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KASABIAN – Velociraptor!

Nuovo album, i Kasabian si reinventano unendo al loro sound le melodie dei Beatles e l’elettronica dei Chemical Brothers.

A sette anni dal loro debutto la band di Leicester torna a far parlare di se con Velociraptor!, quarto album che con un mix perfetto tra il suond tipico della band e vari generi musicali (a partire dal rock anni ’60/’70 arrivando  alla tromba in stile Morricone, passando dal britpop e per i toni orientali),  si candida a essere uno dei migliori album della scena indie/alternativa del 2011.
La traccia di apertura dell’album “ Let’s Roll Like We Used To” è un pezzo accattivanete oltre ad essere  praticamente un’anteprima dei contenuti musicali dell’album; “Days Are Forgotten”, la traccia successiva, è una delle punte di diamante del Cd ed esprime tutta la voglia di sperimentare della band che gli imprime il proprio trademark.
L’album procede con “Goodbye Kiss” e “La Fée Verte” due ballate veramente riuscite,  non scontate e molto “beatlesiane” che fanno un po’ da spartiacque del lavoro  che da questo punto lascia le tonalità rock tradizionale per passare all’uso dell’elettronica più deciso.
“Velociraptor!” è un brano travolgente che fa un grande uso dell’elettronica ma nello stesso tempo mantiene un suono e una struttura tipicamente rock. “Acid Turkish Bath” è una canzone ispirata dal suond dei “Chemical Brothers” ed è una vera meltin’pot di suoni che va dagli strumenti tradizionali alle melodie orientali passando per un uso importante del synth.
Nella parte finale dell’Album è l’elettronica la protagonista, i pezzi “ Re-Wired” e il brano di chiusura “Neon Noon”  sono davvero interessanti e mostrano tutte le sfaccettature del suond della band inglese; insieme a “Switchblade Smiles”, brano scaricabile gratuitamente dal sito dei Kasabian fanno scorrere liscio l’album fino alla fine regalando 51 minuti di puro piacere.
Tirando le somme i due anni necessari ai Kasabian per fare uscire quest’ultimo lavoro sono stati sfruttati benissimo; l’ascolto dell’album vario nei contenuti e nel suono catturerà sicuramente tutti gli amanti del genere e lascerà un ascolto molto piacevole, il quale regalerà più di uno spunto di riflessione.

Andrea Ferro

2011; RCA-Columbia.

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