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La grande vuotezza politica del demagogo Salvini

migrantiSecondo alcuni sociologi molto più esperti del sottoscritto e secondo alcuni scrittori, come ad esempio Tahar Ben Jelloun, la paura dello straniero che porta l’individuo verso l’odio per la diversità e al razzismo avviene in maniera più marcata durante periodi storicamente fragili dove le difficoltà economiche portano all’individuazione di un capro espiatorio su cui rovesciare tutte le colpe. Tutto a discapito della ragione che viene annebbiata dall’ignoranza. D’altronde chi la storia la conosce sa perfettamente che “casualmente” i momenti razzisticamente più profondi (quelli dopo la Grande Guerra per interderci) erano dovuti al malcontento generale nato dal Trattato di Versailles e dalla crisi economica che si abbatté dall’America all’Europa. Sono passati 70- 80 anni da allora. Non siamo più a quel livello socio-culturale. Nonostante tutti questi cambiamenti ancora la demagogia affonda le proprie radici nelle parole di politici di una certa destra, nella figura in particolare di Matteo Salvini (si, proprio quello del “migrante è un gerundio”), proprio nel periodo economicamente più difficile dal 1929. Verrebbe quasi da dire che quando arriva la crisi, la Destra estrema si sfrega le mani e tira fuori la lingua. Come un Fantozzi arrapato.

In questi ultimi anni il fascio – leghismo di creazione Salviniana prova a donare al popolo l’immigrato, il rom per curare tutti i mali. Quella gente che ha solo la colpa di rischiare la propria la vita assieme ai loro figli per una possibilità di un futuro migliore. Perchè “a casa loro” tra malattie, guerre civili, povertà non c’e futuro. Chi non farebbe lo stesso? E poco importa se i veri problemi di questa nazione marcia politicamente sono la mafia, la corruzione e l’evasione fiscale. Meglio dare particolare risalto ai 180 casi di scabbia che un gruppo di immigrati avrebbero portato a Milano, tanto per fare un’esempio. Una malattia (curabile con poco tra l’altro) ancora presente in Italia ma “improvvisamente” estinta su tutto il territorio per il Re della Ruspa lombardo. Mi viene, a tal proposito, in mente un’ affermazione che Gad Lerner ha rilasciato durante l’ultima puntata di Servizio Pubblico a Firenze. “L’Italia è affetta da scabbia mentale fascio – leghista”. La sensazione è che sia andato molto vicino alla realtà.

>>>ANSA/PAPA A LAMPEDUSA: FARA' APPELLO A PRENDERSI CURA DEI MIGRANTIUn concentrato di messaggi politicamente analfabeti pericolosi su cui la Lega ha puntato tutto per ottenere l’attuale consenso. Spesso arrivando a creare ragionamenti “affascinanti” quanto deliranti come quello che associa noi italiani con gli indiani d’America con lo slogan “Hanno subito l’immigrazione, adesso vivono nelle riserve”. Genialità di basso profilo e furbizia in quantità. “Tornino a casa loro” è divenuto ormai uno slogan classico nella terminologia “verde”. Facendo notare quanto la capacità argomentativa sia profonda ed articolata. Per ogni problema la parola è una sola: “Ruspa”. Davvero illuminante. Eppure anche noi siamo stati migranti tra la fine ’800 e l’inizio del ’900. Ma questo la gente tende a scordarlo. Accolti non senza difficoltà (a volte anche molte) in milioni si riversarono dagli Stati Uniti all’Argentina. In moltissimi in terra straniera hanno fatto pure fortuna. Mi verrebbe quasi da pensare che intimamente dia fastidio ammetterlo (il post di Facebook di Gianni Morandi ne è prova fulgida). E chi lo conferma aggiunge poi la perla in puro stile italico: “Noi quando emigravamo rispettavamo le leggi e non portavamo degrado”. La Mafia statunitense saluta con affetto e ringrazia. E molti allora obietteranno che sbaglio a fare di tutta l’erba un fascio a favore di quella stragrande maggioranza di italiani che era ed è onesta in terra straniera. Verissimo ci mancherebbe. Eppure molti, senza accorgersene, fanno di tutta l’erba un fascio con il migrante Nord-Africano o con il Rom adesso. L’immigrato ruba. L’immigrato stupra. I rom rubano. Senza contare della quasi totalità che invece giunge da noi per ben altri motivi.

Non c’e dubbio che l’immigrazione sia una questione da regolamentare e da discutere tra tutti i paesi dell’UE. Ma non è certo col metodo Salvini o Le Pen che si deve agire. Tra paure gratuite e demagogia. Tra superficialità e qualunquismi. Ho sentito dire che in Ungheria vogliono alzare un muro sul confine con la Serbia per limitare i migranti. Ed ho visto migranti sugli scogli perché la Francia si rifiuta di ospitarli scaricando egoisticamente tutto sull’Italia (anche i migranti mai passati per l’Italia). Poi ho visto volontari italiani aiutare questi migranti. E quest’ultima è sicuramente la parte migliore.

Giacomo Corsetti

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