

Quindi magari conviene andare, voi che dite?

 

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Chiara Manera

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