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[Intervista] “L’uscita può essere anche l’entrata”: la Street Art di ‘Exit Enter’ 

Forse vi sarà capitato passeggiando per Pisa d’essere stuzzicati da dei piccoli omini stilizzati che da qualche tempo animano alcune parti urbane della città. Personaggi delicati e innocenti, nel senso più puro del termine, e soprattutto sognanti, spesso accompagnati da cuori, pallonciniparole e la lettera K. Nascosti negli angoli pisani più insoliti, li incontri quando meno te lo aspetti e ne resti completamente rapito. Almeno per me è stato così. Se prima ne vedi uno, poi un altro e poi un altro ancora, di certo la domanda ti sorgerà spontanea: chi sono questi personaggi? Da dove vengono? Chi gli dà vita?

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Exit Enter in Borgo Stretto

L’artista in questione è Exit Enter, nome d’arte ovviamente, nonché un’accoppiata di parole che si trova spesso nei suoi lavori, vicino ai personaggi. Una street art genuina che fa della semplicità il suo tratto più originale. Omini silenziosi nel sottofondo urbano che danno l’idea d’urlare fra le mura, hanno voglia d’esserci e sembrano portare un messaggio dall’interpretazione poliedrica e soprattutto personale. Un modo di comunicare, quello di Exit Enter, sicuramente moderno e unico. La curiosità di seguire le avventure dell’omino nella città s’innesca dentro lo spettatore-passante come un vortice da cui non può uscire. Si cammina così con la speranza di trovare in una via, in una piazza, in un muro deserto o in un pannello il personaggio in questione e gustarsi così un altro episodio della sua vicenda. E quando lascia Pisa va in altre città e gira il mondo.

Un’immaginazione senza confini per una storia affascinante che ognuno può leggere a suo modo fra le pagine urbane delle città. In un mondo in cui impazza la pubblicità, vige la regola dell’apparire e la velocità è l’essenza sociale, sono pochi quelli che si fermano di fronte all’arte e alla bellezza. La semplicità del vedere oltre le cose e dell’apprezzare il dettaglio è forse la chiave di lettura principale dell’opera di Exit Enter che si svela elegante pur nel suo essere minimale. Pochi ingredienti necessari: la notte, le bombolette, un pacchetto illimitato di fantasia e via il personaggio prende vita fra gli uomini, che forse all’alba potranno ancora continuare a sognare alla vista di un cuore, di un palloncino o di una scaletta a pioli. Il fascino del mistero, all’inizio, e la voglia di saperne di più poi, mi ha messo sulle tracce del creatore di tutto questo. Così ho deciso di fare una passeggiata per Pisa fare qualche foto, e poi scambiarci due chicchere e condividerle con voi…

La tua arte non è la solita street art: ha un sapore quasi impressionistico, delicato e passeggero. Perché decidi di far vivere i tuoi personaggi anche in parti urbane mobili destinate poi a scompariDSC_0354re (ponteggi di cantieri, manifesti, ecc.) ? 

Grazie dei complimenti. Mi piace dipingere su quei tipi di supporti perché non è invasivo, di solito questi cantieri restano molto in strada e li trovo brutti così come sono, quindi sono felice di poterli abbellire e non mi interessa se poi sarà tolto; l’arte in strada è sempre destinata scomparire, ha una vita vera e propria. 

I tuoi ‘omini’ sembrano avere una propria forza vitale e far parte dei una sorta di sottofondo urbano: si può parlare di più personaggi o di un unico personaggio in differenti situazioni?

Il personaggio è sempre lui ,”l’omino” intento a compiere diverse azioni, mi piace vederlo sullo sfondo dei muri delle diverse città e, per farlo inserire meglio, cerco sempre di trovare crepe e punti dove poterlo far appoggiare o appendere. Io lo vedo un po’ come un storiella, una filastrocca che si ripete ma che può avere finali e svolte differenti: dipende da chi la guarda. 

DSC_0419La semplicità figurativa e cromatica è forse il tratto distintivo e l’originalità del tuo modo di fare arte. Perché scegli di dipingere soltanto con il rosso, il nero, il bianco e il grigio? Hanno per te un valore particolare?

Fino a pochi anni fa non usavo colori, ma solo bianco e nero. Mi ricordo come se fosse ora di esser stato traumatizzato da una maestra che mi disse “non sai colorare…”. In pittura i primi colori che ho iniziato a trattare sono stati le sfumature del rosso e del grigio, ora ne uso un sacco e quindi anche con i lavori in strada ho iniziato con questi colori. A quanto pare, questa scelta sembra esser stata la forza dei miei lavori.

