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Lettera a Casa della Donna di Pisa

Alle Operatrici di Casa della Donna Pisa,

Meglio tardi che mai! Vi scrivo questa lettera, operatrici di Casa della Donna, perchè vorrei ringraziarvi di quel che avete fatto per me qualche anno fa e lo faccio, proprio in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. Lo faccio perchè scrivo per il blog di una radio universitaria e magari, parlando di quel che mi è capitato, potrò aiutare chi in questo momento sta leggendo questa lettera ma ancora si vergogna di parlare e raccontare cosa le stia succedendo.

Lettera a Casa della Donna di Pisa ph. huffingtonpost.it

Lettera a Casa della Donna di Pisa ph. huffingtonpost.it

Quattro anni fa ero un cumulo di sensazioni strane, confusa, indecisa, fortemente impaurita. Sembrava quasi di vivere in una bolla separata dalla realtà esterna. Mi sembrava di impazzire. Si, dovevo essere pazza. Non potevo pensare che la persona che amavo tanto mi potesse fare così male. Non bastò la violenta torsione del polso così forte quasi da spezzarmi un osso, non bastarono altre aggressioni quando ancora avevo l’ altra mano invalidata, non furono sufficienti neppure l’ occhio nero e tutte le offese e gli epiteti con i quali era sovente abituato a chiamarmi. Alla fine, la soluzione fu una tazzina, una banale tazzina da caffè rotta inavvertitamente durante il lavaggio delle stoviglie. Provai un terrore indescrivibile, tremavo e credo di aver avuto gli occhi fuori dalle orbite mentre uno strano freddo mi entrava prepotentemente nelle ossa. Fu una sensazione terribile ma momentanea. Per fortuna, quella volta non ebbi un attacco di panico e riuscì a nascondere furbescamente la tazzina in un asciughino per poi metterla in un cassetto. Con una scusa, mandai Lui fuori a gettare la spazzatura e chiamai un’ amica: “Ti rendi conto di quello che ho fatto? Ho avuto paura che una tazzina rotta potesse equivalere a che ne so, un braccio rotto, una costola rotta, un altro occhio nero o chissà che cosa. Non voglio avere più paura. Voglio uscire da questa situazione”.

Lettera a Casa della Donna di Pisa ph today.it

Lettera a Casa della Donna di Pisa ph today.it

Fu così che mi rivolsi a un amico avvocato e, con il sostegno degli amici, trovai la forza di abbandonare quella casa che rischiava di divenire la mia tomba e lasciare quella persona che mi aveva fatto tanto male.  Qualcosa in me si era comunque rotto oltre a quel legame. Avevo degli incubi in cui rivivevo le aggressioni subite. Ma, la vita doveva proseguire e io, volevo ricostruirmela, volevo andare avanti.

Ecco che siete subentrate voi, care operatrici. Chiamai il telefono donna, vi raccontai ogni singola cosa che mi era successa negli ultimi mesi e mi fissaste un primo appuntamento. Fu così che iniziai a frequentare la Casa di Via Galli Tassi. Ricordo ancora quando entrai da quel cancello e varcai la soglia della vostra porta. La donna che stava alla segreteria all’ ingresso mi accolse, e mi mostrò la biblioteca e gli altri locali della struttura e poi arrivò Lei, il mio Angelo. Ero stata forte fino ad allora, avevo già fatto tanto da sola, ma avevo bisogno di un sostegno, di qualche parola di conforto e soprattutto di capire come potevo uscire da quello che lei mi disse era un “disturbo post traumatico”. “Sei stata valorosa e coraggiosa come un soldato. Adesso la guerra è finita ma devi capire come rielaborare tutte le brutte cose che hai visto e provato. Sei a Casa, non sei più sola e puoi chiedere e trovare aiuto”.

Vi ringrazio care operatrici perchè è come se mi aveste donato una seconda vita, una seconda possibilità, perchè in voi trovo sempre un punto di ascolto e riferimento, e come me lo possono trovare tutte ragazze e donne che si trovano in difficoltà di qualsiasi età, etnia, orientamento sessuale, estrazione socio culturale, precarie e lavoratrici. Tutte possono sentirsi come me: “A Casa”.

Isabel

Lettera a Casa della Donna di Pisa ph. pisanews.net

Lettera a Casa della Donna di Pisa ph. pisanews.net

Casa della donna è un’associazione femminista e di promozione sociale, senza scopo di lucro, fondata a Pisa nel 1996 ma attiva fin dal 1990. Sostenuta dal lavoro volontario delle socie, aperta a tutte le donne senza distinzione di età, orientamento sessuale o religioso, stato sociale o provenienza geografica , è uno spazio di incontro e riflessione impegnato per i diritti delle donne e il contrasto alla violenza di genere in ogni sua forma, per la valorizzazione e la trasmissione del pensiero femminista, della cultura, dei saperi e della storia delle donne e per favorire la crescita di soggettività femminili autonome attraverso la pratica della relazione tra donne.

Presso la Casa sono usufruibili servizi gratuiti di consulenza legale e psicologica. Viene gestito un centro antiviolenza (con Casa Rifugio) e una biblioteca di genere. Si organizzano corsi di formazione, incontri, laboratori e ogni tipo di iniziativa, culturale e politica, che favorisca la conoscenza e la valorizzazione delle donne, la promozione dei diritti e la lotta alle discriminazioni e alla violenza

Casa della Donna fa parte della rete Non Una di Meno Pisa, del coordinamento toscano dei centri antiviolenza Tosca e della rete nazionale Dire.

La sede si trova a Pisa in via Galli Tassi 8

Tel/fax Segreteria
050 550627

Tel. Centro Antiviolenza
050 561628

Altre info qui.

Isabel Viele per RadioEco

 

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