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Le pagelle Serie A 2014/2015

1572350-33444382-1600-900Alla fine il campionato 2014/2015 è giunto al termine. Un campionato finito praticamente agli inizi di febbraio per palese superiorità della Juventus abbinata ad una incapacità di presentare una rivale alquanto inquietante e malinconica. Pensando a tutti i campionati che venivano combattuti fino a poche giornate dalla fine – se non proprio fino all’ultima. Nell’anno in cui il calcio italiano sembra dare segni di risveglio almeno in campo Europeo – con la finale di Champions League della Juventus e le semifinaliste di Europa League Napoli e Fiorentina - cerchiamo di dare i voti alle protagoniste di questi nove mesi di domeniche sportive.

ATALANTA: 5

Alla fine la salvezza è stata raggiunta prima dell’ultima giornata. Ma quanta fatica per una squadra che negli anni scorsi ci aveva abituati a ben altre prestazioni. La gestione Colantuono si è chiusa a marzo dopo cinque anni ed il 17° posto non può soddisfare a pieno quando in rosa hai giocatori come Denis, Moralez, Baselli, Cigarini e Gomez. Sicuramente una delle grandi delusioni della stagione.

CAGLIARI: 4,5

Zeman ha portato entusiasmo, ma solo tra i tifosi. In Sardegna Zemanlandia non si è mai insediata. I casi Conti e Cossu hanno destabilizzato lo spogliatoio. La cura Festa è arrivata troppo tardi e così dopo 11 anni il Cagliari saluta la Serie A meritatamente con molti rimpianti per un’annata gestita male fin dal primo giorno. Spero di rivederla in Serie A al più presto.

CESENA: 4

La sensazione è che con Di Carlo fin dall’inizio forse le cose potevano andare diversamente. Brienza e Defrel le uniche note positive per una squadra inadatta alla Serie A che non ha mai dato l’impressione di potercela. Un fiasco su tutta la linea.

CHIEVO: 6,5

Sempre tra le favorite alla retrocessione, sempre salvo con tranquillità. Ormai il Chievo è una certezza in Serie A e anno dopo anno riesce sempre a distinguersi per impegno e programmazione societaria. I soliti gol di Paloschi uniti ad una buona solidità difensiva ed a centrocampo rendono la squadra clivense una delle più ostiche da affrontare.

EMPOLI: 8

Una delle più belle sorprese della stagione. A tratti il più bel calcio d’Italia diretta dal quel meraviglioso direttore d’orchestra che è Maurizio Sarri. A Maccarone non si dava credito. 10 gol. Saponara rivitalizzato. Difesa tra le meno battute del campionato. Salvezza ottenuta con un mese di anticipo. Chapeau Mister Sarri

FIORENTINA: 7

Manca sempre quell’ultima passo per essere nei piani altissimi della classifica. Il gioco è stato meno entusiasmante del solito ma quest’anno la sorte è stata ancora più cattiva coi Viola. Tra delusioni (Gomez) e infortuni (Giuseppe Rossi). Alla fine però Montella porta a casa il quarto posto e l’Europa. Peccato per l’Europa League. Si poteva fare meglio.

GENOA: 7,5

Ormai abbiamo capito che Gasperini si esalta solo a Genova con il suo 3-4-3 . Nessuno se lo aspettava ma quest’anno i rossoblu hanno, in parte, incantato ottenendo (licenze UEFA permettendo) un sesto posto che sa di Europa e di grande impresa. Perin, Iago Falque, Perotti, Bertolacci e Niang sopra tutti. Un piccolo gioiellino che speriamo non venga smantellato in estate.

INTER: 4,5

Secondo anno di fila senza Europa. Mazzarri prima e Mancini poi non hanno mai trovato la quadratura del cerchio. Eppure i giocatori c’erano per fare meglio. Icardi, Shaqiri, Hernanes, Palacio, Handanovic, Kovacic, Guarin. Solo per citarne alcuni. Con giocatori così solitamente si cerca la Champions. Tra i peggiori Ranocchia. Almeno ha dato l’impressione di credere molto di più che dei cugini all’Europa. La sensazione che resta però è che il fango in cui è scivolato dopo l’addio di Mourinho sia ancora alto.

JUVENTUS: 10

Che dire? Quarto scudetto di fila. Coppa Italia n. 10 e finale di Champions da giocare. Un campionato finito a gennaio con la vittoria a Napoli. Lo scetticismo (anche mio) su Allegri si è trasformato di giornata in giornata in esaltazione pura. Una Signora sola al comando.

