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L’ORT torna al Verdi con un repertorio dedicato al Novecento

Giovedì 15 maggio alle 21 presso il Teatro Verdi di Pisa si esibirà l‘Orchestra della Toscana diretta da Daniel Kawka, maestro dal repertorio vastissimo, che spazia dalle opere liriche a quelle sinfoniche, passando per quelle con coro. Ad oggi Kawka è uno dei direttori d’orchestra più richiesti sia per il grande repertorio, da Beethoven a Strauss, al quale dedica gran parte della sua attività artistica, che per la musica del XX secolo e quella contemporanea.

Nel ruolo di solista salirà sul palco del teatro pisano anche la violinista Isabelle Faust, interprete prediletta da Claudio Abbado. “Il suo suono possiede passione, slancio e elettricità, ma anche un disarmante calore e dolcezza che svelano improvvisamente gli aspetti più intimi del lirismo”. Così il New York Times ha commentato le interpretazioni di Isabelle Faust, che affascina i suoi ascoltatori con un’interpretazione basata su una conoscenza approfondita del contesto storico delle opere che interpreta. Dopo aver vinto il prestigioso concorso Leopold Mozart e Paganini in tenera età, è stata presto invitata a suonare con le orchestre più importanti del mondo, tra cui i Berliner Philharmoniker, l’Orchestra of the Age of Enlightenment, la Boston Symphony Orchestra, e la NHK Symphony Orchestra di Tokyo. Suona un repertorio che spazia dalle opere di Bach a compositori contemporanei quali Ligeti, Lachenmann, e Widmann. Esplorando sempre nuovi orizzonti musicali, è ugualmente coinvolta come musicista da camera o come solista con importanti orchestre o ensemble d’epoca. Nel 2012 è stata insignita del premio “Abbiati” della critica italiana.

Il menù della serata è quasi tutto novecentesco. Il pezzo più antico è la Suite dal Re Cristiano II (1898) in cui il finlandese Sibelius rilega assieme le musiche scritte per accompagnare la messinscena dell’omonimo dramma d’ambientazione cinquecentesca dell’amico Adolf Paul. La piccola Romanza per fagotto di Elgar, fondatore della moderna scuola compositiva britannica, data invece al 1911: la suona Umberto Codecà, primo fagotto dell’Ort. Del 1937-38 è il Concerto n.2 per violino di Bartók, da cui emergono richiami evidenti alla sua patria, l’Ungheria: solista Isabelle Faust. Il pezzo più recente (1969) è la Sinfonia Delle cornamuse del vegliardo Malipiero, uno di coloro che a inizio secolo avevano lottato perché la musica italiana si rinnovasse, ispirandosi all’avanguardia europea.

Redazione musicale

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