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[Intervista] Enrico Rossi, Presidente Regione Toscana

Firenze, Sabato 24 Gennaio 2015. All’Istituto degli Innocenti si è tenuta la tappa finale del tour di Giovanisì, progetto di finanziamento della Regione Toscana per l’autonomia dei giovani. Il titolo della giornata era Giovanisì in tour: il Presidente Rossi incontra i giovani toscani.

Appena varcata la soglia della sala, il Presidente Rossi, con cui noi di Radioeco avevamo concordato un’intervista, ha riconosciuto il nostro stand e ci è subito venuto incontro. Una stretta di mano, un “Piacere, Enrico” e… vai con il microfono!

Enrico-RossiPresidente Rossi, oggi si conclude il Giovanisì in Tour. Vuole fare un bilancio del progetto?

Il bilancio del progetto è buono a detta degli stessi giovani, che ne sono la misura della riuscita. Nel mio giro per la Toscana ho incontrato tanti giovani, attenti, contenti ma anche critici, propositivi, con la voglia di andare avanti. Con il progetto Giovanisì la Regione Toscana ha fatto una scelta coraggiosa, data l’attuale scarsità delle risorse, però sono convinto che sia stata una scelta che premierà la Toscana.

Nel Suo giro per la Toscana molti giovani Le hanno proposto miglioramenti per il progetto Giovanisì. Lei crede che siano proposte valide e che il Suo giro sia stato utile da questo punto di vista?

I giovani sono tutti molto attenti al progetto, in particolare alla partita per le borse di studio; tutti gli studenti sono poi interessati tantissimo alla questione dei tirocini, e ci sono state diverse proposte di miglioramento su questo fronte. Molti tendono a unire il tirocinio al servizio civile, cosa che da un lato è buona, ma dall’altro dimostra le difficoltà del mercato del lavoro a recepire i giovani che hanno terminato il loro ciclo di studi. E soprattutto mi pare che grande successo abbia avuto il contributo per l’affitto, che ha consentito a tanti giovani di rendersi autonomi.
La prossima iniziativa su cui punteremo è il microcredito fino a 15.000 €, un prestito con rimborso pluriennale, così da rendere possibile a un giovane mettere in piedi un’impresa, un laboratorio o uno studio professionale grazie al supporto della regione.

Ecco, Lei aveva già parlato ai nostri microfoni del microcredito; è un piano realizzabile in breve tempo?

Sì: mi diceva l’assessore Simoncini (n.d.r. Assessore Regionale per Attività produttive, credito e lavoro) che il piano è pronto e può partire appena sarà completata la stesura dei bandi.

ImmagineChe umore ha registrato, nei confronti di Giovanisì, tra i ragazzi incontrati durante il Suo tour per la Toscana?

I giovani sono combattivi e tutt’altro che rinunciatari, come spesso vengono invece descritti. La mia impressione è che, quando le istituzioni offrono loro una sponda, i giovani siano aperti al dialogo, e che non ci sia nessuno disposto a rinunciare ai propri progetti; tutti sono pronti a cogliere le occasioni che vengono loro presentate. E questo è un dato senz’altro positivo.
Poi, è ovvio, se dovunque in Italia i giovani trovano tappi, a causa della Riforma del lavoro Fornero, o dei tagli che vengono fatti alla spesa pubblica, o delle baronie, o dell’inesistenza di un vero regime di concorrenza aperto a tutti, è comprensibile che molti di loro lascino il paese e cerchino altre soluzioni in paesi che sono più dinamici del nostro. Però io ho incontrato una gioventù decisamente reattiva.

Secondo Lei il successo del progetto Giovanisì potrà essere un punto forte della Sua campagna elettorale per la rielezione a Presidente della Regione Toscana?

Non lo nego, ma non faccio ragionamenti meschini: ho intrapreso questo progetto perché credevo che i giovani fossero stati troppo tagliati fuori dallo Stato sociale, e che fosse giusto che una regione governata dalla Sinistra facesse uno sforzo per dare un segnale in direzione del mondo giovanile. Mi pare che questo segnale sia stato colto.

Questa settimana è iniziata con la dichiarazione, da parte della Corte Costituzionale, dell’inammissibilità del referendum per l’abrogazione della Riforma Fornero. Visto che l’ha citata come un “tappo” per i giovani, potrebbe farsi promotore di una nuova proposta di referendum abrogativo?

Credo che la cosa migliore da fare al proposito sia sviluppare un dibattito e fare proposte; la mia è questa: ogni tre dipendenti statali che vanno in pensione, si assuma un giovane. Questa proposta avrebbe consentito, in tre anni, l’ingresso di 90.000 giovani nella pubblica amministrazione, e a costo zero.

Grazie Presidente Rossi. Radioeco Le augura buon lavoro!

Fabiano Catania, Gabriele Flamigni, Alice Gennari e Francesco Truscia per Radioeco

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