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Festival Internazionale del Giornalismo: Beppe Severgnini a teatro.

“Volevo ancora raccontare, ma volevo evitare di ripetere le stesse cose. Allora ho scelto il teatro. Ho scelto di imparare” Con queste parole il famoso giornalista del Corriere della Sera Beppe Severgnini ha spiegato le motivazioni che lo hanno portato ad esordire come autore e attore teatrale.

Il 58enne editorialista del Corriere ha portato in tournè lo spettacolo in vari teatri italiano raccogliendo un significativo successo di pubblico, arrivando anche al Teatro Morlacchi di Perugia per la IX edizione del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia. Una pièce teatrale figlia dei suoi ultimi lavori letterari “Italiani di domani” e “La Vita è un Viaggio” messa in scena assieme all’attrice Marta Isabella Rizi e la chitarrista Elisabetta Spada che con la sua musica accompagna la narrazione racchiusa da una scenografia composta da colori caldi e accesi (come a voler simboleggiare fiducia) ma fissa che non intende catturare l’attenzione dello spettatore, lasciando come protagonista principale il dialogo. beppe severgnini Severgnini interpreta un 50enne (non lui stesso) bloccato all’aeroporto di Lisbona assieme ad un’attrice 28enne che, riempita di delusione e sfiducia totale per l’Italia e l’Europa, decide di partire per il Brasile con l’intenzione di aprire un bar col proprio fidanzato. Oltre ai due protagonisti, sulla scena è presente anche una musicista che, non partecipando attivamente alla conversazione, scandisce i tempi della storia attraverso la sua musica accompagnando le riflessione sulle proprie esistenze dei protagonisti. Guardando con ottimismo al momento attuale, Severgnini col suo personaggio, mette a confronto due generazione diverse che dovrebbe collaborare in un momento di difficoltà come quello presente. Attraverso la rappresentazione l’attore – giornalista vuole porre in primo luogo il bisogno di viaggiare e di prendere decisioni, fare esperienze che possano arricchire (Severgnini è uno dei maggiori “tifosi” dell’esperienza Erasmus). Infatti una delle parole che stanno alla base della storia è “incoraggiamento”, come a voler dare una possibilità alle nuove generazioni e ritrovare così l’ottimismo per il domani. Un’ora e quaranta che scorre veloce e piacevole, argomentata con leggerezza e che riesce a far arrivare i contenuti dei dialoghi attraverso un’ironia sempre presente che cattura lo spettatore senza annoiarlo dall’inizio alla fine. Una fine che lascerà qualcosa ai due protagonisti di quella notte fatta di musica e parole. Qualcosa che li renderà migliori.

Beppe severgnini

Giacomo Corsetti per RadioEco

Foto: Alessio Foderi

 

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