Oppure copia e incolla questo link dove vuoi!

Leonardo DiCaprio e la mamma orsa

Anche quest’anno si avvicinano i tanto attesi premi Oscar e, mentre nei social media impazza il caso “Leonardo DiCaprio”, noi di RadioEco abbiamo rintracciato il celebre divo per sapere il suo punto di vista sul nuovo film di Alejandro G. Iñárritu, The Revenant, che gli è valsa l’ennesima nomination.

http://blogs.indiewire.com/

Da qualche parte nel Nord Dakota – L’attuale candidato al premio Oscar per la categoria “migliore candidato sfigato”, il talentuoso Leonardo DiCaprio, da giorni segregatosi dalla vita mondana di Hollywood e ritiratosi in un ermo cottage nel mezzo del grande silenzio delle gelide pianure del nord, ha ammesso la verità. Sfatto, putrido, capelli e barba unti di sudore e sangue rappreso, il protagonista di The Revenant, il nuovo film di Alejandro G. Iñárritu, si è confessato dinnanzi ai nostri microfoni: “Quando siamo partiti per girare il film eravamo in quaranta: Alejandro ci spiegò che voleva lavorare in condizioni ambientali e climatiche realistiche per catturare l’essenza stessa della sofferenza umana… pensavamo fosse solo una frase a effetto ma ci sbagliavamo: non avevamo fatto i conti con la sua devozione nei confronti del metodo Stanislavskij.”

Cosa è capitato realmente durante la lavorazione del film?

“I primi giorni si trattò semplicemente di adattarsi al contesto naturale più estremo: date le poche ore di luce al giorno, durante il dì Alejandro non girava più di qualche minuto e riprendeva principalmente panorami. Il secondo giorno, ad esempio, ha ripreso solo un albero girando un piano sequenza e mentre lo riprendeva lacrimava. “Perfetto! Perfetto! Come Malick, più di Malick! Pura arte!” diceva. Da quel momento intuii che in Alejandro c’era qualcosa che non andava. Quella notte la temperatura scese a venti sotto zero: noi del cast eravamo rimasti in loco per familiarizzare con l’essenza stessa della sofferenza umana e per non morire assiderati squarciammo il ventre ai nostri cavalli e ci dormimmo dentro. “Fate tutti come Luke Skywalker nell’Impero colpisce ancora!” diceva Alejandro. Questa soluzione logistica ci inibì chiaramente la possibilità di avere rapporti sessuali con le pellerossa sottopagate della troupe: in quanto fan sfegatato di Freud, Alejandro era convinto che la repressione sessuale ci aiutasse a sublimare la libido in prestazioni artistiche superiori. Mi ricordo che Tom… Tom Hardy, più infoiato che mai, voleva abbandonarci per tornare in albergo. Poi Alejandro gli aumentò il compenso e allora Tom si diede una calmata e rimase con noi avvoltolandosi tra le fetide interiora del suo cavallo. Il giorno dopo, alle cinque del mattino, fummo attaccati da uno squadrone di cavallerizzi di una tribù di indiani incazzati al cui capo Alejandro senza dir nulla a nessuno aveva sottratto la figlia appositamente per spronali a spronarci”.

Dio santo! E com’è finita?

“Sono morti in venti: per fortuna tutte comparse… non fosse che il direttore della fotografia, Emmanuel Lubezki, è stato impalato vivo dalla sorella cattiva di Pocahontas”.

Ma la parte brutta della storia deve ancora arrivare, dico bene?

“Purtroppo sì. Dovevamo girare la scena dell’attacco dell’orso… (scoppia a piangere) Alejandro voleva un orso vero, io insistevo per ricrearlo in digitale. Tutto inutile. L’abbiamo girata più e più volte quella maledetta scena: Alejandro non era mai soddisfatto. Sono stato aggredito, calpestato, ferito, morso, trangugiato e sputato da quella mamma orsa almeno mille volte… e più l’orsa affondava i suoi artigli nella mia carne più mi consolavo pensando all’Oscar. E poi è successo… durante l’ultimo ciak, con mezzo intestino fuori dal torace, ho ucciso quella p*****a pelosa davanti agli occhi indifesi dei suoi cuccioli. E poi ho sparato anche a quegli orsetti perché la madre mi aveva quasi reciso i c******i. E dire che ero un fervente animalista. Be’, almeno ce li siamo mangiati crudi a colazione. Cioè… Tom e Alejandro, io avevo la mascella frantumata”.

