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LIVE REPORT // Nicolò Carnesi @Radioeco Rock Night

21/04/2012 - Nicolò Carnesi // Ex Wide, Pisa

di Francesco Caprai - Musica Rovinata

 

I ragazzi di Radio Eco la radio dell’Università di Pisa, mi invitano al concerto di Nicolò Carnesi, serata promozionale per il lancio del FRU, il Festival delle Radio Universitarie che si svolgerà proprio a Pisa il 3-4-5 maggio e che vedrà esibirsi nomi come Il Pan del DiavoloGiardini di MiròIori’s EyesBoxeur the Coeur. Insomma, una bella festa, di cui statene certi vi racconteremo molto di più.

 

 

Insomma, Nicolò Carnesi dicevamo. Mi dirigo verso l’Ex Wide, locale pisano che prima era un negozio di dischi dove trovavi gli album dei Negazione e io a 15 anni ero felice. Le indicazioni sui vari social network e simili dicevamo “orario di inizio 21.30/22.00“. Vado ai concerti da quando per sapere che le band suonavano live vedevi i manifesti attaccati alle scuole e tu eri ancora uno studentello brufolo quindi non mi freghi, caro Zuckerberg. Il concerto non inizierà mai alle 21.30. Certo, io però devo farci la recensione di questo live, e anche se so benissimo che il concerto inizierà poco prima di mezzanotte ti viene sempre il solito dubbio: e se questa volta iniziasse davvero presto? Morale della favola, io alle 22.20 sono lì. Il concerto inizierà 75 minuti dopo.

 

 

Non ci sono gruppi spalla. Ringrazio. Bevo la peggiore birra in cui credo di essere mai inciampato. Ringrazio meno. Carnesi e la sua band, gli Hank!, salgono sul palco, ed attaccano subito con “Kinder Cereali all’amianto“, uno dei pezzi più riusciti del debut album Gli eroi non escono il sabato, che recensimmo quiPubblico, per essere da queste parti, ce n’è. Certo, sta tutto in fondo al locale timidino. Io lo so che Pisa è così, e sembra quasi che lo sappia anche Carnesi, che in apparenza se ne sbatte allegramente. Inizio ad avere l’impressione che sarà, per tutti, un concerto “compitino”. Ovvero che il cantante suona, perché è in tour, lo pagano, deve suonare. Il pubblico c’è perché: 1) qui non c’è mai niente da fare; 2) conosco gli organizzatori; 3) io sono indie e vado alle serate indie. Fortunatamente, entrambe le parti mi vorranno smentito a breve. Sì perché dopo un altro paio di canzoni Carnesi si stanca di suonare tanto per fare, e inizia ad invitare la gente ad avvicinarsi sotto al palco. E fa bene, perché la gente lo fa, e la reazione di Carnesi e degli ottimi Hank! è quella di iniziare a tirar fuori le palle e spingere un po’ sull’acceleratore. Sì perché se avete ascoltato il disco del cantautore siciliano, verdete che non è esattamente il ragazzo con il chitarrino che ti racconta le sue turbe psichiche e amorose, ma è piuttosto uno che ha un bel po’ di energia nascosta fra i riccioli (ce lo raccontò tempo fa in questa intervista). E in questo circolo virtuoso dove Carnesi inizia a fare sul serio, la gente inizia a divertirsi davvero. Pezzi come “Medusa“, fra l’altro la mia preferita, fanno ballare un bel po’ di persone. E guardate che far ballare con la musica dal vivo 20 persone a Pisa equivale ad averne fatte ballare 200 da qualsiasi altra parte. L’andazzo continua sulle varie “Divento ingegnere“, “Ho poca fantasia” etc. Siamo nella parte centrale della set list e sto vedendo un bel concerto. Bene.

 

 

A questo punto del live inizia a venir fuori un aspetto di Carnesi che, ammetto, avevo un po’ sottovalutato. Ma risentendomi poi a casa il disco, mi subentra la convinzione che sia stato proprio il giovane cantautore il primo a non aver troppa fiducia in quello che si rivelerà alla fine del concerto un mezzo davvero esplosivo: la voce. Cavolo che voce. Molto Brunori, e non a caso viene fuori proprio in “Mi sono perso a Zanzibar“, brano che sul disco vede la partecipazione del calabrese. Insomma, la voce di Carnesi viene fuori in tutta la sua potenza, ed è veramente sorprendente. Quando poi arriva il momento della cover di “Disperato Erotico Stomp” di Lucio Dalla le corde vocali di Nicolò si fanno davvero potenti e tira fuori una prestazione inaspettata che mi lascia davvero entusiasta. Ora, apro e chiudo una piccola parentesi su Lucio Dalla che non vuole minimamente essere attinente alla recensione di questo concerto. Ho la sottile impressione che la morte di Dalla lo abbia trasformato in un cantautore indie. Fino al giorno prima che morisse, a me è sempre sembrato che la mia generazione, quella dei nati a metà degli anni ottanta, lo considerassero il tipo che era finito da un pezzo, e che avevamo visto a Sanremo con il parrucchino e PierDavide Carone. Poi è morto, ed è diventato un’icona. So che il mio cinismo con questa uscita raggiunge picchi molto alti anche per i miei standard, ma a me questa sensazione non me la toglie nessuno. Chiusa parentesi.

 

Arriva “Il Colpo“, brano che ha fatto girare il nome di Nicolò Carnesi in giro per l’Italia, e il cantautore sembra aver concluso il suoconcerto. Ci sta, ha suonato tutto il disco, un concerto neanche troppo breve. Io sarei a posto così, sono sincero. A grande richiesta, e con stupore mio e credo proprio anche suo, la gente lo richiama sul palco per un bis. Ok, il disco l’ha fatto tutto, cosa succede adesso? C’è una cover di “Ask” degli Smiths, e due inediti, l’ultimo con una coda noise (ebbene sì) piuttosto lunga, per un quarto d’ora in più di concerto. Forse, alla fine, un pochettino troppo lungo. Per me, intendiamoci.

 

Questo però non toglie che è stata una bella serata, e Nicolò Carnesi, grazie anche ad una band di supporto formidabile, ha saputo interpretare la serata e svegliare il pubblico pisano. Impresa non semplicissima, ve lo assicuro.

 

www.facebook.com/nicolòcarnesi

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