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Jerry Folk – Manatee Commune – NY*AK – Demography #103

E’ lunedì, hai bisogno di uno slancio, della carica, per cui metti le cuffie, lascia fuori il mondo, leggi e ascolta Demography: oggi c’è Jerry Folk, Manatee Commune e NY*AK.

Dopo il remix degli Oh Wonder (ne avevamo già parlato qui) Jerry Folk emerge con la prima traccia dell’anno pubblicata a gennaio sul suo canale Soundcloud, stiamo parlando di To my soul. Partendo col presupposto che i remix gli vengono veramente bene, uno su tutti quello di Desire brano del trio inglese Years and Years (ne parliamo invece qui nella puntata di Demography degli album migliori del 2015), detto questo ascoltando To my soul Jerry Folk diventa noioso, privo di movimento diventa statico e forse anche un po’ banale. La traccia non è malvagia, è solo monotona sino al primo giro di boa che arriva circa al cinquantacinquesimo secondo, da lì in poi esce leggermente dal seminato, niente di radicale certo.

NY*AK  fa parte della famiglia Ninja Tune, più precisamente della Technicolour Recordings, ha dei fan abbastanza importanti come Moodymann e Seven Davis jr ed è in uscita a fine febbraio con il suo Ep anticipato dal singolo omonimo Dollar. Già queste sono ottime premesse, certo non dobbiamo farci confondere dalla “buona famiglia” da cui proviene, dobbiamo più che altro ascoltare l’aridità e la secchezza dei suoni che utilizza nella traccia mescolandoli con campionamenti più morbidi e caldi che ne stemperano la freddezza. Caricando piano, evolvendosi di secondo in secondo, costruendo piani e livelli da sovrapporre l’uno sull’altro NY*AK finisce per edificare un sistema stratificato di suoni complessi ed apparentemente infiniti. Una litografia di Escher in pratica.

Manatee Commune è il progetto del producer polistrumentista americano Grant L’Kayl Eadie in uscita con il suo Ep Thistle a fine febbraio per la Bastard Jazz. Il ragazzo ha costruito nel suo primo singolo Clay un’intrigante rete di suoni dinamici e freschi che si intersecano perfettamente con la dolce voce di Marina Price, è un bel ritratto impressionistico pieno di colori in movimento.
Certo Eadie è un hippie della serie “per creare devo condividere con tutti voi anche solo una carezza” e lo si percepisce anche per l’utilizzo che ne fa della voce e dei cori, ma stranamente questo non è negativo visto che riesce a convogliare quest’energia nell’intenzione di creare equilibrio e tranquillità, trasmettere un senso di calma e gaiezza all’ascoltatore invitandolo quasi ad una pausa.Meno frenesia, più concentrazione per cogliere tutte le sfumature dei suoi suoni quindi.

Jerry Folk

 

 

Demography

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