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[Live Report] Red Bull Culture Clash (Milano, 24/05/2014)

red-bull-music-academy-culture-clash-2014A volte la vita ti travolge e tutto quello che puoi fare è restare fermo, proteggerti e farti colpire. Altre volte invece scegli di farti travolgere appositamente sperando che il colpo successivo sia più potente di quello precedente senza neanche provare a pararti. Un po’ come quando decidi di comprare il biglietto per il Red Bull Culture Clash a Milano.

Quattro palchi. Quattro generi. Un vincitore. Questo recita il pay off dell’evento. Io neanche sapevo che cosa fosse un Culture Clash e la Red Bull mi fa schifo, colpa della prima sbronza della mia vita e successivo sms rivelatore inviato inconsciamente alla ragazza dei miei sogni.

Macro Beats, Roccia Music, Elastica e Lucky Beard, rispettivamente dancehall, hip-hop e – potrete anche storcere il naso ma era quello il genere che rappresentavano – dubstep ed elettronica. Dieci minuti a testa. Applausometro per cinque secondi. Chi fa più casino vince il round, un po’ come i politici in Italia, solo che a scegliere qui è il pubblico.

cultureclashSi comincia, per di più in orario, e inizi a sentirti importante, ti senti in dovere di commentare, di schierarti, di ascoltare, di giudicare. Ma i commenti sono grida d’amore, ci si schiera saltando più in alto possibile, si ascolta ballando e si giudica ad alta voce. Una piccola oasi, un posto lontano da quella vita confusionaria e frettolosa a cui Milano ti abitua. La sensazione è un po’ quella di un’invasione di campo durante una finale di Champions League, proprio come quella che si sta giocando durante l’evento a Lisbona, di cui a nessuno fregava un cazzo. Solo che qui i calciatori sono sugli spalti e a giocare è il pubblico, che può anche mandarti a cagare senza incappare in denunce e multe.

Potrei anche raccontarvi di come Ensi, sul palco degli Elastica, ci abbia invitato a invitarlo a “ucciderli tutti”, di come Ghemon sia rimasto allibito dall’incapacità dei suoi avversari, di come Salmo si sia travestito da En?gma sul palco di Roccia Music, o di come Noyz Narcos sia salito sul palco sulle spalle di un Tyron Lannister versione Elvis Presley. Potrei, anche se non vorrei, raccontarvi come Kiave abbia estinto tutti i “biondosauri” con una rima sola, di come Hyst abbia consigliato più mare e meno Marra, di come Guè Pequeno sia rimasto deluso dalla presenza di così tanti maschi etero in un concerto solo, di come Nitro abbia emulato il Mike Buongiorno dei migliori tempi, o della delusione di Dub FX nel rendersi conto che nei suoi tre minuti l’impianto non funzionava.

Ma queste cose le troverete su altri articoli che saranno anche capaci di dirvi tutti gli altri ospiti e che magari conterranno anche i video di chi ha preferito raccontare l’evento ai propri genitori piuttosto che goderselo. Il contest è stato vinto da Macro Marco, nota bene non Macro Beats, ma posso affermare di essere tornato a casa un po’ vincitore anch’io, un po’ come quando, dopo aver inviato quel sms, sono uscito con lei e mi ci sono messo insieme.

Italo o/y Armone

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