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[intervista doppia] – Due idee di sessualità

Il 15 Marzo 2013 è stato presentato al Senato un disegno di legge finalizzato alla disciplina delle coppie di fatto e delle unioni civili. Tuttavia a oggi il “ddl Cirinnà” – dalla senatrice Monica Cirinnà (PD) che ne è relatrice – è ancora “in corso di esame in commissione”, rallentato da migliaia di emendamenti presentati.

Il ritardo nell’approvazione del ddl ha indotto Ivan Scalfarotto (PD) a iniziare, la settimana scorsa, uno sciopero della fame.
Il sottosegretario ai rapporti con il Parlamento non è però l’unico a esternare il proprio sdegno in relazione al processo legislativo in corso.

foto difendiamo i nostri figli

I manifestanti di “Difendiamo i nostri figli” radunati in Piazza San Giovanni (Roma) lo scorso 20 Giugno. Foto di Difendiamo i nostri figli.

Il 20 Giugno Roma ha ospitato una manifestazione organizzata da “Difendiamo i nostri figli”. Circa un milione di persone, secondo le stime del comitato, sono scese in piazza “per promuovere il diritto del bambino a crescere con mamma e papà” e “difendere i nostri figli dalla propaganda delle teorie gender che sta avanzando illegittimamente e in maniera sempre più preoccupante nelle scuole”, come recita il comunicato stampa con cui la manifestazione è stata indetta.

Anche noi di Radioeco vogliamo contribuire al dibattito sul tema dei diritti delle coppie omosessuali. Per questo motivo abbiamo raccolto il parere di due persone: M., un partecipante alla manifestazione, ed E., un membro della comunità LGBT. L’anonimato è stato richiesto dagli intervistati.

 

M., qual è il significato della manifestazione organizzata da “Difendiamo i nostri figli”?

Con questa manifestazione abbiamo voluto affermare la nostra opinione sulla preminenza del ruolo della famiglia sulla alla scuola riguardo l’educazione sessuale dei figli; riteniamo infatti che questo ruolo non possa essere svolto esclusivamente dalla scuola, e che lo Stato non abbia il diritto di estromettere la famiglia dall’educazione sessuale dei figli.

La manifestazione è stata inoltre l’occasione per esprimere la nostra idea di identità sessuale: le differenze tra maschio e femmina devono essere valorizzate non per limitare gli individui nelle loro possibilità, bensì per arricchirli. Crediamo infatti che i figli abbiano il bisogno di essere educati da una figura materna e da una paterna e il diritto di veder rispettata la propria identità sessuale, determinata dalla natura e pertanto non gestibile a piacere. La nostra posizione in proposito è netta, ma ciò non significa che siamo chiusi al dialogo con chi la pensa in modo diverso.

RV7089_ArticoloPerché hai sentito la necessità di partecipare a questa manifestazione?

Ho ritenuto importante fare questa esperienza perché mi ha dato la possibilità di esprimere la mia opinione di fronte a un pubblico più ampio rispetto a quello costituito da amici e famigliari. Era la prima volta che aderivo a un’iniziativa di questo genere ed ero molto curioso.

Un’ultima domanda, M. Nel comunicato con cui ha indetto la manifestazione, “Difendiamo i nostri figli” fa uso dell’espressione “famiglia naturale”. Ti riconosci in questo concetto?

Sì, mi riconosco nel concetto di “famiglia naturale”, intesa come nucleo costituito da un padre, una madre e da uno o più figli, perché ritengo che questi ultimi abbiano bisogno di crescere confrontandosi con modelli diversi; le differenze biologiche tra i sessi consentono all’uomo e alla donna di compiere esperienze diverse, e io credo che solo un figlio educato all’interno di queste differenze naturali possa crescere bene.

Sono convinto che una famiglia di questo tipo debba essere il nucleo della nostra società, ma con ciò non voglio negare ad altre persone la facoltà di aderire a opinioni diverse e di esprimerle come faccio io.

 

E., vorrei cominciare con una citazione da un articolo che il filosofo Diego Fusaro ha pubblicato sul proprio blog del Fatto Quotidiano lo scorso 21 Giugno: “L’odierna difesa delle coppie omosessuali da parte delle forze progressiste non ha il proprio baricentro nel giusto e legittimo riconoscimento dei diritti civili degli individui, bensì nella palese avversione nei confronti della famiglia tradizionale”.

