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Any Other live @Lumiere [Report]

Any Other. Chiunque altro, nessun altro. Ma soprattutto Adele, una ragazza di 24 anni che ieri sera ha fatto tappa al Lumiere con la sua band per una delle date italiane di presentazione del nuovo album: Two, Geography. Una storia di consapevolezze acquisite sulla vita e sul suo modo di fare musica.


Any Other, un nome che in tanti stiamo imparando a conoscere grazie al talento puro e naturale della cantante e chitarrista Adele Nigro e all’unicità che ha saputo portare nel panorama musicale italiano. Lo scorso 14 Settembre è uscito il suo secondo lavoro, Two, Geography per 42 Records e fin dalla prima traccia capiamo che è cambiato qualcosa musicalmente rispetto agli Any Other del debutto di Silently. Quietly. Going Away di tre anni fa, quando ci avevano abituati ad un indie rock anni ’90 con la chitarra a fare da colonna portante dei brani. Adesso Adele è uscita dalla sua comfort zone, è stata in tour con Colapesce e ha prodotto un disco di Generic Animal, e ci ha voluto parlare d’amore, tema assente nell’album di debutto, stravolgendo anche la sua musica: influenze jazz (grazie al sassofono, altro strumento che le piace suonare) e intro ambient per accompagnarci nel suo universo fatto di equilibri delicati e racconti di vita di una giovane adulta che esterna delusione e sofferenza con brani dalla struttura più libera e non convenzionale, su testi invece rimasti sempre molto diretti e scritti in inglese, lingua che incarna meglio la creatività della giovane artista.

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In apertura di serata abbiamo ascoltato le In.versione Clotinsky, duo romagnolo tutto al femminile che con chitarra, voce, batteria ed il loro lo-fi indie pop scrivono di viaggi mentali, di libertà e di idee prive di concezione univoca davanti ad una già nutrita folla catturata dalle vibrazioni positive emanate dagli strumenti delle due ragazze.

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Subito dopo, ecco gli Any Other e il pubblico del Lumiere di Pisa si è sentito quasi sulle montagne russe a causa dell’alternarsi di momenti energici ad altri decisamente più intimi del concerto: da Breastbone a Traveling Hard passando per Geography, con intervalli strumentali dove abbiamo apprezzato appieno la tecnica della band ed esplosioni di ritmo con il cantato preciso ma emozionante di Adele. L’emozione è andata in crescendo nelle pause in cui la sola Adele è rimasta sul palco, imbracciando la chitarra acustica per raccontarci la sua evoluzione personale nei tre anni trascorsi dal primo disco ad oggi: in Mother Goose è arrivata alla conclusione per cui “My happiness must not depend on anybody else”, forse dovuta a quella che è stata la “abusive relationship” descritta in Capricorn No.

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Subito prima di questo brano infatti, con gli Any Other tornati sul palco, Adele ha percepito l’affetto e la grande attenzione del pubblico e si è aperta esprimendo un commento sul suo vissuto personale, un momento che ha creato una forte connessione empatica tra noi e lei per il resto del concerto: “Vi vorrei dire una cosa: se qualcuno vi vede stare male e vi dice che non va bene, che dovete per forza fare quel che dicono loro per rimediare, secondo me potete benissimo dirgli addio. A me è successo di non stare bene e di sentirmi dire che non me lo potevo permettere, ma invece no. Va bene anche star male ogni tanto, non è un problema”. Silenzio. Applausi che danno il la agli Any Other per continuare la serata, chiusa con tre brani di Silently. Quietly. Going Away così da fare il pieno di chitarra e per la gioia dei fan degli esordi, con Something a chiudere il cerchio. “I know now that I’m not interested anymore in feeling bad”.

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Bellezza per le orecchie che hanno potuto ascoltare note ed assortimenti di jazz, indie rock e ambient evocativi, ma bellezza anche per il cuore a cui gli Any Other parlano con tono diretto e pungente: è il progetto di Adele, sono i suoi cambiamenti interiori a farla comporre, cambiamenti riflessi nella stessa natura mutevole dei componenti della band, in cui l’unico elemento fisso oltre a lei rimane Marco Giudici. Per il resto va bene essere Any Other, va bene abbracciare il cambiamento e la rinascita.

 

Francesca Staropoli per RadioEco

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