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[LIVE REPORT] M.A.T. + Antonello Salis al Teatro S.Andrea | live report

Vi assicuro che venerdì mattina non avrei mai pensato di concludere la giornata con un concerto come quello programmato al Teatro Sant’Andrea. La parola che descrive totalmente quello che è successo è “divertimento”. Si sono divertiti i musicisti, mi sono divertito io, si è divertito il pubblico. Non mi riferisco ad una serata di cabaret ma al concerto dei MAT Trio accompagnati Antonello Salis, un sogno del jazz, come l’ha definito lo stesso Marcello Allulli, compositore e sassofonista del Trio. Insieme a loro, a completare la formazione MAT, c’erano Francesco Diodati alla chitarra e Ermanno Baron alla batteria.
Arrivato appena prima dell’inizio del concerto, mi sono seduto accanto a Flavio, ma subito mi son dovuto alzare: troppo forte la curiosità. Sono entrati subito in scena Marcello, Ermanno e Francesco per un brano che subito ha fatto intendere al pubblico che non si stava scherzando, ma forse si sarebbe potuto ridere lo stesso. Con un colpo “gobbo” è entrato Antonello Salis all’inizio del secondo brano, dando, prima di sedersi, un colpo alle corde del pianoforte. Da quel punto in poi tutte mie attenzioni tecniche sono crollate di fronte alla padronanza ed al divertimento che i quattro musicisti del palco avevano nel suonare i loro strumenti.
Marcello e compagni stanno girando la penisola per promuovere il loro album HERMANOS, disco che Jazzit ha indicato tra i migliori 100 album jazz usciti nel 2011. Le composizioni privilegiano molto l’improvvisazione consentendo un dialogo tra i musicisti e con altre “entità” quali le discese ed ascese dissonanti di Antonello Salis, compagno scelto per accompagnare questa ensamble di musicisti veramente unici.

Durante il concerto quindi si parla moltissimo: parlano Ernanno con Salis, che “bacchetta” il pianoforte con coperti di tegami e bacchette; parlano Francesco ed i suoi suoni extralunari con gli altri componenti del gruppo in modo sempre più corale; parlano molto Marcello ed Antonello; parlano tutti quanti. Alla fine parla anche il pubblico con Marcello, che lo porta con il suo sax a cantare un coro tutti insieme sulle note di Besame Mucho. Sembra una seduta tantrica. Il canto libera la mente, la musica la guida, e la distanza tra palco e platea non esiste quasi più. Tutto questo avviene al secondo bis, ed il pubblico sembra sofferente all’idea di finire la serata, vorrebbe stare ancora con questi maestri che si divertono e portano il loro divertimento tra la gente che li vede.
A concerto finito molti vanno a salutare i musicisti, alcuni ragazzi si fermano a parlare con Marcello, noi ci dirigiamo subito da Antonello nella speranza di un’intervista, che ci concede con molta gioia. La sdcard finisce (maledetti video in HD) e non c’è più modo di intervistare Marcello, Francesco ed Ermanno. Mi sarebbe molto piaciuto, sarà per un’altra volta. Sicuramente. Non mi lascerò più scappare un concerto con anche uno solo di loro.

Andrea Spinelli

 

foto di Andrea Spinelli

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