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La rana delle favole: web serie ambientata a Pisa

Parte La rana delle favoleweb serie autofinanziata dagli stessi autori e attori che vede la partecipazione di un cast multigenerazionale molto frizzante e ricco di giovani universitari.  I personaggi principali sono interpretati dai giovani Chiara Paterno, Giulia Massaro e Nico Tedeschi che si affiancano a molti altri attori, tra i  20 e i 60 anni. La regia e la sceneggiatura sono curate da Alessandra Pomilio, mentre la sigla, tratta dalla canzone Tavolo 18, è composta da Alba Modugno. Sono entrambe molto giovani e appassionate, appena neolaureate, rispettivamente in Medicina e in Spettacolo e Comunicazione.

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L’intento è rappresentare la vita di una tipica studentessa universitaria, in questo caso incarnata da Margherita, studentessa di ingegneria civile che si trova a doversi confrontare con le sue insicurezze e aspirazioni, con le difficoltà e gli entusiasmi in cui ogni giovane studente può riconoscersi, il tutto smorzato da una vena molto autoironica e sognatrice.

In Margherita lottano due istinti: il cuore le suggerisce di intraprendere ciò che è sempre stato il suo sogno, ovvero la carriera attoriale; la testa invece le fa pensare che forse sarebbe meglio intraprendere una via più stabile, meno insicura ed emozionale ma più tecnica e che le offra più garanzie per il futuro, ovvero fare l’ingegnere.

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Per seguire le puntate mettete mi piace alla pagina Facebook della web serie La Rana delle Favole. Su YouTube saranno caricate di settimana in settimana le varie puntate, della durata di 30 minuti ciascuna, che usciranno divise in tranches di circa 10 minuti, ogni lunedì e giovedì fino a gennaio, probabilmente interrotte da una pausa natalizia. Potete già vedere la prima puntata!

Segue l’intervista alla regista Alessandra Pomilio, fresca della vittoria dell’importante premio Carlo Bixio, grazie a cui la web serie con cui si è presentata al concorso, Strangers, sarà prodotta da Mediaset.


Prima di tutto, com’è nata l’idea di questa web serie?

L’idea è nata mentre stavamo smontando le scene di una commedia che abbiamo portato al Sant’Andrea, l’11 maggio 2014. Parlando con alcuni della compagnia, venne fuori l’idea di trasformare una storia che avevo già in cantiere da un po’ in un progetto di web serie. Loro si sono entusiasmati e quindi abbiamo cominciato. Io ci pensavo già da un po’, ma, senza una squadra forte dietro, non avrei mai potuto farcela.

Il titolo fa riferimento alla sfera del fiabesco. Quanto questa componente è presente nella serie e come? Ci puoi anticipare qualcosa sulla trama?

Sicuramente la sfera della fiaba è presente, ma non nel senso convenzionale. La fiaba diventa, insieme al sogno, elemento imprescindibile della serie, un modo per raccontare l’emotività di Margherita, una sorta di metafora della sua interiorità Diciamo che la trama si snoda attraverso la ricerca della propria strada da parte della protagonista, da un punto di vista personale e professionale.

Ricollegandomi alla protagonista della web serie, Margherita, giovane universitaria che si trova a dover affrontare la vita da studentessa a Pisa, con tutto ciò che comporta, si può dire che lei rappresenti un po’ le insicurezze e aspirazioni di tanti giovani studenti? Che carattere ha?

Diciamo che l’idea è proprio quella, cioè che lei rappresenti “la giovane studentessa” in generale. Anche le vicende che vengono raccontate, la vita tra coinquilini, l’insicurezza sulla carriera futura, il rapporto con l’ex fidanzato o la cotta impossibile, sono vicende abbastanza “comuni”, in cui tutti possono riconoscersi, ma raccontate in modo da dare dei messaggi e divertire, si spera… Margherita è una ragazza insicura, che spesso si nasconde dietro i suoi sogni per non affrontare i suoi muri emotivi e vive la sua vita sempre da co-protagonista delle vicende che le accadono, però ha un carattere ironico e generoso, e una vita emotiva ricchissima che sono poi il centro della serie, dato che il tutto è una sorta di flusso di coscienza in cui lei parla direttamente col pubblico.

