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Invisible Boy – The Cinematic Orchestra feat. Moses Sumney| Demography # 154

Demography #154 oggi vi regala due bellissime perle da ascoltare in cuffia per apprezzarne meglio le sfumature. Invisible Boy di Minneapolis ci trascina un rarefatto clima anni ’60, mentre The Cinematic Orchestra sforna un pezzo di classe, in collaborazione con il cantante Moses Sumney.

Invisible Boy è il nickname dietro al quale si nasconde Chris Bierden, bassista dei Poliça, band synthpop di Minneapolis. Bierden è ora pronto al debutto del suo nuovo progetto, appunto Invisible Boy, che prende il nome da una canzone dei Vampire Hands, band che annovera tra i fondatori lo stesso Bierden, il quale con le mani in mano non riesce a stare, e infatti sono diversi e tanti i progetti ai quali prende parte, come ad esempio Bones & Beeker, Pony Trash. Invisible Boy è anche il nome del primo LP di questo omonimo progetto, che uscirà il 6 gennaio prossimo, per la Totally Gross National Product. All The Kids è il pezzo che possiamo ascoltare in anteprima e che anticipa quello che sarà Invisible Boy. Un’atmosfera leggera, che ricorda molto la psichedelia orientaleggiante degli sperimentali anni ’60, accompagnata da un po’ di quella malinconia che il piano riesce sempre a trasmettere. Uno di quei singoli che ascolteresti in completa solitudine e che ti fa da perfetta colonna sonora ai giorni uggiosi. Da qualche anno a questa parte si è notato un ritorno del sound anni ’60, ma qui è prepotente. L’ultima parte non è difficile da immaginare in un contesto fatto di fiori, frattali e colori sgargianti.

Invisible Boy è vita, morte, il rapporto di un bambino con il cosmo. La musica il mezzo per ottenere empatia in un mondo che è spesso freddo e indifferente.

Uno dei pezzi forti della scuderia Ninja Tune è sicuramente The Cinematic Orchestra. Il gruppo è tornato con il primo singolo di quello che sarà il prossimo album, e come al solito lo fanno con grande classe e tanta bellezza. To Believe, è un doloroso, ma un piccolo gioiello, un edificante pezzo di musica basata sulla semplice idea che “il presupposto di ogni cosa nella vita è la fede”. A intensificare la magia di questa canzone, non è soltanto la musica, e il crescendo di archi nel finale, ma anche la partecipazione di Moses Sumney. Sumney ha qui un voce, forse un po’ troppo sentita, e che sentiremo molto più spesso, visto che è considerato una promettente nuova recluta della musica. Sumney, che ricorda molto James Blake (anche se in pezzi suoi la differenza con il cantante qui citato c’è, ed è enorme), sembra nato per incidere pezzi del genere, e riesce a tenere sotto controllo tutto quello che c’è dentro al pezzo, senza sbagliare nulla, con una maturità degna di artisti più navigati.

Ora ascoltatevi questo bel singolone de The Cinematic Orchestra, aspettando che l’album continui sulla stessa linea.

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