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Intervista a Guarnaccia,fumettista di Mammaiuto

 “Mammaiuto è un’associazione formata da un collettivo di autori. Il nostro primo scopo è fare fumetti per il piacere di farli. Il secondo è raggiungere i lettori direttamente, eliminando la presenza di intermediari: tutte le storie, le illustrazioni e le strisce che produciamo sono sempre disponibili gratuitamente on line. Le attività di vendita che intraprendiamo sono finalizzate a dare agli autori il massimo compenso possibile per il loro lavoro e a pagare le spese vive dell’associazione. Cerchiamo di prendere ogni decisione con un processo di democrazia deliberativa e gestiamo le attività in un’ottica di completa trasparenza.

(da www.mammaiuto.it)

 

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Ho intervistato Francesco Guarnaccia, il membro più giovane di Mammaiuto.


 

Come è nata la passione per il fumetto?

Ho sempre disegnato e letto fumetti: la mia scuola è stato leggerli fino a consumarli. In casa ero circondato da comics perché mio padre li legge fin da ragazzo. Ho iniziato con Topolino, I Peanuts e Lupo Alberto. Dalle elementrai ho cominciato ad essere più curioso e a comprarne sempre di nuovi.

La folgorazione c’è stata a casa dei miei nonni in Calabria, dove ho trovato i fumetti che leggeva mio padre da ragazzo. Questi erano autoprodotti e veramente poco adatti alla mia età; gli autori non si preoccupavano di disegnare bene, bastava la narrazione. Da lì ho capito che non serviva essere dei professionisti per poter fare un buon fumetto. Caricato da questo modo di vedere le cose, ho continuato a fare le mie vignette, in particolare al liceo. Alcune divennero molto popolari sul web e così capii quanto mi piaceva l’idea di renderle pubbliche e quanto il web potesse essere una molla  per farmi conoscere. Per questo motivo cominciai ad aprire blog su blog ampliando il bacino dei miei lettori oltre i conoscenti.

All’ambiente del fumetto mi ha introdotto Tuono Pettinato quando io ero ancora in terza liceo. Bastò che condividesse un mio fumetto su fb e questo diventò quasi virale. Da lì le cose sono andate sempre meglio, Lucia Biagi, fumettista, mi chiese di scrivere una storia per un’antologia. .Con lei andai allo stand delle autoproduzioni del Lucca Comics, dove ebbi il piacere di conoscere la fantastica realtà di Mammaiuto: m’incuriosì subito. Decisi così di portargli dei miei fumetti e loro furono entusiasti: la collaborazione poteva nascere. Questa è stata la mia vera svolta professionale.

È un po’ come quando compri la chitarra e inizi a suonare ma fai sul serio solo quando inizi a fare dei concerti. Per me entrare in Mammaiuto è stato come iniziare a fare concerti.

I miei fumetti hanno raggiunto sempre più persone e queste si sono affezionate alla storia.

Fumetto su fumetto è nato un libro di più di 130 pagine,uscito nel 2014. Si chiama “From here to eternity” e quest’anno mi ha permesso di vincere la Mensione Speciale al Lucca Comics.


 

Di cosa parla il libro “From here to Eternity”?

La mia ispirazione sono stati i gruppi della Centrale, un locale di Pisa. Il libro parla di una band punk molto sgangherata e molto poco popolare, che deve fare dei provini per trovare un nuovo front man dopo che il vecchio “leader” si è infortunato buttandosi durante un concerto tra la folla (peccato che nessuno lo abbia preso). I vari membri della band per le audizioni fanno un ragionamento un po’ subdolo: ripensano alla storia del rock, in particolare al front man dei Joy Division che con le sue continue crisi epilettiche durante i concerti era continuamente sulla bocca di tutti, per questo motivo decidono di prendere un vecchietto di 80 anni molto esaltato come leader. (Chissà… se fosse schiattato durante un concerto la band avrebbe scavalcato tutte le classifiche!!!)

Insomma la linea della storia è piuttosto demenziale,ma man a mano che si va avanti si va più in profondità.


 

Perché il titolo è “From here to eternity”? Dove si può comprare il libro?

Il titolo l’ho scelto per due motivi: è ispirato alla registrazione di un live dei Clash e ripropone il messaggio del libro: quando qualcuno cerca la fama non lo fa ( o non lo dovrebbe fare) per soldi o successo ma per lasciare un ricordo di sé che duri in eterno.

La prima tiratura del libro è esaurita, la stiamo ristampando e se tutto andrà bene prima di Natale sarà disponibile anche se in realtà, è già accessibile gratuitamente e online su Mammaiuto.

Il proposito di quest’ultima infatti è proprio di fare fumetti per il gusto di farli, rendendoli accessibili a tutti e abbattendo qualsiasi costo.

Essendo un’autoproduzione infatti non è costretta a dover supportare tutti i costi intermedi che ad esempio un editor imporrebbe. I soldi all’inizio li abbiamo messi di tasca nostra, dopodichè si è creato un fondo. Con questo abbiamo creato il libro e con i ricavi ci auguriamo di produrre un nuovo libro. Le cose per ora vanno molto bene, tanto che riusciamo ad ottenere anche qualche compenso per gli autori.

I fumetti di Mammaiuto all’inizio erano molto sperimentali, ma sono riusciti ad arrivare ad un pubblico sempre più ampio e così  il sito ha avuto successo.


Cosa ne pensi della logica di autoproduzione seguita da Mammaiuto?

Mi trovo molto bene e condivido l’etica di Mammaiuto, la considero una palestra per avere un riscontro dai miei lettori, è la cosiddetta economia del dono: io ti offro i miei fumetti gratuitamente e tu in cambio mi dai un feedback, da questo io posso capire come correggere il tiro. Posso avere un riscontro dai lettori evitando i limiti esterni e inoltre non devo adeguare i fumetti alla logica del mercato dovendoli rendere più commerciali.

A questo proposito ti racconto questa: l’anno scorso sono andato in Francia ad un’importante festival del fumetto e una casa editrice si è detta interessata ai miei fumetti anche se credeva che fossero troppi estremi per il mercato francese.

Ho capito allora che se fossero passati attraverso un’editore probabilmente i miei fumetti non sarebbero usciti così come sono, avrei dovuto adeguarli alle logiche del mercato per renderli più vendibili.

È interessante come essendo testardi con l’autoproduzione il pubblico te lo crei lo stesso.

Facciamo apprezzare un prodotto in un altro modo, mi vado a leggere un fumetto che magari non avrei comprato, eppure è su internet ed è gratuito, mi incuriosisce e lo leggo. Si crea un processo spontaneo unico.


Che progetti hai per il futuro?

Sicuramente vorrei portare avanti la passione per il fumetto ma sono cosciente che, almeno in Italia, questa passione difficilmente può diventare la tua professione, a  meno che non lavori per Bonelli, casa editrice di Dylan Dog.
Per avere una maggiore stabilità mi piacerebbe specializzarmi in Illustrazione, ovviamente non abbandonando il fumetto.

 

Elena Alei per Radioeco

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