Oppure copia e incolla questo link dove vuoi!

King Crimson “In The Court Of The Crimson King” | Artwork della domenica

Sono usciti i primi nomi del Lucca Summer Festival, sinonimi di classe e talento per una line up da paura! Ve lo dimostrerò parlando di un artwork e di un album punti fermi nella storia della musica. Dress nice, we’ll go to the court of the Crimson King.

In The Court of The Crimson King è l’album d’esordio che ogni band vorrebbe pubblicare. E partiamo proprio dall’inizio della storia. Siamo alla fine degli anni ’60, il disco uscirà nell’ottobre del 1969 e il nucleo di quelli che saranno i King Crimson ha già subito una piccola variazione. Negli anni poi si scoprirà che il King Crimson è uno solo, Robert Fripp, mente e chitarra, l’unico membro del gruppo a non essere mai andato via.

kingcrimson+

King Crimson

La cosa che più mi affascina di ogni storia, è che c’erano altissime probabilità di non essere mai raccontata. I due fratelli Giles, Michael e Peter, cercano un cantante per mettere su una band, ma alla fine si lasciano attrarre, per fortuna, da un chitarrista, Robert Fripp, fondando i Giles, Giles & Fripp (che banalità, Robert!). Dopo aver pubblicato anche un album dal titolo poco più originale del nome della band, The Cheerful Insanity of Giles, Giles & Fripp, i tre musicisti vanno oltre, e c’è chi lo fa andandosene fisicamente dalla band, sotto quello che immagino sia stato un amorevole consiglio di Fripp, anche se c’è chi dice che il chitarrista fece di tutto per trattenere uno dei Giles. Con l’uscita di scena di Peter Giles, al quale subentrò Greg Lake, e l’entrata delle tastiere, fiati e mellotron di Ian McDonald, iniziano a prendere forma i King Crimson. Il gruppo fu battezzato da Peter Sinfield, scrittore, poeta, musicista e amico di Ian, che non solo coniò il nome King Crimson (sinonimo di Belzebù), ma collaborò per molto tempo con i musicisti, scrivendo molti testi per la band di Fripp e company, ma non solo. Sinfield è un personaggio centrale all’interno della scena progressive britannica, che attraverso il suo indiscutibile talento e la sua smisurata cultura, arrivò ad un alto livello.

kingcrimsongodber

Barry Godber

Sarebbe inutile fare una recensione di quello che è In The Court Of The Crimson King, dirò poche cose sul disco che aiutano a capirne anche l’artwork e altre che vanno dette per comprenderne il ruolo fondamentale all’interno della musica. Quest’album è uno spartiacque all’interno della storia del rock e non solo, in quanto getta le basi per una nuova musica, e una critica alla società che sta cambiando totalmente lasciando l’uomo contemporaneo alla ricerca di nuovi equilibri.
Robert Fripp, cervellone qual è, inizia ad avere dei dubbi sulla qualità del rock. Mettiamola così, forse non era un gran ballerino, o forse non gli piaceva ancheggiare più di tanto, insomma decide che il rock non deve essere per forza così semplice, banale. Perché bisogna stimolare i piedi e non la mente? Questa è la base di quello che si trova non solo in tutta la produzione dei King Crimson, ma soprattutto in questo disco, che pone le basi per tutto il prog rock che riconosce le sue radici nella corte del Re Cremisi. Questo modo razionale di concepire la musica da parte dei King Crimson, passa in secondo piano ascoltano la prima traccia del disco, 21st Century Schizoid Man.

King Crimson

Una fusione di rock e jazz portata al limite della cacofonia, una disamornica apertura che urla “Paranoia”, strizzando l’occhio all’hard rock, al prog e all’uomo che si sta perdendo nei meandri di un mondo che non riesce più a comprendere. L’artwork ci aiuta a capire il pezzo senza bisogno quasi di ascoltarne le parole: nel front di In The Court Of The Crimson King appare questo viso sformato e angosciato di un uomo. Gli occhi sbarrati guardano verso il lobo dell’orecchio allungato e lontanissimo dal resto della faccia. Quello che vede o sente ha un effetto devastante, paralizzante. Il risultato è la bocca urlante, sintomo di paura e alienazione dal contesto in cui l’uomo si trova. Ricordiamoci che siamo nel ’69, un momento storico importante: i costumi stanno cambiando, la morale, si sta diffondendo una sensibilità verso temi che finora erano stati messi da parte perché di poca rilevanza o tabù. Fripp ha voluto dare un segno forte con questo disco, cogliere l’evoluzione del mondo e il senso di inadeguatezza che infonde nella popolazione che dovrà scontrarsi con i valori della generazione precedente e quella successiva.

Questa miriade di sensazioni si trovano negli artwork color rosso cremisi realizzati da Barry Godber, un programmatore inglese di 23 anni che darà all’arte questo unico contributo. Nel 1970, un anno dopo l’uscita di In The Court Of The Crimson King, Godber morirà a causa di un attacco cardiaco. I suoi due dipinti sono tenuti in casa da Robert Fripp.

kingcin

Se il front dell’album è un forte rimando alle vibrazioni negative della società, il back è un po’ l’opposto. Non troviamo più l’angoscia dell’uomo contemporaneo proiettato verso un futuro che percepisce ancora lontano dalla sua menta, ma un altro viso, un’altra figura della quale vediamo anche le mani. Abbiamo di fronte la figura del Re Cremisi che ci guarda in modo sereno, quasi a volerci rassicurare che l’angoscia è solo uno stato iniziale e non permanente. Anche i colori sono distribuiti in modo diverso rispetto al front. Se l’uomo urlante ci aveva trascinato in tonalità cremisi quasi predominanti, nonostante sfumature più bluastre sullo sfondo, nel back il blu diventa il colore principale. Il re mantiene il cremisi del suo nome è vero, ma in quantità minore. Quello che salta all’occhio è lo sfondo che punta a farci calmare, comprendere che la tranquillità è finalmente raggiungibile. Anche la posizione delle mani del Crimson King ci aiutano in questo senso, ricordando le pose dell’iconografia cristiana. È proprio questo elemento che porta a diffidare di questa figura. Una blasfemia voluta quella di Godber? Non lo sapremo mai, resta il fatto che King Crimson è un appellativo diverso per il diavolo, e quindi come si può restare calmi in sua presenza, alla sua corte. La verità è che stiamo crollando insieme al nuovo mondo?

Confusion will be my epitaph”

Grazia Pacileo

post di questa categoria

kae

Kae: Clap! Clap! ̵...

Kae: Clap! Clap! – Populous | Artwork della Domenica

clap

Best Of 2017: Da Clap!...

Best Of 2017: Da Clap! Clap! a Mana| Demography #243

serata

eventi in toscana: ser...

eventi in toscana: serate jazz e…|atp #109

Pirati sbarcano a Teat...

Pirati sbarcano a Teatro Verdi !

ultimi post caricati

oznor

Convivio invernale in ...

Convivio invernale in scena al Teatro Lux

campionato di giornalismo

CAMPIONATO DI GIORNALI...

CAMPIONATO DI GIORNALISMO: CRONISTI IN CLASSE

ryanair

Una settimana in un cl...

Una settimana in un clic! – Ryanair

Albert Einstein

Albert Einstein: la te...

Albert Einstein: la teoria della felicità messa all’asta – Enjoy the Science, rubrica scientifica di Radioeco

Commenti