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Lucy Dacus, Rustin Man, SEED ensemble | Demography #348

Nuova playlist Demography: un po’ dolce e romantica con Lucy Dacus, Glen Hansard e Rustin Man, un po’ scatenata e rumorosa con l’alt-rock dei Crocodiles, il post punk dei Flat Worms, i fuzz a firma Ty Segall.

Iniziamo la settimana con un po’ di romanticismo grazie alla cover di “La Vie En Rose” firmata da Lucy Dacus. Dopo gli acclamati album del 2018 – l’eccellente sophomore LP da solista “Historian e il primo Ep con il progetto Boygenius, il supergruppo formato insieme a Phoebe Bridgers e Julien Bakerla giovanissima cantante e compositrice di Richmond è pronta a deliziarci ancora con la sua voce delicata e intensa. Dunque anno nuovo, nuova grinta: Lucy Dacus riparte con un progetto chiamato “2019”, una raccolta che comprende sia brani originali che cover, e che verrà pubblicata a fine anno sempre via Matador Records. Tutte le tracce sono dedicate a importanti ricorrenze e occasioni particolari, come il giorno di San Valentino, l’inizio della stagione del Toro, la festa della mamma, il Giorno dell’Indipendenza, il compleanno di Bruce Springsteen, Halloween, Natale e Capodanno. Il primo singolo estratto, nonché il brano che apre la nostra playlist, è la sua interpretazione bilingue di “La Vie En Rose” di Édith Piaf, singolo che Lucy Dacus ha rilasciato proprio in occasione del giorno di San Valentino. “From the first time I heard it, I thought ‘La Vie En Rose’ was a perfect song. Hearing it, I knew that, one day, I would fall in love,” dice la Dacus, aggiungendo “I want someone to listen to this while running at top speed to the doorstep of the person they adore, ready to profess their deep, undying love.”

lucy dacus

Dopo l’ipnotica voce di Lucy Dacus, ascoltiamo poi il primo splendido assaggio dal nuovo album in arrivo di Glen Hansard: “I’ll Be You, Be Me” è una delle canzoni più ispirate di Hansard, in cui l’artista fa i conti con i rischi della vulnerabilità: “I’ll take your truth, your lies, your secrets/I love your strength, your pride, your weakness/How ‘bout you be you and I’ll be me” canta, parlando del potere struggente del desiderio. Il cantautore irlandese ha annunciato l’uscita del suo quarto disco intitolato “This Wild Willing“, per il prossimo 12 aprile via Anti-Rec, album in cui l’originalità del suono dei lavori più riusciti dei The Frames si unisce alla disciplina trovata durante la sua carriera solista da cantautore e compositore. “This Wild Willing” è stato concepito a Parigi e registrato nei Black Box Studios in Francia insieme al produttore David Odlum e ad una ristretta cerchia di musicisti, tra cui i fratelli iraniani Khoshravesh, collaboratori di lunga data come Joe Doyle (al basso) e ROMY (al piano, alla voce, archi), e i musicisti elettronici di Dublino Deasy e Dunk Murphy (Sunken Foal). “Se prendi un minuscolo frammento musicale, lo segui, te ne prendi cura e ci costruisci qualcosa, può diventare una meraviglia” spiega Glen. Parole molto ispiranti, non solo per il processo creativo.

Passiamo poi a “Talk” di Khalid brano midtempo, intriso di R&B che ha come tema il “beginning honeymoon stages of a relationship”. Il giovane artista candidato ai Grammy nel 2018 (con ‘1-800-273-8255‘ come Canzone dell’anno e Miglior video musicale; come Miglior artista emergente e Miglior album urban contemporary con l’albm ‘American Teen’) ha annunciato un secondo album, in arrivo ad aprile via Right Hand Music Group/RCA Records. Khalid ha condiviso un primo assaggio, intitolato “Talk”, co-scritto e prodotto dai Disclosure, duo di musica elettronica composto dai fratelli Guy & Howard Lawrence, in cui ci parla nella necessità di comunicazione all’interno di una relazione. “Can’t we just talk?/Talk about where we’re goin’/ I’ve never felt like this before/I apologize if I’m movin’ too far” canta Khalid nel ritornello. Dunque, se siete in crisi con il vostro/la vostra partner, ecco un bel brano da inviargli e, chissà, riprendere a comunicare in modo più sincero e profondo.

lucy dacus

Ma l’amore, si sa, non è tutto rose e fiori cara Lucy Dacus, e certe volte è importante liberarsi di relazioni tossiche e dannose. Rustin Man in “‘Vanishing Heart” ci canta dell’importanza e del sollievo che si prova nell’uscire da una relazione senza amore: “At last I’ve found more warmth to feeling /It feels so good to be alive”. Il brano è estratto dal bellissimo “Drift Code” uscito il 1 febbraio via Domino, di Rusin Man, al secolo Paul Webb, negli anni ’80 bassista dei Talk Talk. Come Rustin Man ha esordito nel 2002 con l’album “Out Of Season”, lavoro collaborativo realizzato a quattro mani con Beth Gibbons dei Portishead. “Drift Code”, è un disco sognante e malinconico, registrato in solitaria da Webb a partire da alcuni demo che si sono poi arricchiti del contributo alla batteria di Lee Harris (con lui nei Talk Talk). Il resto si è sviluppato assecondando un lungo processo di multi-tracking, in cui ogni strumento è stato suonando da Webb e inciso separatamente con 6 differenti microfoni opportunamente posizionati nella stanza, e questo processo per ogni singola traccia.

