Oppure copia e incolla questo link dove vuoi!

Lei – storia di un amore e di una canzone

Ciao, io sono Francesca. Questa dovrebbe essere una nuova rubrica del blog a cui collaboreranno anche altri ragazzi ma non abbiamo ancora avuto tempo di darle un nome. Si tratta di storytelling. Raccontiamo storie ognuno alla sua maniera e questa è la mia. C’è una canzone, una che mi piace, che ascolto quando ho voglia di viaggiare con la fantasia. Quello che ne è venuto fuori parla di Lei. Se ti va, leggilo. Consiglio personale: meglio di sera, meglio se a letto.
Ah, questa è la canzone.

Era sdraiata nel mio letto, nuda. Un’immagine di divina bellezza, immanente, assolutamente perfetta. La osservavo da lontano per non sciuparla mentre assaporavo ogni sfumatura di lei, dolcissimo sapore sulle labbra.
Scalai faticosamente tutto il profilo del suo corpo, partendo dai piedi e su fino alle cosce, la deliziosa curvatura dei suoi fianchi, i seni materni, il lungo collo elegante, fino al suo viso.

Mi sono innamorato del suo viso fin dal primo momento che la vidi nel corridoio della scuola, ormai tanti anni fa. Quando le passai accanto la guardai ma fu solo quando iniziò a ridere che la vidi davvero. Quelle risate erano note nell’aria. E lei, con quel suo vestitino rosso e i libri stretti al petto, teneva i lunghi capelli scuri raccolti in una treccia. Non potei frenare l’istinto e mi avvicinai. Più mi avvicinavo e più ne rimanevo incantato. Più mi avvicinavo e più lo sapevo. “È lei”, eri tu. Eccoti lì, a ridere, come ti avevo sempre sognata.
Inevitabilmente ricambiò il mio sguardo.
Dritto negli occhi e fu come una fucilata al petto. BANG.

Potevo scorrerla tutta la nostra vita insieme, come in una raccolta di fotografie. Le gite in barca; la prima cena a casa dei suoi con suo padre che mi guardava di traverso mentre tirava su dal cucchiaio la zuppa di piselli; la volta che mi lanciò le chiavi in mare dopo che avevamo litigato; quando ci siamo detti “sì lo voglio” in quella chiesa in montagna e subito dopo abbiamo ballato il boogie woogie senza scarpe; la tremenda volta che ho creduto di averla persa e lei se ne era andata di casa con le valigie. Ma poi sono tornato a prenderla con il nostro primo figlio Giacomo. Mi aveva perdonato e da allora non potei che prendere atto della mia assoluta dipendenza. Iniziai a prendermene cura, quasi fosse un fiore bellissimo e fragile.
Io l’amavo questa donna. Era la ragione della mia esistenza, la mia più grande passione.
Alcuni decidono di offrire la loro vita alla carriera, ai figli, ad una collezione di francobolli. Tutte scelte nobilissime e giuste, l’importante è sapersi distrarre. Io ho scelto di offrirla a lei, alla mia Vivì.

Ancora allora, a 43 anni era l’adorabile sedicenne che profumava di rosa.

Ritornò a me dal sonno.
- Sei ancora sveglio sussurrò nella penombra
-
- Che fai?
- Niente
- Vieni qui, fa freddo.

Scivolai nel letto e lei si avvicinò a me. Mi abbracciò e sentii il calore del suo corpo nudo. Affondai le mani nei suoi capelli e lei sistemò la testa nell’incavo della mia spalla, come sempre. Chiusi gli occhi e mi addormentai.

Quando mi svegliai la mattina dopo lei non c’era più. C’era un biglietto: “ci vediamo stasera. Passa a prendere Alice a scuola. Ti amo”.
Era il mio giorno libero quindi mi presi tutto il tempo che avevo, lessi il giornale, tagliai il prato e all’una andai a prendere la piccola. In macchina mi raccontò che un sua compagna le aveva tirato i capelli e io le risposi che la prossima volta avrebbe dovuto farlo anche lei.
Entrai in casa, le chiavi sul mobile, cappotto sul divano, televisione accesa e il telefono che inizia a squillare.
- Pronto?
– Parlo con il signor Micheli?
– Sì
- Sua moglie è Viviana Anselmi?
– Sì, perché? Chi parla?
- La chiamo dall’ospedale… (parole vuote che ora proprio non riesco a ricordare) …ha avuto un brutto incidente… (la mia mente che inizia a viaggiare) …dovrebbe venire subito qua… (la tizia del talk show in collegamento con un giornalista). Dopo qualche secondo Ha capito?
- Sì, arrivo.

Non c’era più nulla da fare. Vivì era morta.
“Morta”.

I primi tempi furono difficili. Trovavo piacere nello stordimento e bevevo molto. Soffrivo d’insonnia, trascuravo i figli, arrivai anche a pensare di farla finita. La vedevo ogni notte, ogni giorno, ogni momento. Era un’ossessione. La quotidianità non aveva più senso. Provavo a seguire il flusso a riprendere il lavoro, le amicizie ma non funzionava. Perché Vivì era morta. E l’indomani non sarebbe stato diverso. Sarebbe stato un altro fottuto giorno senza il sole, senza senso. Senza un inizio e soprattutto senza mai una fine. Mi sembrava di essere un criceto sulla ruota. Solo che ogni tanto mi fermavo e iniziavo a guardarmi in giro. Spostavo gli occhi da dentro la mia gabbia dove potevo elencare tutte le cose che prima mi bastavano, l’acqua, la ciotola, la nicchia per dormire finché non guardavo e vedevo fuori. Tutto un altro mondo, che non conoscevo. E così correre, non aveva più senso.

A volte mi sentivo anche un cattivo padre perché non riuscivo a ritrovarla nei loro occhi, non riuscivo ad amarli quanto amavo lei. Ma pensandoci, non gli feci mai mancare niente. Tornammo in gita; a cena a casa dei nonni; li spronai a studiare o in qualsiasi altra aspirazione della loro vita; li sostenni nel bisogno. Non gli feci mai mancare niente se non un padre felice.

È questo che mi rinfacciano oggi e un po’ li capisco. Perché sarebbe bello; sarebbe stato bellissimo. Ma con il tempo, lo so, capiranno che un uomo quando perde la sua passione, finisce. Si spegne come una candela lasciando nell’aria solo il fumo, vago ricordo di una fiamma che ardeva.

Ascolto questa canzone e penso a te, mia dolce Vivì. Ti amo e ti amerò per sempre.
Ovunque tu sia, spero ancora che tu stia ridendo.

Francesca Giannaccini

foto di copertina da Pinterest.com

post di questa categoria

kae

Kae: Clap! Clap! ̵...

Kae: Clap! Clap! – Populous | Artwork della Domenica

clap

Best Of 2017: Da Clap!...

Best Of 2017: Da Clap! Clap! a Mana| Demography #243

serata

eventi in toscana: ser...

eventi in toscana: serate jazz e…|atp #109

Pirati sbarcano a Teat...

Pirati sbarcano a Teatro Verdi !

ultimi post caricati

oznor

Convivio invernale in ...

Convivio invernale in scena al Teatro Lux

campionato di giornalismo

CAMPIONATO DI GIORNALI...

CAMPIONATO DI GIORNALISMO: CRONISTI IN CLASSE

ryanair

Una settimana in un cl...

Una settimana in un clic! – Ryanair

Albert Einstein

Albert Einstein: la te...

Albert Einstein: la teoria della felicità messa all’asta – Enjoy the Science, rubrica scientifica di Radioeco

Commenti