LAZIO: 8,5

Tutti aspettavano Inter e Napoli. E’ spuntata la Lazio di Pioli. Giocando a tratti uno dei migliori calcio del campionato la squadra, attraverso una grande rimonta è tornata in Champions League dove mancava da anni. Tra l’esplosione di Felipe Anderson, la leadership di Candreva e l’eternità di Klose i biancocelesti si sono rivelati una delle squadra meglio organizzate della Serie A.

MILAN: 3,5

Imbarazzante. Offensivo per la storia del club. A tratti commuovente. Ma qui le colpe sono da ricercare lontane e non sono solo di Inzaghi. La società sventola come “grandi” giocatori finiti o sopravvalutati apparendo totalmente fuori dalla realtà. Il secondo anno fuori dall’Europa è la naturale conclusione per una squadra senza più leadership, senza più un’anima. Le involuzioni di De Sciglio ed El Shaarawy sono il simbolo di un club che deve ritrovare se stesso. E deve farlo al più presto.

NAPOLI: 5

Doveva essere l’anno della lotta scudetto concreta. E’ stata l’annata della debacle su tutta la linea. Da Bilbao a Napoli contro la Lazio. Una serie di prestazione deludenti a tratti agghiaccianti. Difesa inguardabile, gestione squadra rivedibile. Naufragi in Europa League e Coppa Italia. Benitez non è allenatore per campionati.Ciliegina sulla torta: 5° in campionato e addio Champions. Forse è meglio così.

PALERMO: 7

La sensazione che l’annata verrà ricordata per l’incredibile record di Zamparini. Dalla prima all’ultima giornata con lo stesso allenatore. A parte gli scherzi, il Palermo questa stagione è stato a tratti incontenibile (chiedere al Napoli) guidato dall’estro di Vazquez e dalla fantasia di Dybala. Iachini è riuscito a ottenere il meglio da una squadra partita a fari abbassati per poi alzarli giornata dopo giornata.

PARMA: 5

Il risultato di una media tra 10 (i giocatori e Donadoni) e 0 (la società, qualunque sia). Un’annata difficile condizionata dai problemi societari che l’anno regalata all’ultimo posto in classifica e alla retrocessione. Una situazione veramente vergognoso che si spera per i giocatori e sopratutto per tutti quelli che lavorano nel club ducale (giardinieri, magazzinieri ecc) si risolva al più presto. Sicuramente sarà un arrivederci.

ROMA: 6,5

Partita come la rivale della Juventus si è sgretolata piano piano sotto il peso della proprio presunzione. La sensazione che tutto si sia rotto dopo il 7-1 in casa contro il Bayern è rotto. Il secondo posto conquistato è il minimo per una squadra partita con altri obiettivi. Meno parole e più fatti.

SAMPDORIA: 6,5

Un ottimo allenatore, una squadra quadrata e convincente ed un presidente da spasso puro. La Samp della girone di andata ha incantato, quella del ritorno molto meno. Pena esclusione dall’Europa. Un’annata per ripartire verso traguardi importanti.

SASSUOLO: 7

L’anno scorso si salvò con sorpresa. Questa ha ottenuto una salvezza concreta e ampiamente anticipata. Di Francesco di rivela finalmente allenatore di talento. Berardi e Zaza si confermano letali in zona gol. Considerando anche la serietà della società la sensazione è che la vedremo ancora in Serie A per molto.

TORINO: 6,5

Quest’anno le soddisfazione maggiori sono arrivate in Europa. Quell’Europa che il prossimo anno non giocherà la banda di Ventura ma il campionato appena finito resta di ottimo pregio. Alla fine spezzare l’incantesimo del derby dopo 20 anni vale un’annata intera. Glik, Quagliarella e Darmian su tutti.

UDINESE: 5,5

Siamo sinceri, siamo stati abituati a molto meglio. Salvezza tranquilla senza incantare o fare notizia. A tratti nemmeno ci si rendeva conto della sua presenza nel campionato. Senza sussulti o nuovi gioielli. Incolore per tutto l’anno.

VERONA: 5,5

Vedi la voce Udinese. Menzione speciale per il meraviglioso Luca Toni, 38 anni e 22 gol con tanto di titolo di capocannoniere insieme ad Icardi. Chissà dove sarebbe finito il Verona senza il bomber modenese. Male senza dubbio.

Giacomo Corsetti

 

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