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La crisi della Cittadinanza europea. Intervista a Pier Virgilio Dastoli

Lunedi’ 24 ottobre, presso l’Aula Magna del Polo Piagge, ha avuto luogo l’incontro “Cittadinanza e appartenenza fra Italia e Europa: l’evoluzione della cittadinanza statale e la crisi della cittadinanza europea”. La conferenza è stata organizzata da ESN Pisa con il contributo dell’Ateneo per le attività studentesche.

Sono intervenuti Marco Zeo, presidente di Esn Pisa, Pier Virgilio Dastoli, Presidente del Consiglio Italiano del Movimento Europeo ed ex Direttore della Commissione Europea in Italia, Marcello Di Filippo, Professore di Diritto Internazionale, Francesco Cappè ,Executive Chairman Fondazione Garage Erasmus, Angelo Campione, Ex presidente Esn Italia e Daniele Gizzi, Presidente Dica Onlus.

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Durante la conferenza si è entrati nel merito di che cosa significhi possedere la cittadinanza europea e come l’Erasmus possa rappresentare un’agente di cambiamento per creare una nuova generazione in continua mobilità.

La cittadinanza dell’UE è riconosciuta automaticamente a tutti i cittadini degli Stati membri dell’Unione europea e si aggiunge a quella nazionale senza sostituirla. Spetta a ciascun paese dell’UE stabilire le condizioni per l’acquisizione e la perdita della nazionalità del paese in questione.

Essere cittadino europeo, come sappiamo, porta con sè importanti diritti e responsabilità.

Ma entriamo nel merito.

Essere cittadino dell’Unione significa avere:

  • il diritto alla libera circolazione e il diritto di soggiorno sul territorio degli Stati membri;
  • il diritto di voto attivo e passivo alle elezioni del Parlamento europeo e alle elezioni comunali nello stato membro di residenza con le stesse condizioni previste per i cittadini di questo Stato;
  • il diritto di beneficiare sul territorio di uno Stato terzo (non appartenente quindi all’UE) della protezione diplomatica o consolare di uno qualsiasi dei 27 Stati membri nel caso in cui lo Stato di origine non sia rappresentato nel paese;
  • il diritto di petizione al Parlamento europeo e il diritto di rivolgersi al Mediatore europeo oltre che il diritto di scrivere alle Istituzioni e agli organi dell’Unione europea in una qualsiasi delle lingue ufficiali degli Stati membri;
  • il diritto di accedere ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione.

 L’obbiettivo è capire come rilanciare il tema della cittadinanza europea al tempo della crisi.
La crisi ha messo infatti  in drammatica evidenza quanto siamo ancora distanti da una reale cittadinanza europea polarizzando e radicalizzando le posizioni dei paesi membri distinguendo da un lato i Paesi più” virtuosi”, sempre più insofferenti nei confronti di quelli con situazioni finanziarie più precarie, additandoli come responsabili di “leggerezze”;  dall’altro i Paesi del Sud Europa che, in difficoltà, accusano i più ricchi di trascurare il dovere di solidarietà e aiuti finanziari che gli devono all’interno del progetto europeo .L
Lo scontro tra due diverse visioni dell’Europa si avverte anche in seno alle istituzioni europee, che avrebbero invece il dovere di risolvere queste divergenze.

Va da sè che non abbiamo ancora sviluppato una vera cittadinanza europea, sentendoci prima di tutto Italiani, Francesi, Tedeschi. In questo senso il progetto europeo è in crisi e i presupposti sono traditi.

Servirebbe avvicinare i cittadini alle istituzioni europee, oggi guardate invece con grande diffidenza. Servirebbe un nuovo concetto di Europa che ne faccia non più un austero palazzo di vetro, ma la casa di ciascuno. Vedere il progetto europeo non più secondo una prospettiva verticale, ma orizzontale. Partendo da quella che è e dovrebbe essere l’Europa e la cittadinanza europea reale: non solo una realtà monetaria, ma prima di tutto culturale, di scambi e valori.

In questo senso molto dovrebbero fare le istituzioni europee per avvicinarsi al loro bacino e molto stanno facendo associazioni come ESN ITALIA che grazie ai suoi progetti Erasmus sta contribuendo in maniera significativa e tangibile a sviluppare una nuova generazione di giovani europei in movimento, i quali attraverso gli scambi culturali riescono a respirare il senso profondo del progetto europeo.

Servirebbe dunque un cambio di prospettiva che ci aiuti a vedere l’Europa come garante di libertà e democrazia, da costruire con le fondamenta della solidarietà: nella consapevolezza che siamo legati a perseguire insieme un bene comune europeo.

Durante la Conferenza è intervenuto Pier Virgilio Dastoli, presidente del Consiglio Italiano del Movimento Europeo, nonchè ex consigliere della Commissione Europea.

Il Consiglio Italiano del Movimento Europeo, sezione italiana del Movimento Europeo Internazionale, è l’espressione di tutte le forze democratiche( partiti, sindacati, associazioni) impegnate nel nostro paese per il conseguimento dell’Unità Europea.  A tal fine il CIME svolge la funzione di organo coordinatore tra le forze aderenti e da strumento di proposta e pressione verso il Governo nazionale. Si propone di diffondere la persuasione che l’Unione Europea rappresenti una reale indipendenza dei popoli europei e una garanzia per le nostre libertà.

SEGUE INTERVISTA A PIER VIRGILIO DASTOLI

Elena Alei per RadioEco

 

 

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