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[Live Report] Andrea Carboni al Cinema Lumiere

10874031_10205584060709281_1096371917_oUn conto è ascoltare Andrea Carboni in cuffie, tutt’altra storia vederlo dal vivo. Mercoledì 17 era sul palco del Cinema Lumiere a Pisa.

Lo ammetto non partivo con le migliori intenzioni, avevo ascoltato ed apprezzato l’ultimo album Due [], ma non mi aspettavo quello che poi ho trovato sul palco. Sono entrata con un’idea piuttosto snob. Il Lumiere è un locale molto grande, un vecchio cinema con poltrone comode e lontane dal palco, dispersivo forse per il concerto che prevedevo nella mia testa, ossia un intimistico, introspettivo, acustico spettacolo già visto. L’unico dettaglio in questo disegno grigio e noioso è che non avevo fatto i conti con Carboni.

10819106_10205584057029189_1605178098_nSale sul palco, vestito di nero alla Johnny Cash; non vedo il classico sgabello da salotto su cui poggiarsi scomodamente con la chitarra in bilico sulla gamba e già questo mi incuriosisce: c’è lui in piedi con una chitarra elettrica, Alessandro Baris a batteria e tastiere ed infine Giada Fedeli, pittrice di fama internazionale, che rappresenta il jolly dell’esibizione eseguendo un live painting in contemporanea.

Carboni non spende troppe parole, saluta il pubblico e prende in mano la chitarra per poi lasciare impressionati gli spettatori. Niente di acustico e niente di arido; L’amore dopo domani non sembra il solito, “Lento” ha più energia, “Mille” più carisma; Carboni ha grinta e presenza scenica, più di quella che viene richiesta ad un cantautore, ed allo stesso tempo con troppe parole per essere semplicemente un cantante. Prosegue velocemente senza lasciare tempo per prendere fiato, la scaletta è ben bilanciata, lui canta e non sembra accorgersi di aver quasi concluso; incredibilmente è uno dei pochi artisti a cui non viene richiesto un rapporto col pubblico durante l’esibizione, non ne ha bisogno, l’intensità che impone all’esecuzione bilancia perfettamente le poche parole cortesi spese a chi osserva.

10874251_10205584053469100_89832236_oMa cosa si dovrebbe apprezzare veramente di Andrea Carboni sul palco del Lumiere? Il fatto di non sfiorare minimamente la massa di cantautorato proto-indipendente che è ora in circolazione, e grazie al cielo mi sento di dire; l’estenuante riproporsi ciclico di melodie, luoghi comuni e stereotipi che troviamo sulle più disparate piattaforme di musica streaming ormai sono arrivati ad esaurire non solo il genere indie ma anche chi lo ascolta. Carboni fa parte di quella cerchia ristretta di artisti in grado di non annoiare, di non stufare e soprattutto in grado di uscire dagli schemi prestabiliti da questa nuova frontiera della musica mainstream italiana, così da rappresentare un alternativa valida, e ora me ne rendo conto più di prima. Diciamo che è più un uomo da cd che da streaming.

Chiara Manera

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