Oppure copia e incolla questo link dove vuoi!

John Lennon: la volta in cui rapì Keith Richards

John lennon

 

John Lennon è il protagonista del secondo appuntamento con Le stelle della musica al Cinema Arsenale.
John Lennon: tanto è stato detto  di questo personaggio sfaccettato come il famoso diamante  di Lucy, ma  forse  non sapevate che…

“Un’ epopea di quel periodo fu il viaggio in auto a base di acidi che feci con John Lennon – un episodio di tale sregolatezza che riesco a malapena ad evocare un frammento. In quello che mi parve un arco temporale di due o tre giorni, accompagnati da un autista, toccammo Torquay e Lyme Regis, o così almeno pensavo. Io e Johnny eravamo talmente fusi che perfino anni dopo, a New york, alle volte lui mi chiedeva: “Cosa è successo in quel viaggio?”. Con noi c’era Kari Ann Moller, attualmente moglie di Chris Jagger; credo che gli Hollies abbiano scritto una canzone su di lei, o era su Marianne? Una ragazzina molto dolce, aveva un appartamento a Portland Square, dove anch’io ho abitato per un paio d’anni quando ero in città. Di recente l’ho consultata per questo libro , e la sua rievocazione differisce non poco dalla mia. Se non altro, i suoi ricordi non sono spazio bianco, come i miei.

Quel che mi appare chiaro ora è che all’ epoca non ci sentivano affaticati dal troppo lavoro, e solo più tardi ci siamo accorti di non aver mai staccato la spina, accidenti. Così quando ci si presentarono tre giorni liberi, non essendo abituati ci davamo alla pazza gioia. Ricordo un’automobile guidata da un autista; Kari Ann, però, dice che l’autista non c’era. In ogni caso, eravamo in un auto a due porte poco spaziosa, con un altro passeggero non identificato – quindi, forse, un autista c’era davvero. A sentire Kari Ann, eravamo partiti dal nightclub Dolly, il precursore del Tramp, e avevamo girato intorno ad Hyde Park Corner parecchie volte, chiedendoci dove andare. Ci eravamo diretti alla casa in campagna di John, dice Kari Ann, avevamo salutato Cynthia, e poi Kari Ann aveva deciso di far visita alla madre, a Lyme Regis. Che bella sorpresa per la madre – due tossicomani strafatti che non chiudevano occhio da un paio di giorni. Arrivammo là al’ alba, secondo il suo racconto. Il gestore di uno squallido caffè si rifiutò di servirci. Qualcuno riconobbe John Lennon. E Kari Ann capì che non potevamo andare a trovare sua madre, perchè eravamo troppo sballati. Le ore che seguirono mancano tutt’oggi all’ appello, dato che non tornammo a casa di John prima di sera. C’erano delle palme, e questo indurrebbe a pensare che trascorremmo parecchie ore seduti sul lungo mare di Torquay ombreggiato dalle palme, immersi nel nostro piccolo mondo. Alla fine arrivammo a casa, e tutti furono contenti. Fu una di quelle volte in cui John voleva farsi più di me. Aveva un enorme sacchetto di erba, un grumo di hashish e degli acidi. In generale, con gli acidi, io mi sceglievo il luogo adatto; non andavo in qua e in là se potevo evitarlo. Mi piaceva molto, John Lennon. Era un tipo buffo, sotto tanti aspetti. Di solito lo criticavo perché portava la chitarra troppo in alto. Tutti loro la tenevano all’ altezza del petto, il che ti limita molto i movimenti. Come avere le manette ai polsi.  “Insomma, tieni quella cazzo di chitarra sotto il mento, che cazzo! Non è un violino.” Anche Gerry and The Pacemakers – tutte le band di Liverpool seguivano quella moda. Noi li sfottevamo di continuo: “Prova con una tracolla più lunga, John. Più lunga è la tracolla, meglio suoni”. Ricordo che lui annuiva e incassava. E quando li vedevo la volta dopo, le tracolle erano più allentate. Gli dicevo: non mi sorprende che non facciate swing, sai? Non mi sorprende che suoniate soltanto il rock, senza il roll…

John Lennon poteva essere piuttosto diretto. L’ unico commento sgarbato che mi fece riguardava il mio assolo a metà di It’s all over now. Pensava che facesse cagare. Forse si era alzato con il piede sbagliato quella mattina. Okay, avrei potuto fare di meglio. Ma in quel modo avrebbe steso chiunque. “Sì, c’è di meglio, John. Mi dispiace. Mi dispiace che strida un po’, vecchio mio. Ma tu lo puoi suonare come cazzo ti pare.” Il fatto stesso che si fosse preso la briga di ascoltarlo significa che gli interessava. Era molto aperto, John. In chiunque altro, sarebbe stato imbarazzante. Ma John aveva un’onestà negli occhi che te lo faceva piacere. Oltre a una grande intensità. Era unico, nel suo genere. Come me. Eravamo attratti l’uno dall’ altro in modo strano. Il contrasto tra due tipi dominanti, senza dubbio.”

Estratto da Life di Keith Richards.

john lennon

 

 

post di questa categoria

Medea di Ronconi - Foto di Umberto Favretto

Medea di Luca Ronconi ...

Medea di Luca Ronconi al Teatro Verdi

kraftwerk c2c

Kraftwerk – R...

Kraftwerk – “The Man Machine” | Artwork della domenica

godblesscomputers

Godblesscomputers @ Th...

Godblesscomputers @ The Cage [ report ]

kaos

Kaos e Dj Craim @ Depo...

Kaos e Dj Craim @ Deposito Pontecorvo [report]

ultimi post caricati

IF2017: le interviste (foto: Lorenzo Antei)

IF2017: Le interviste ...

IF2017: Le interviste by RadioEco

Emergency

IF2017: EMERGENCY -INT...

IF2017: EMERGENCY -INTERVISTA AL PRESIDENTE ROSSELLA MICCIO

IF2017: Passione e dolore - “Patti Smith: dream of life”

IF2017: Passione e dol...

IF2017: Passione e dolore – “Patti Smith: dream of life”

IF2017: Arrivederci al prossimo anno - Recap giorno 4

IF2017: Arrivederci al...

IF2017: Arrivederci al prossimo anno – Recap giorno 4

Commenti