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Le Voci di dentro nel cuore di Pisa: i fratelli Servillo conquistano il pubblico pisano

“La mia vita è il teatro”: Toni Servillo lo dice piano, emozionato, commosso, ma soprattutto con estrema sincerità. Traspira dai suoi occhi la passione per quel mondo, il teatro, grazie al quale piano piano, in sordina, si è affacciato all’universo della notorietà. Un mondo che nonostante il successo riscosso anche al cinema, soprattutto grazie alla sua collaborazione con Paolo Sorrentino – 4 a oggi le pellicole girate insieme dai due: L’uomo in più, Le conseguenze dell’amore, Il Divo e La grande Bellezza – Servillo non ha mai lasciato e che con parsimonia continua ad alimentare, cercando di far avvicinare anche i giovani. Toni Servillo è innamorato del teatro e come ogni innamorato che si rispetti non perde occasione di omaggiare questo mondo, facendogli sentire quanta viva sia ancora in lui la passione verso di esso, nonostante siano passati circa trent’anni da quando, durante il loro primo incontro, scattò in lui il colpo di fulmine.

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Peppe e Toni Servillo durante l’incontro alla Scuola Normale, foto di Flavio Pagano

E quello che ha avuto luogo il 12 febbraio nella piccola (troppo piccola!) Sala Azzurra della Scuola Normale di Pisa, dinnanzi a un pubblico estasiato, che si è lasciato ammaliare e cullare dal fiume di parole fuoriuscito da questo portento partenopeo, è stato un puro e vero omaggio al mondo del teatro. Si sa, c’è sempre nella persona amata un lato che si predilige di più, e Servillo, durante questo incontro, ha più volte sottolineato qual è per lui l’aspetto migliore di questo suo amore, ossia quella capacità unica e magica che ha il teatro di alimentare le proprie creature, i propri personaggi, con le biografie ed esperienze personali provenienti da ogni singolo spettatore, facendo così credere a quel pubblico così immerso nella storia che sta avendo luogo proprio su quel palco, che non sta semplicemente assistendo ad un semplice spettacolo teatrale, bensì rivivendo una parte della propria personale vita. Quello di Toni alla Scuola Normale è stato un vero e proprio “one-man show” dove attraverso i suoi ricordi, le sue battute e le non poche allusioni a qualche polemica passata – una su tutte quella dell’uso dei cellulari a teatro, rei, secondo le parole di Toni, d’interrompere quella magica sospensione della realtà che solo il teatro è in grado di mettere in atto –  ha fatto ridere, sospirare, commuovere il pubblico che in massa è accorso, pur di vederlo e sentirlo dal vivo, dalle prime ore della mattina al Palazzo della Carovana; quello stesso pubblico che al termine dell’incontro ha ringraziato Toni e suo fratello Peppe, con una lunga e sentita standing ovation finale.

Ma Toni Servillo sa che il miglior modo per omaggiare il teatro è calcare il palco del teatro stesso, ed ecco che l’11 e il 12 febbraio il Teatro Verdi di Pisa si è vestito col suo abito migliore, quello delle grandi occasioni, perché lì su quel suo palco, è andato in scena lo spettacolo Le voci di dentro di cui Servillo, oltre ad interpretare uno dei protagonisti, ha anche curato la regia.

Le voci di dentro è un’opera datata 1948, nata da quel geniaccio della commedia napoletana che è stato Eduardo De Filippo; suo fulcro centrale è dato dalla sottile linea che separa il sogno dalla realtà, un confine che a volte può venire a mancare, lasciandoci del tutto indifesi, spaesati, insicuri e non del tutto certi se ciò di cui ci si credeva essere testimoni – fosse anche un omicidio commesso dai propri vicini – faceva parte dell’atto del sognare, o era semplicemente parte di una realtà che si era pronti a denunciare.

levocididentro_servillo_fotofabioesposito-660x3301Toni Servillo non ha avuto paura di affiancarsi a un’opera il cui autore fu un mostro del teatro come Eduardo De Filippo; e come avrebbe potuto Toni visto che sono anni che con la sua compagnia dei Teatri Uniti porta in scena testi nati dall’immaginazione di De Filippo? Indimenticabile a tal proposito resta la versione data da Servillo nel 2004 di Sabato, domenica e lunedì, dove sia come regista che come interprete principale (straordinario il suo Peppino Priore) Toni ha lasciato tutti a bocca aperta, non facendo per nulla rimpiangere l’opera iniziale di Eduardo. E a 10 anni di distanza anche con Le voci di dentro Servillo ha dimostrato ancora una volta di essere il degno erede di De Filippo: a fine spettacolo il pubblico del Verdi si è lanciato in un quarto d’ora ininterrotto di applausi, segno questo che Servillo ce l’ha fatta, è riuscito nuovamente a omaggiare il teatro e con lui tutta la produzione artistica di Eduardo.

Risulta ancora vincente la scelta di ridurre la scenografia allo stretto indispensabile: un tavolo, un armadio, un’apertura a simboleggiare metonimicamente una cucina; e poi un’apertura e due sedie per simboleggiare la sala della casa dei fratelli Saporito. Servillo ha capito che per fare uno spettacolo non serve una scenografia ricca e ingombrante; a fare lo spettacolo è soprattutto il talento e il talento sia a Toni che al fratello Peppe – l’ex leader degli Avion Travel prestato da qualche anno prima al cinema e poi al teatro, e rivelatasi lui, con la sua interpretazione di Carlo Saporito, la vera sorpresa di questo spettacolo – di certo non manca. Detto questo, bisogna aggiungere, ahimè, che lo spettacolo non sia proprio esente da qualche critica: dopo un inizio scoppiettante l’opera va un po’ calando, andandosi a perdere nell’atto centrale: il via e vai dei membri della famiglia Cimmaruta a casa dei fratelli Saporito si sussegue troppo velocemente e lo spettatore a volte trova difficile capire cosa stia succedendo; così come velocemente è la recitazione di alcune battute pronunciate con un forte accento napoletano, il che, per chi non è molto ferrato con tale dialetto, può comportare non pochi problemi nella comprensione di alcuni passaggi (molti anche essenziali, si prenda l’accusa di Teresa Ammitrano nei confronti della famiglia Cimmaruta, colpevole, secondo la donna, di aver ucciso il marito Aniello; un omicidio, questo, che si scoprirà invece del tutto sognato da Alberto Saporito, il personaggio interpretato da Toni Servillo).

Per il resto, lasciatemelo dire, Toni Servillo è forse uno dei migliori attori in circolazione in Italia; un artista a 360°; un artista che ha già prenotato il suo posto tra i migliori di sempre. Speriamo solo che quel posto là si trovi vicino a quello del fratello Peppe, perché, ripeto, Peppe è da tenere sott’occhio. Prima o poi qualcuno si renderà conto di quanto stramaledettamene bravo anche lui sia.

Elisa Torsiello & Viola Santiloni per Radioeco

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