Perché crudi?

“Alejandro voleva fare a meno di qualsiasi tecnica umana dalla scoperta del fuoco in poi che non fosse attrezzatura cinematografica e in più, nonostante sia messicano, non sa cucinare; Tom voleva ordinare una pizza, ma non sapeva come. Eravamo nel nulla. E gli indiani ci davano ancora la caccia. Io avevo una commozione cerebrale e le ossa rotte… e in quel momento pensavo solo a quando Kate in Titanic dice al mio personaggio ‘Jack, sto volando’…”.

E nonostante l’attore protagonista fosse mezzo morto le riprese del film sono andate comunque avanti?

“Alejandro ci ha trovato gusto. Io agonizzavo, lui si eccitava e mi faceva un piano sequenza. A un certo punto, mentre mi portava sulle spalle con gli indiani incazzati alle calcagna, Tom – che di sua natura è piuttosto pigro – si è rotto e ha proposto ad Alejandro di abbandonarmi e di dire a tutti che ero morto durante le riprese. Alejandro ha trovato la sua proposta esilarante. Quindi mi hanno scavato una tomba, mi hanno sepolto vivo e sono scappati via. Come se non bastasse, per assicurarsi che non scampassi alla morte, hanno detto agli indiani che ero stato io a rapire la figlia del loro capo. Pezzi di m****a! Non ci si comporta così tra professionisti… e pensare che quando ho lavorato con Danny Boyle a The Beach avevo f**a ed erba gratis, con ‘sto film invece solo mamme orse in calore e una freccia in culo”.

L’accaduto ha pregiudicato la sua amicizia con Tom Hardy?

“Pregiudicato? L’ho ucciso sul serio quel figlio di p*****a!”

Prego?

“Non ha notato che nessuno ha più visto Tom Hardy? È stata la volontà di vendicarmi che mi ha tenuto in vita. Ho vagato in lungo e in largo strisciando come un verme e per salvare la pelle ho dovuto promettere agli indiani che mi inseguivano l’ingresso gratuito a un festino alla The Wolf of Wall Street. Ma è servito: ho rintracciato Alejandro e Tom mentre lavoravano al sequel del film, The Revenant 2 – che a quanto pare uscirà l’anno prossimo e avrà come protagonista un fantasmagorico cucciolo di mamma orsa che, creduto morto, si scopre esser vivo –, e al colmo della rabbia ho estratto una mannaia e mi sono scagliato su Tom. Alejandro ha preso la telecamera e ha girato un piano sequenza mentre io tagliavo qualche arto a Tom e lui mi estraeva un canino con le nude mani. E mentre ci riducevamo a moncherini, quello psicopatico lacrimava e diceva ‘Magnifico! Stupendo! Questa, questa è l’essenza stessa della sofferenza umana’. Ah, Dio, che cosa non si fa per un Oscar…”.

E cosa farebbe lei se non dovesse vincere l’ambita statuetta nemmeno questa volta?

“Ho realmente ucciso un’esemplare femmina di grizzly… e… e anche Tom Hardy, Dio santo! Che altro dovrei fare per vincerlo? Ma se non dovessi farcela, be’, credo proprio che cercherò la redenzione… adottando un orsetto”.

www.deejay.it

Dino Ranieri Scandariato

post di questa categoria

snarky puppy

Dopo il terzo Grammy, ...

Dopo il terzo Grammy, intervista agli Snarky Puppy @ Pisa Jazz

risotto viola

Risotto Viola alla Mel...

Risotto Viola alla Mela e Limone

Press conference- Marquez, Rossi e Viñales - MotoGP.com

Rossi “sei” primo!...

Rossi “sei” primo! La febbre delle due ruote

Itaca exwide (2)

Itaca – L’...

Itaca – L’amore è tornato in città – “itaca mi manchi” release party @ Ex Wide [live report]

ultimi post caricati

Piefrancesco Davigo: "L'Evoluzione della Corruzione"

Piercamillo Davigo all...

Piercamillo Davigo all’unipi: “L’Evoluzione della Corruzione”

20170421_182407

Gabriele del Grande li...

Gabriele del Grande libero subito!

ijf17 - Recap giorno 5 del festival - "maratona ijf17"

ijf17 – Recap gi...

ijf17 – Recap giorno 5 del festival – “maratona ijf17″

laeffe_agnelli

Manuel Agnelli, Afterh...

Manuel Agnelli, Afterhours – #ijf17

Commenti