Tu ti riconosci in questa posizione? Tu vivi la tua difesa dei diritti delle coppie omosessuali come un’opposizione alla famiglia tradizionale?

PRIDE

La bandiera arcobaleno è uno dei simboli più usati da chi si riconosce negli ideali della comunità LGBT.

No, e credo di rispondere a nome dell’intera comunità LGBT. Non ci interessa opporci alla famiglia tradizionale, bensì ottenere dallo Stato che a tutte le famiglie e a tutti i bambini, indipendentemente dal sesso dei loro genitori, siano garantiti gli stessi diritti.

Inoltre il concetto di “famiglia tradizionale” è problematico. Chi con esso intende ogni famiglia in cui i coniugi hanno sesso diverso, ignora le differenze esistenti tra le famiglie di questo tipo: gli eterosessuali possono convivere, sposarsi, divorziare, risposarsi, ricongiungersi, adottare. Il sesso dei coniugi è solo uno dei molti parametri che determinano la struttura della famiglia, pertanto il concetto di “famiglia tradizionale” denota una categoria in realtà punto omogenea.

Cito sempre dall’articolo di Fusaro: “Chi, ad esempio, si ostini a pensare che vi siano naturalmente uomini e donne, che il genere umano esista nella sua unità tramite tale differenza e, ancora, che i figli abbiano secondo natura un padre e una madre è immediatamente ostracizzato con l’accusa di omofobia”.

La famiglia tradizionale è basata su una cultura dell’accettazione delle differenze biologiche tra uomo e donna. Secondo te, invece, è possibile non accettarle pur riconoscendo l’esistenza di queste differenze, bensì cercare di accordarle con un modello culturale alternativo a quello rappresentato dalla famiglia tradizionale?

Io credo che sia riduttivo identificare l’essere umano con il suo sesso: ciascuno di noi può esprimere la propria personalità in molti altri modi, perciò limitarla all’identità sessuale è sbagliato.

Il genere e il sesso sono due concetti diversi: il primo indica una categoria biologica, il secondo una categoria culturale; nonostante ciò essi sono accordabili. E il loro accordo non può venire forzato dalla conformazione biologica dell’individuo, io credo, ma dev’essere costruito a partire da ciò che egli sente di essere e vuole diventare.

La manifestazione romana, oltre a contestare il ddl Cirinnà, criticava anche il progetto elaborato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in merito all’insegnamento dell’educazione di genere nelle scuole…

Al proposito è stata fatta molta disinformazione; si è detto, ad esempio, che l’OMS obbliga tutti gli Stati dell’Unione a introdurre nelle scuole pubbliche corsi di masturbazione per i bambini di età inferiore ai quattro anni.

In realtà l’approccio dell’OMS alla sessualità è olistico, non focalizzato esclusivamente sugli aspetti fisici del sesso: gli educatori, spiega il documento in questione, devono insegnare ai bambini a vivere la propria sessualità in modo spontaneo, riconoscendola come parte della propria natura.

torino today, gay pride 27 giugno 2015

Il gay pride svoltosi a Torino lo scorso 27 Giugno. Foto di Torino Today.

I membri di “Difendiamo i nostri figli” ritengono che la famiglia debba avere un ruolo preminente, rispetto alla scuola, nell’educazione sessuale dei figli. E tu quale credi che dovrebbe essere la differenza di ruolo tra famiglia e scuola nell’educazione sessuale dei bambini?

Lo stesso documento dell’OMS riconosce l’importanza del coinvolgimento della famiglia nell’educazione sessuale del bambino; le istituzioni pertanto devono rispettarlo.

Tuttavia le proposte avanzate dall’OMS sono volte alla formazione di cittadini pari nei diritti e nelle opportunità e consapevoli di tale parità; nessuno, io credo, può chiedere allo Stato di escludere i propri figli da un progetto di questo tipo, pensato non come ulteriore rispetto al percorso educativo ordinario, bensì come una sua parte senza la quale, fino a oggi, esso è stato incompleto.

Grazie M., grazie E.

Gabriele Flamigni per Radioeco

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