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Intervista con Fotios Loupakis della Fondazione ARCO. Mostra “Attraverso il corpo” di Giada Fedeli

A3.inddSarà attiva fino al 20 Giugno la mostra “Attraverso il corpo”. Realizzata dall’artista Giada Fedeli.

La mostra consiste in una serie di quadri  esposti nella sala d’attesa del Polo Oncologico ed è organizzata dalla Fondazione ARCO, la quale opera nell’Ospedale Santa Chiara e si occupa di ricerca e dell’assistenza ai pazienti oncologici. Vedere i quadri esposti nella sala di attesa degli ambulatori oncologici fa molto effetto ed è molto toccante. Specie se si pensa che questi sono luoghi dove purtroppo molto spesso echeggiano pensieri negativi. I quadri sembrano portare davvero un po’ di serenità.

Segue l’intervista a Fotios Loupakis, responsabile scientifico della Fondazione ARCO.

Cos’è la Fondazione ARCO?

ARCO è una fondazione no profit che si occupa di sostenere la ricerca contro il cancro e che nasce su iniziativa del Prof. Alfredo Falcone ormai qualche anno fa a Livorno, quando il nostro gruppo aveva sede ancora li. Dal 2009 abbiamo iniziato ad operare qui a Pisa, nell’ambito dell’azienda ospedaliera universitaria pisana.

Come nasce l’idea di questo progetto e qual è il suo scopo?

L’iniziativa è di Giada Fedeli, artista e pittrice delle opere. Giada ha sentito vicino il bisogno di esprimere con la sua arte qualcosa che fosse vicino ai pazienti oncologici, ma anche vicino alla ricerca e quindi le è sembrato abbastanza naturale l’incontro con la Fondazione ARCO.

Si può dire che l’arte può avere una funzione terapeutica?

Certamente, qualunque cosa distoglie i pensieri difficili di un paziente dalla propria condizione ha  una funzione terapeutica. Anche chi con il paziente ha a che fare ,ovvero gli operatori sanitari,i medici ,i ricercatori,gli infermieri,gli psicologi,insomma tutti coloro che stanno attorno al paziente, se sono chiamati a vedere in quel che fanno tutti i giorni il bello dell’arte hanno nei confronti del paziente un rapporto diverso, decisamente migliore. L’arte anche in un ambito medico e difficile come quello  dell’oncologia e della ricerca  può portare pensieri positivi,serenità e ispirazione.

Come possiamo sostenere la Fondazione ARCO?

Abbiamo bisogno di donazioni, tutte le modalità sono chiare all’indirizzo www.fondazionearco.org . Ma c’è anche un modo meno economico e diretto: la donazione del proprio servizio e della propria opera. Se ci sono persone che, come ha fatto Giada, vogliono sostenere con delle iniziative questa fondazione noi li accogliamo a braccia aperte.

Quali soddisfazioni vi dà mettere il vostro lavoro al servizio di altre vite?

Contrariamente a molti altri medici che mettono la loro vita  h24 in situazioni di pericolo,gli oncologi non arrivano a tanto. Certamente lavorare sia nell’assistenza che nella ricerca ci porta via molto più tempo del lavoro  regolare. Questo però ci aiuta  a sentirci più vicini ai pazienti e ad realizzare le nostre ambizioni di ricerca:le due cose si superano in continuazione l’una con l’altra,in una contaminazione proficua. Migliorare le armi terapeutiche che abbiamo ci consente di essere più efficaci per i nostri pazienti e stare più vicino ad essi,conoscerli ci permette di orientare nella strada giusta la ricerca che facciamo. La soddisfazione viene da entrambi i fronti. Sono molti gli studi che con il supporto della fondazione Arco sono stati pubblicati in questi ultimi 2 anni e speriamo di poter far  sempre meglio.

Vuole aggiungere qualcosa,magari invitando chi volesse a visitare la mostra?

La visita alla mostra è molto gradita, da parte di chiunque fosse interessato,anche perché si potrebbe rendere conto di quanto semplice sia questa iniziativa. I quadri sono esposti in un corridoio dove si affacciano gli ambulatori delle visite,sono li perché devono essere vicini ai pazienti. Quindi la situazione che ci si trova  di fronte è molto particolare. Come ha detto all’inaugurazione l’ex assessore Dario Danti la forza della mostra sta nel risiedere la’ dove la ricerca trova la sua massima espressione ,ovvero accanto al paziente.

FOTIOS LOUPAKIS - RESPONSABILE SCIENTIFICO FONDAZIONE ARCO

Elena Alei e Giacomo Corsetti per Radioeco

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