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Krystian Zimerman al Teatro Verdi di Pisa per i Concerti della Normale

Krystian Zimerman al Teatro Verdi di PisaKrystian Zimerman è uno dei migliori pianisti del nostro tempo. Lo sapevano già nel ’75, quando a 18 anni vinse il Concorso “Chopin” di Varsavia e si impose al pubblico con una vitalità e una voglia di suonare che gli permisero di ottenere i visti necessari per esibirsi fuori dalla Polonia socialista. Già da giovane non temeva assolutamente il confronto con i vincitori che lo hanno preceduto al Concorso “Chopin”, come Pollini o la Argerich. Nel 1976 è a Parigi, invitato da Arthur Rubinstein, mito del pianoforte anche lui polacco, con il quale svilupperà una fruttuosa amicizia.

Come ricorda Piero Rattalino nel profilo dedicato a questo sublime interprete: “All’inizio Zimerman era veramente molto, molto comunicativo; poi progressivamente è diventato un pianista perfetto ma distaccato dal pubblico, con dei momenti in cui addirittura arriva a scusarsi perché ritiene di aver sbagliato troppo. Una volta attaccò la Sonata in si minore di Liszt ma sbagliò l’attacco, dove c’è il salto d’ottava; lo rifece una seconda volta, poi una terza, sbagliandolo tutte le volte; poi andò avanti fino alla fine con un’esecuzione secondo me molto calda, molto bella, e alla fine si scusò con il pubblico”.

Krystian Zimerman è perennemente sospeso tra due personalità, una estremamente precisa, ma distaccata con il pubblico, e l’altra più comunicativa, ma meno precisa. In chi va ad ascoltarlo c’è sempre una qualche sorpresa. Ha raccolto sempre ovazioni dal pubblico, superlativi sui giornali, ammirazione dei colleghi, con la certezza assoluta che ogni sua scelta sarebbe stata sorretta dalla tecnica prodigiosa ma soprattutto dalla finezza intellettuale delle sue letture.

Ricordiamo come tra le esecuzioni storiche che lo hanno posto per sempre nell’olimpo della musica classica, ci sono quella con i Wiener Philharmoniker il 10 febbraio 1985, la sua interpretazione del Concerto per pianoforte di Robert Schumann sotto la direzione di Herbert von Karajan, e i Concerti n. 3, 4 e 5 di Beethoven, nel settembre 1989, sotto la direzione di Leonard Bernstein.

Anche a distanza di questi storici concerti, ogni performance del pianista polacco diventa un vero e proprio evento. Sia per il numero limitato di esecuzioni che tiene all’anno, ovvero 50, sia per il fine lavoro psicologico sull’opera presentata. Studia l’acustica delle sale da concerti, le ultimissime tecnologie di registrazione e la costruzione degli strumenti, sviluppata proprio grazie a una lunga collaborazione con la Steinway. Inoltre accorda personalmente il suo pianoforte, che porta in giro per le sue tournée, e ogni suo intervento sullo strumento è “top secret”.

La sua presenza all’interno del cartellone dei Concerti della Scuola Normale è senz’altro l’evento più atteso dell’anno, almeno tra gli amanti della musica classica. Il maestro Krystian Zimerman si esibirà domani sera, 19 aprile, al Teatro Verdi, alle ore 21, portando in repertorio due opere: la Sonata in si bemolle maggiore, D 960, di Schubert; e 4 preludi op. 1 nr 1, 2, 7, 8 di Szymanowski.

Giuseppe F. Pagano

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