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The Man in the High Castle: che cosa sarebbe potuto accadere

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Quante volte ci siamo chiesti: «E se la storia fosse andata in maniera differente?». Personalmente mi è capitato molte volte, vista la mia passione storica, in particolare per la fase che va dalla Prima Guerra Mondiale alla Seconda Guerra Mondiale (passione puramente accademica, state tranquilli). Conoscendo le “leggerissime” manie di superiorità naziste non è difficile farsi un’idea di cosa sarebbe potuto accadere se le forze dell’Asse avessero vinto la guerra a discapito di quelle Alleate. Riflessione che ha portato lo scrittore Philip K. Dirk all’interno di una visione che ha generato il suo romanzo forse più famoso, La svastica sul sole, in cui si narra si narra appunto la storia di un mondo dominato dalle potenze naziste e giapponesi vincitrici della guerra con gli Stati delle Montagne Rocciose a fare da confine tra i due imperi in qualità di zona neutrale. Un mondo nel quale Stati Uniti e Russia non esistono più.

Oserei definire inevitabile l’interesse a rendere questo testo qualcosa di più: un film o magari una serie tv. Ed è proprio una serie tv quella che è stata concepita da Frank Spotnitz con Ridley Scott come co-produttore. Il progetto, acquistato nel 2014 dalgli Amazon Studios, è decollato con la produzione di una puntata pilota che ha fatto registrare un grande successo. Da questo il passo automatico è stato il definitivo via libera per la realizzazione della prima stagione composta da dieci episodi. Non so quante stagioni verranno fatte, ma ho la sensazione che prima o poi la serie si staccherà dal libro mantenendone comunque l’ispirazione.

The Man in the High Castle, dal titolo originale del libro, è partita ufficialmente lo scorso 20 novembre, dando il via ad una storia che prende vita in un ipotetico 1962 con i personaggi di Julianne Crain, una ragazza di San Francisco, Joe Black, una spia nazista, e Nobusuke Tagomi, Ministro del Commercio nel Giappone imperiale a San Francisco, nel ruolo di protagonisti assieme all’elemento cardine che muove sotto traccia i fili della storia: una pellicola intitolata La cavalletta non si alzerà più, che, oltre ad unire i destini dei tre personaggi, potrebbe cambiare le sorti del mondo attraverso le sue immagini di un mondo pregno di terrore, discriminazione, torture ed uccisioni.

La caratteristica di mettere un oggetto come elemento principale della narrazione è presente in molte altre serie tv. Per esempio, mi viene in mente Utopia, la serie britannica che, dopo aver avuto ottimi risultati con la prima stagione, è stata cancellata alla fine della seconda. Ma potrei stare ad elencarne anche altre, come il precedente Delitti di Stato, film per la televisione tratto da un altro romanzo che ipotizzava una storia diversa dopo la guerra, Fatherland

The Man in the High Castle è appena iniziata e ha tutte le credenziali per conquistare (non a caso Rotten Tomatoes le conferisce il 96% di gradimento). Una storia ucronica diversa dalle altre e che riesce a dare una plausibile risposta ad una delle domande che prima o poi chiunque è arrivato a porsi.

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Giacomo Corsetti

@giacomocorsetti 

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