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[LIVE REPORT] Festival Venezia 2013 – Verso la fine

Riassumiamo velocemente le ultime giornate, in vista della chiusura delle danze, qui al Festival di Venezia:

imagePochi giorni fa Scarlett Johansson è giunta qui al Lido per presentare il suo ultimo film Under the Skin, dove interpreta un’aliena intenta a prelevare la linfa vitale agli uomini per una compagnia extraterrestre. Scarlett si è presentata sul red carpet in tutto il suo splendore, anche se il suo sentirsi diva ha urtato un po’ i nervi dei fans che speravano in una foto insieme a lei. L’attrice selezionava accuratamente le foto da autografare (ha prediletto le locandine di film come Match Point, mentre quelle di The Avengers  le ha letteralmente snobbate) e le firmava a debita distanza. Insomma Scarlett! Dopo ore e ore sotto il sole i tuoi ammiratori non profumavano certo di rose, ma diamine, mica s’aveva la peste!
Parlando del film, vi posso dire che Under the Skin, è forse uno dei film più brutti, non solo della 70esima edizione della mostra di Venezia, ma della storia del cinema in generale. Scarlett a mio parere non si è mai dimostrata una cima nel campo della recitazione (eccezion fatta per Match Point e Lost in translation), e scegliersi ruoli come questo non aiuta di certo. Insomma il film non ve lo consiglio per niente; tranne qualche scelta interessante a livello di regia il film è veramente demenziale, lento, e la storia è tutta giocata su vari pretesti per far svestire la Scarlett.

Altre proiezione deludente: The Zero Theorem di Terry Gilliam. Il film ha come protagonista il personaggio di Chris Waltz, uno scienziato eccentrico. Nonostante sia visivamente stupefacente, e la performance di Waltz incredibilmente perfetta, il film non era certo da presentare in concorso. Il finale aperto lascia un po’ l’amaro in bocca.
Meraviglioso e geniale è invece Locke. Il film ha come solo ed unico protagonista Ivan Locke, alias Tom Hardy, che dopo aver tradito la moglie 9 mesi prima, decide d’assistere al parto del bambino concepito con l’amante. Sulla via verso l’ospedale decide di confessare tutto alla moglie per telefono. La cosa bella di Locke è la capacità di Hardy di tenere incollati gli spettatori allo schermo nonostante sia l’unico personaggio presente in scena, e nonostante la scena sia sempre la stessa: l’interno di una macchina.
Per me è sconvolgente constatare che Locke, oltre ad essere presente a Venezia, come film fuori concorso, non abbia ancora (e sfortunatamente mai la avrà) una distribuzione italiana: ergo non sarà mai distribuito nelle nostre sale. È una cosa credetemi vergognosa.

Tanti i film scandalo: The Canyons coi nudi integrali di Lindsay Lohan e James Deen; Child of God, col protagonista necrofilo che si diverte a copulare con i cadaveri di povere donne da lui uccise; e Moebius, film pieno di evirazioni, violenze e incesti. Insomma di certo questa edizione non avrà presentato il film capolavoro che passerà alla storia e che rimarrà impresso negli annali del cinema (eccezion fatta a mio modesto parere per Philomena), ma di certo farà parlare di sé, o meglio sparlare.

Tra il pubblico e gli addetti al lavoro, si sente alto il carico di tensione, di attesa, ma soprattutto di stanchezza per questo festival che è anche quest’anno giunto ahimè agli sgoccioli.
Per ora, a sorpresa (perché giuro, conoscendo Bertolucci mi sorprenderebbe molto se la cosa dovesse finire così), i pronostici danno come favorito al Leone d’Oro il film di Frears. In tal caso sarebbe una delle poche volte in cui la scelta della giuria troverebbe un responso favorevole anche tra il pubblico. Per questo mi sembra strano che Philomema possa vincere, nonostante io lo speri con tutto il cuore.
image (2)Chi di certo non vincerà nulla è Night Moves: il film con Eisenberg e Dakota Fanning è stato il bersaglio delle maggior parti delle critiche attaccate sul muro delle contestazioni da Gianni Ippoliti. Il migliore tra questi è sicuramente un disegno dove sopra il ritratto di un pubblico dormiente, una scritta aleggia con possanza: NO NIGHT MOVES.
Chi, nell’attesa di questa serata finale, si trovi al Lido e voglia passare una bella mezz’oretta facendosi due risate, vada al Movie Village nello spazio destinato all’Aeronautica Militare. Li troverà questa sorta di muro della vergogna dove noi tutti, bene o male, abbiamo lasciato un nostro pensiero un po’ cattivello su questa mostra che è giunta oramai alle battute finali.

I film sono finiti, le star anche, non ci resta che aspettare che il presidente di giuria Bertolucci, pronunci i nomi dei vincitori.
A risentirci dunque, quando il dado sarà tratto e per la settantesima volta calerà il sipario sulla mostra del cinema.

Elisa Torsiello per RadioEco

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