Guardando la prima puntata ho infatti notato il taglio molto ironico che rende la serie davvero divertente e godibile. Immagino che il divertimento non sia mancato nemmeno sul set dato che gli attori sono tutti o quasi giovani universitari, che clima si respirava ?

Il clima sul set era veramente ottimo: c’era tanta complicità, tanta voglia di lavorare, si partiva alle 9 e si finiva anche alle 2 di notte, e comunque ancora alle 2 ridevamo e scherzavamo. Eravamo veramente una sorta di maxi famiglia fanfarona a cui piaceva stare insieme e lavorare insieme. Io ero già stata su un set e so che non succede sempre, perciò ero molto contenta di questo.

Quante puntata dura la serie e quando e dove potremo vederle ?

Sono 8 puntate da mezz’ora che però verranno mandate in tranches da 10, ora e per la seconda puntata, e 15 minuti, dalla terza in poi. Solo l’ultima verrà mandata intera perché ci sarà montato il finale scelto dal pubblico. Le vedremo su YouTube e sui social, che sono la piattaforma della nostra distribuzione e della votazione del finale, appunto. Le tranches usciranno di lunedì e di giovedì fino a gennaio, con una pausa natalizia probabilmente.

Parlando ora di te, anche tu sei una giovane studentessa. Ti sei appena laureata a luglio in medicina, congratulazioni! Eppure hai trovato il tempo di coltivare la passione per la regia. Come ti sei ritagliata il tempo per questo? Cosa rappresenta la regia nella tua vita e cosa ti piace di essa ?

Per me la passione è nata per la scrittura, anzi, per la sceneggiatura. Ho cominciato a fare l’autrice teatrale a 17 anni e la regia l’ho incontrata “per caso” quasi a 23, però me ne sono innamorata subito. È una sorta di evoluzione della scrittura, rende la creazione delle storie attiva e tridimensionale. Quello che mi piace di più è cercare il senso nelle cose e mostrarlo agli altri come se potessero guardare coi miei occhi, lo trovo appunto un modo di darsi totalmente al pubblico, e per uno che vorrebbe definirsi un’artista è il massimo. Il tempo me lo sono sempre preso, scrivendo di notte e di giorno e diventando un “mostro” a incastrare gli impegni, cosa che mi è tornata utile sul set. Il fatto è che mi piace così tanto che ho sempre voluto farlo a tutti i costi.

Hai anche vinto il premio Bixio e ottenuto così un contratto per 12 mesi con Mediaset. Che tipo di collaborazione è prevista? 

Per Mediaset sarò la sceneggiatrice di una web serie, quella che ho mandato al premio Bixio, Strangers. Precisamente il premio metteva in palio un’opzione di produzione della durata di 12 mesi, ma sul palco mi hanno avvisato che la mia web serie sarà prodotta da Mediaset. Sono molto felice comunque di quest’opportunità!

Fa molto piacere e a questo punto siamo tutti curiosi di vedere dal nostro divano Strangers, presto in TV. Ti faccio tanti in bocca al lupo per questo progetto e per La rana delle favole. Grazie per l’intervista.


Vi lascio con  le parole di Alba Modugno, compositrice della sigla.

La cosa che più mi ha colpito, in questa novità (perché è la prima volta che una mia canzone diventa una sigla), è che quando mi hanno chiesto di scrivere la sigla, nonostante fossi entusiasta di comporre qualcosa di nuovo, mi sono resa conto che lo spirito della webserie era racchiuso in parole e note venute fuori tanto tempo prima da un’esperienza personale. Tavolo 18 è infatti una canzone che ho scritto cinque anni fa, ma quando l’ho fatta ascoltare ad Alessandra, la regista, e a Chiara, la protagonista, mi hanno entrambe immediatamente detto che sembrava l’avessi composta appositamente per la serie, solo dopo aver quindi sentito ed essere entrata nella storia. Non so, una coincidenza di questo tipo, ad una come me, non poteva che riempire il cuore e dare un’enorme carica!

Insomma, se sei uno studente universitario e vivi a Pisa, non potrai resistere alla curiosità di vedere almeno una puntata di La rana delle favole. Fai cosa buona e giusta, segui le avventure di Margherita. Buona visione!

Elena Alei

 

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