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Linus & Giuseppe Cruciani al Festival Internazionale del Giornalismo[Live-Report+ intervista]

Linus
Uno degli incontri più attesi di questo Festival Internazionale del Giornalismo 2015 era quello tra “il buono e il cattivo della radio”: Linus e Giuseppe Cruciani. Distanti anni luce per atteggiamento e stile di conduzione, ma accomunati da un grande successo radiofonico. E dalla passione per le maratone.

[Breve spiegone per chi non lo sapesse: Linus, dopo anni di radio e tv, dal 1991 conduce ogni mattina Deejay Chiama Italia (dal 1997 con Nicola Savino) e dal 1995 è direttore artistico di Radio Deejay, mentre Giuseppe Cruciani è dal 2006 al timone de La Zanzara (dal 2010 affiancato da David Parenzo), il programma più celebre di Radio 24.]
Linus

L’incontro si svolge all’interno della Sala dei Notari, un meraviglioso palazzo medievale situato in Piazza IV Novembre. La sala, per quanto ampia, riesce ad accogliere a fatica la totalità dei presenti, a testimonianza del grande interesse per questo insolito confronto. Che non è certo un uno contro uno: si tratta semplicemente di considerazioni di due persone di successo che svolgono lo stesso mestiere in maniera diversa. In realtà Linus ha un doppio ruolo, come specifica distinguendo “le due ore quotidiane in cui mi diverto nella mia cameretta” e le restanti passate a fare da “bidello” (spesso usa questo termine parlando di sé nelle vesti di “capo”) per gestire e contenere le esuberanti personalità dei vari speaker di Radio Deejay. Per Cruciani invece è già impegnativo arginare la sua di personalità esuberante: parla di rapporti non sempre idilliaci con i colleghi, del fatto che vive la radio in modo ossessivo e che questo spesso lo porta a discussioni interne quando vede che i collaboratori non sono mossi dallo stesso fuoco sacro. Si definisce una persona borderline, con cui è difficile avere a che fare: “ma io sono così, non riuscirei a cambiare. Prendere o lasciare.”
Linus

Tra i diversi temi trattati, quello della libertà di espressione: Linus, che da questo punto di vista si è sempre ritenuto “la persona più fortunata della Terra”, non può che mostrare gratitudine al proprio editore (Deejay è di proprietà del Gruppo Editoriale L’Espresso) per l’ampio spazio decisionale mai venuto a mancare, anche in anni di minor successo della radio. Libertà di espressione e editori, dicevamo. Temi molto cari a Giuseppe Cruciani, che con i suoi scherzi telefonici è spesso incappato in rogne giudiziarie:

“Essendo parte della radio di Confindustria, uno potrebbe pensare che alla Zanzara non possiamo dire tutto ciò che vogliamo. In realtà Confindustria è un’entità astratta, non c’è un preciso referente, e infatti abbiamo sempre fatto quello che ci pareva.”

Sì, anche se di recente c’è stata una piccola modifica nella realizzazione del programma:

“Prima non avvisavamo nessuno sui temi che avremmo trattato.Ora non è proprio così, c’è una sorta di supervisione (allude ai numerosi casi di scherzi telefonici sfociati in querele) ma non è certo una limitazione alla spregiudicatezza della Zanzara, dato che ci siamo guadagnati il successo sul campo, portando Radio 24 a numeri (intesi come ascolti) mai visti prima.”

In seguito alle riflessioni di Linus sulla Deejay del futuro:

“mi piacerebbe rendere il palinsesto più armonioso: ora il pregio e il difetto della nostra radio è l’eterogeneità dei programmi, e forse questo provoca un effetto straniante agli ascoltatori”

e sul Deejay Chiama Italia del futuro:

“Sto pensando di anticiparlo dalle 7 alle 9 di mattina, un po’ perché mi piace quella fascia oraria, un po’ perché questo non ci porterebbe a fare il consueto slalom tra i temi già trattati, ci permetterebbe di lavorare sulla materia più fresca”

non sono mancate poi le osservazioni sull’effervescente (e dilettantistico) mondo delle radio universitarie, a cui Linus ha riconosciuto grande merito per l’impegno e per essere un’ottima esperienza formativa, precisando però che comunque si tratta del primo scalino di un percorso ben più lungo e tortuoso, mentre Cruciani si è mostrato più indolente liquidando il tema con “nessuno speaker di radio universitarie è poi riuscito a farlo come lavoro”, peccando un po’ di superficialità in merito alla questione.

Linus

Infine, di fronte alla ventilata ipotesi di un Cruciani all’interno di Radio Deejay, i due non si sono sbottonati, attenendosi alla regola aurea di “squadra che vince non si cambia”, affermando che fino a quando le cose vanno bene, non c’è motivo di snaturarle.
“Fare progetti a lungo termine secondo me è solo un modo per rimanerci male” – confida Linus – “Anche se in effetti io non devo capire cosa vuole la gente, ma solo evitare che si stufi.”

Non ci siamo però limitati a seguire la conferenza, abbiamo avuto la possibilità di rivolgere giusto due domande a Linus, il risultato? E’ il seguente!

- Dopo il grande successo del Fru 2015 (Festival delle radio universitarie) tenutosi a Milano con Radio Days europe e dopo l’esperienza fatta con l’iniziativa “un giorno da deejay” non sarebbe interessante ospitare in una radio nazionale come Radio Deejay proprio le radio universitarie?

Quando è cominciato il nostro progetto con Un giorno da Deejay la realtà delle radio universitarie non era così sviluppata come è adesso, sicuramente troveremmo ragazzi molto più preparati e si potrebbe anche pensare ad un progetto simile, l’unico problema è trovare degli slot disponibili all’interno della radio, slot che non sempre anche per la nostra iniziativa erano sempre liberi, quindi non è così facile saper gestire le risposte di una manifestazione così ampia.

- Perché le grandi radio non mandano musica indipendente italiana nonostante il successo che questo tipo di musica ormai da anni è riuscita ad ottenere?

Sinceramente a freddo devo dirti che la musica indipendente non porta riscontro, le regole di una radio nazionale della portata di Radio Deejay sono quelle di far quadrare i costi e i bilanci, puntare su ascolti alti, quindi la musica deve essere anche proporzionale all’impatto che ha sul grande pubblico, quella commerciale sicuramente ha più riscontro.

- Però anche il contesto musicale indipendente italiano sta cominciando ad avere un grande seguito, giusto?

Non a livello internazionale, è comunque una musica di nicchia che sicuramente per quanto possa essere valida non comprende i gusti dei nostri ascoltatori.

Linus

Articolo a cura di: Iacopo Galli
Intervista a cura di: Marianna Cristofaro e Chiara Manera

 

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