Arriviamo poi al regalo di San Valentino della 22enne irlandesina Bridie Monds-Watson aka SOAK (ve ne avevamo parlato qui ): una nuova canzone chiamata “Valentine Shmalentine” descritta dai lei stessa come the result of giving into Hallmark and being a dramatic bitch”, .in cui un po’ gioca a fare l’ Anti-sanvalentino lamentandosi del “molded plastic”, “red hearts” e “Purchasing flowers” ma allo stesso tempo fa una dichiarazione d’amore sincera, onesta e disamante: “Help! I’m scared/I need you/I just do”.

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“Sends me back into your arms/nuclar love is passion can’t be contained” cantano invece i Crocodiles sui riff incalzanti e psichedelici della loro “Nucelar Love”. Il brano è estratto dal nuovo album della band band noise-indie pop americana formata da Brandon Welchez & Charles Rowell, “Love is Here”, il settimo in dieci anni di carriera, uscito l’8 febbraio via Deaf Rock Records, ed è un disco che parla di cuori spezzati e di ansia a livello globale. Il duo di San Diego sarà in Italia a fine febbraio per quattro date: il 19 all’Astoria di Torino, mercoledì 20 al Circolo Ohibò di Milano, giovedì 21 al Covo Club di Bologna e venerdì 22 al Le Mura di Roma. A proposito di riff psichedelici & amore, passiamo a quelli più garage-rock del (mio adorato) Ty Segall e la sua “Love Fuzz”, primo singolo tratto da live-album “Deforming Lobes”, che uscirà il 29 marzo su Drag City, registrazione di un concerto al Teragram Ballroom di Los Angeles con la sua Freedom Band; poi mixato all’Electrical Audio da Steve Albini. E Ty Segall ci conduce al prossimo brano in playlist “Shouting At The Wall” del trio post-punk Flat Worms (che non c’entra niente con San Valentino & co., ma ogni scusa è buona per ascoltare un po’ di chitarrine & fuzz sfrerraglianti; poi se la vostra dolce metà vi ha fatto perdere un po’ la pazienza, bhè, allora alzate il volume e “Shouting At The Wall” a nastro sarà catartico). Il brano “Shouting At The Wall” è estratto dal nuovo EP “Into The Iris”, prodotto proprio da Ty Segall, uscito l’8 febbraio via Drag City, GOD? Records.

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Cambiamo totalmente genere in questa seconda parte di playlist con i Maximum Joy, uno dei progetti più potenti dell’era post-punk, che torna sulle scene con una nuova nuova line-up e nuovo materiale. I due membri Janine Rainforth e Charlie Llewellin dopo un live nel 2015, si sono riuniti e hanno percorso una serie di nuove idee fondendo la loro vasta gamma di influenze, e avvalendosi delle collaborazioni del bassista Marek Bero, dei chitarristi James Byron e Jono Trott e del battersita Miroslav Haldina. “Archetype” è il primo assaggio dell’album “p.e.a.c.e” a nome MXMJoy, che uscirà il 22 febbraio via London Field Recordings, e segna il passaggio verso un nuovo suono per la band, intriso di trip-hop, elettronica stile club culture e avant-pop.

Ritornano anche Kevin Martin (anche noto come The Bug) e il cantante/poeta Roger Robinson per un nuovo album dello storico progetto King Midas Sound, dopo l’ultimo album collaborativo del 2015 realizzato insieme a Fennesz “Edition 1”. Il nuovo LP “Solitude” vedrà la luce il 14 febbraio, ed è stato presentato dalla label Cosmo Rhythmatic come “una meditazione sulla perdita….. come riuscire a sentire il suono della tenerezza dell’amore che scompare e viene sostituito da una logica distorta“. La voce di Robinson sarà accompagnata da produzioni ambient e senza la cassa di Kevin. Il primo estratto che possiamo ascoltare è “You Disappear”.

lucy dacus

Concludiamo con una vera chicca: i SEED ensemble. Formatisi all’inizio del 2016 SEED ensemble è un gruppo di dieci elementi diretto dalla compositrice e sassofonista Cassie Kinoshi, e “Driftglass” è l’atteso album di debutto pubblicato sull’etichetta Jazz re:freshed. SEED ensemble comprende Theon Cross (tuba), Miguel Gorodi (tromba) Sheila Maurice-Grey (trombat)Cassie Kinoshi (sassofono contralto) Chelsea Carmichael (sassofono tenore) Joe Bristow (trombone), Joe Armon-Jones (piano),Shirley Tetteh (chitarra),Rio Kai (basso), Patrick Boyle (percussioni). Il loro sound combina elementi di jazz, influenze dall l’Africa occidentale e il groove dei Caraibi, esplorando una miscela di generi attraverso composizioni e arrangiamenti originali. Descrivendo la missione del gruppo, Kinoshi spiega “SEED Ensemble is my way of celebrating the vibrant and distinctive diversity that has significantly influenced what British culture has become over the centuries.”

I also hope that aspects of the music succeed in planting a ‘seed’ of awareness within the current climate of our society. It’s important to me that I shine a light on political subject matter which is often disregarded by the masses and highlight what it means to exist as a young Black British citizen today.”

Lucy Dacus – La Vie En Rose

Glen Hansard – I’ll Be You, Be Me

Rustin Man – Vanishing Heart

Khalid, Discolosure – Talk

SOAK – Valentine Shmalentine

Crocoodiles – Nuclear Love

Ty Segall – Love Fuzz

Flat Worm – Shouting at the Wall

MXMJoy – Archetype

King Midas Sound – You Disappear

SEED ensemble – Afronaut (ft. XANA)

Alabaster Deplume, Rozi Plain Remix – Be Nice To People

Marta Cardilli per RadiEco

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