DSC_0378L’anonimato è una scelta artistica che corrisponde allo stile dei tuoi personaggi, sicuramente da elogiare in un’epoca in cui tutti bramano la fama: hai paura di una possibile notorietà possa far perdere alla tua arte il valore che sta acquisendo?

Resto anonimo non tanto per lo stile dei personaggi, più che altro non ci scordiamo che ciò che faccio è considerato illegale, non avrebbe senso farsi notare: fino a che verrò considerato fuori legge non penso che mi farò vedere. C’è comunque la paura che tutto cada nel banale e nel commerciale, ma spero che questo non avvenga nel mio caso. Soprattutto spero che non si perda il messaggio che questo personaggio vuole trasmettere. 

Qual è il significato del tuo nome d’arte “Exit Enter”? Se vuoi svelarcelo… 

C’è un sacco di significato in Exit Enter e ne trovo sempre altri tutte le volte che qualcuno mi fa questa domanda. Exit mi capitava spesso di scriverlo nei disegni con questi omini che cercavano questa benedetta uscita, poi mi sono chiesto ‘ma l’ uscita può essere anche un’entrata?’. In realtà è una parabola stupenda sulla vita e sul suo continuo mutamento, un’uscita da un qualcosa per entrare in un’altro: che sia una situazione, un pensiero o una porta da attraversare. “Exit Enter ” vuole essere un invito alla riflessione per un cambiamento, per una smossa della situazione attuale.DSC_0427

Partendo da Firenze i tuoi personaggi hanno iniziato a viaggiare da Firenze a Pisa, poi a Napoli, stai pensando a un giro del mondo degli omini stilizzati? 

..ora sono volati anche a Rotterdam, Bruxells, Varsavia e a breve partirò per Lisbona. Si, il piano è farli volare con me un po’ ovunque, in tutte le città che visiterò, mi piacerebbe vedere le diverse reazioni nei vari paesi. Pisa è stata fantastica, sia come spot dove dipingere, sia per la risposta avuta dalle persone sul mio personaggio: presto tornerò. 

Cosa pensi delle forme d’arte moderna? il concetto di arte nel tempo dei “social” deve cambiare e modernizzarsi o rifarsi alla tradizione e sublimarsi? 

Domanda molto difficile, non so cosa pensare dell’arte moderna e non ti dirò molto. Io mi interesso ad essa per quanto riguarda la pittura, e comunque penso che l’arte sia troppo distaccata dall’uomo comune e in molto casi sia proprio troppo difficile: si sono persi i contatti e si è perso il senso che l’artista ha sempre avuto, ovvero quello di “occuparsi del bello e trasmetterlo al pubblico”. Io credo che l’ arte debba tornare a occuparsi del bello e della trasmissione e denuncia delle emozioni, delle paure e dei problemi che ci circondano. Purtroppo qua non abbiamo spazi istituzionali per fare ciò e per questo uso la strada come mezzo di contatto con il pubblico e i social come mezzo di informazione pubblica e gratuita. 

DSC_0379A chi sostiene che i muri delle città siano “imbrattati” da graffiti o da opere di street art cosa ti sentiresti di rispondere? 

Sono liberi di pensarlo, ma se non vogliono essere ipocriti che inizino a lamentarsi anche per gli innumerevoli cartelloni pubblicitari che inquinano le nostre città.

Le parole ‘Free’, ‘Love’, ‘Fly’, ‘Exit’, ‘Enter’ che accompagnano i personaggi sono dei messaggi senza i quali non ci sarebbe comprensione, o al contrario ammettono una molteplicità di interpretazioni? 

Come hai detto tu, io penso che possano avere una molteplicità di interpretazioni. Ultimamente mi capita meno di scrivere perché a parer mio con le parole si rovina un po’ la composizione,  ma mi dovrei impegnare a scrivere di più perché mi rendo conto che le parole hanno veramente molta forza nell’immaginazione. 

Che cosa vorresti stuzzicare a livello emotivo in un passante che passa in un vicolo e s’imbatte nei tuoi personaggi? 

Vorrei stuzzicargli  l’immaginazione perché immaginare è creare una proiezione o un pensiero nella mente. Vorrei stimolare con i miei disegni le fantasie dello spettatore per farlo entrare in quel momento di distacco che è l’atto creativo.

Grazie per il tempo che ci hai dedicato, un saluto agli amici di RadioEco…

Grazie a voi ragazzi e grazie di esservi interessati! Spero presto di tornare a dipingere per i muri pisani…

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Alessio Foderi per RadioEco

 

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