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Julie Byrne – Vita and the Woolf| Demography #159

Demography torna con due bellissime novità. Numero dedicato a due belle voci femminili, entrambe residenti negli States. Partiamo con la raffinata e irrequieta nomade Julie Byrne, e poi passiamo a Philadelphia per ascoltare il nuovo singolo dei Vita And The Woolf.

A tre anni dal suo debutto discografico, torna Julie Byrne, cantante americana, con il suo nuovo album Not Even Happiness. Prodotto dall’etichetta britannica Basin Rock, Not Even Happiness prende il nome da una lettera che Julie avrebbe scritto a un suo amico dopo un viaggio, uno dei tanti dal momento che la cantante è praticamente una girovaga, e a proposito di questo viaggio ha poi affermato che “era il primo pomeriggio caldo dell’anno. C’era un senso palpabile di necessità. L’ho sentito in me stessa, e ricordo di aver pensato che non cambierei quella sensazione per niente… nemmeno per la felicità (Not Even Happiness)”. Il disco si preannuncia un vero gioiellino, proprio grazie alla componente autobiografica che rende la voce di Julie ancora più vera e palpabile, nonostante riesca a portarci nello stesso momento in cui la si ascolta, in un mondo onirico e leggero. Il primo singolo estratto è Natural Blue. Il brano è un esempio di quello che si diceva prima: la voce di Julie Byrne riesce ad essere delicata e travolgente allo stesso tempo, regalando a chi l’ascolta un’atmosfera sognante, piacevole. Julie Byrne trasmette una bellezza velata di malinconia, di quelle che sanno fermare il tempo per la durata di una canzone. La voce angelica e calda di Julie, segue la musica come se si stesse lasciando trascinare da essa. Tutto è armonia in questo pezzo, non c’è una sola parte che non quadra e che non si aggancia perfettamente con tutto il resto.

Pare che in Not Even Happiness assisteremo a una svolta musicale rispetto al lavoro precedente, più ritmica e con accenni di elettronica. Per questo dovremo però aspettare l’uscita dell’album, fino al 13 gennaio del 2017, perché Natural Blue è sicuramente un bel pezzo, ma molto simile al resto del repertorio di Julie Byrne, molto più folk che elettronico, almeno per il momento. Di sicuro quello di Julie Byrne è un lavoro che merita un ascolto, se non altro per la sua capacità di suscitare emozioni e donare una certa eleganza e raffinatezza alla sua musica.

Restiamo negli States per il gruppo Vita And The Woolf, anche loro pronti con un album da far ascoltare. Con due EP alle spalle,  il duo formato da Jennifer Pague (voce) e dal batterista Adam Shumski è riuscito a catturare l’attenzione del pubblico di Philadelphia, città dalla quale arrivano. Ora è arrivato il momento di provarci sul serio, e di farlo con un disco, Tunnels, che uscirà a gennaio 2017. Con un nome che richiama la storia d’amore tra le scrittrici Vita-Sackille-West e Virginia Woolf, il duo si configura nell’ambito dell’electronic soul pop, categoria in cui rientra benissimo il primo EP del 2014, Fang Songs. Per comprendere meglio la linea, forse più pop dei lavori precedenti, che seguirà invece Tunnels, possiamo ascoltare il primo estratto dell’album Qiet. È sicuramente un singolo di forte impatto, il brano infatti si caratterizza soprattutto per la potenza vocale di Jennifer Pague, che ricorda a tratti la Florence Welch di Cerimonials.

Un bel pezzo pop che probabilmente non ha nessuna pretesa se non quella di essere diretto, lineare, e punta a scuotere e a caricare l’ascoltatore. Qiet è esattamente tutto questo, un brano libero da fronzoli superflui che tenta di coinvolgere con pochi e semplici elementi, e ci riesce benissimo. Personalmente spero non tralascino il modus operandi di singoli passati come Brett, che andava verso una direzione più elettro-pop, ma in fondo Qiet va bene così com’è, ci resta da ascoltare il resto per vedere se ci sarà una svolta anche per i The Vita And The Woolf, all’interno della loro linea musicale. Insomma a gennaio avremo molto da ascoltare e valutare, nel frattempo godetevi la potenza dei Vita And The Woolf in Qiet.

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