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Maraini al Pisa Book Festival

dacia maraini (2)

“Dacia Maraini presenta La mia vita, le mie battaglie”

Domenica 8 novembre, presso la Sala Pacinotti del Palazzo dei Congressi di Pisa, in occasione della tredicesima edizione del Pisa Book Festival, Dacia Maraini ha presentato in anteprima nazionale il suo ultimo libro-intervista, La mia vita, le mie battaglie , scritto con Joseph Farrell per la casa editrice Della Porta Editori. Ha condotto l’incontro con il pubblico Eliana di Caro de il Sole 24 Ore.

La Maraini, autrice di romanzi, poesie, saggi, nonchè drammaturga e sceneggiatrice e appartenente alla generazione degli anni trenta, è sicuramente la scrittrice italiana vivente più conosciuta a livello internazionale ed è stata premiata varie volte per i suoi scritti.

La presentazione de La mia vita, le mie battaglie  ha visto la partecipazione di un pubblico attento e vasto. Sul palco si sono passati la parola, dopo la presentazione di Eliana di Caro, l’autore Farrell e  Dacia Maraini, alla quale sono state rivolte numerose domande, da parte della conduttrice dell’ incontro prima,  e da parte del pubblico dopo.

Non ci siamo fatti sfuggire l’occasione per avvicinarla e soddisfare alcune curiosità. Ecco cosa ci ha raccontato:

Signora Dacia Maraini, la particolarità del libro che ha presentato oggi  in anteprima nazionale, La mia vita, le mie battaglie, è stata la sua creazione partendo dagli scambi di mail tra lei e l’autore; le chiediamo quindi, un suo pensiero sul ruolo della tecnologia al giorno d’oggi, per esempio facendo riferimento anche agli e-book verso i quali spesso si riscuotono pareri contrastanti. In particolare la tecnologia per lei è limite o superamento? Può rappresentare un fattore di impigrimento del lettore, o può essere invece uno stimolo per nuove ricerche?

La tecnologia deve essere considerata come un mero strumento. In tal senso non ho niente in contrario ma certamente, è necessaria attenzione all’uso che se ne fa. Per quanto riguarda la tv per esempio mi piacciono molto i programmi di approfondimento, quelli che fanno un’indagine sulla realtà. Per quanto riguarda il resto… tanta robaccia! Personalmente cerco di tenere spenta la tv il più possibile. L’uomo non puo’ farsi schiavizzare dalla macchina, ha la capacità per dominarla. Circa l’ e book, devo dire che ne faccio grande uso, soprattutto nei momenti in cui sono in viaggio, davvero molto pratico. A casa però, lascio stare questo strumento e prediligo il libro, fatto di materia organica, lo sento più vicino. Ho più di 10.000 libri a casa: una piccola biblioteca. La tecnologia in ogni caso la ritengo uno stimolo alla ricerca. Tutto sta nel non diventare dipendenti.

Durante la conferenza. ha descritto la tecnica che usa per la costruzione dei suoi romanzi. I personaggi, lei sostiene, verrebbero a bussare alla sua porta alla ricerca di ristoro e riparo e per raccontarsi. La cura che lei applica nel momento in cui ne parla, ci fa pensare all’affetto che una madre nutre nei confronti dei propri figli. In questa innumerevole prole, c’è un figlio prediletto? Magari qualcuno più disubbidiente rispetto agli altri, che sfuggendo al suo controllo si è mosso verso una ricerca di un’autonomia da lei Dacia Maraini madre-scrittrice?

La metafora che lei ha usato è assai giusta. Sono tutti un pò figli miei. Una madre, non dico che ha più affetto, ma sicuramente ha più attenzione e senso di protezione verso il più piccolo. E’ cosi pure per me. L’ultimo personaggio, l’ultimo protagonista del mio romanzo e’ sempre quello a cui tengo di più. Scrivere una storia, costruita attorno a un personaggio, è un’esperienza totalizzante. Ti assorbe. Tra i precedenti devo dire che Maria Ucria mi ha sorpreso. Lei si è rifiutata di morire, voleva viaggiare. Come ha detto lei, i personaggi spesso si impongono, ti disubbidiscono e io con il passare degli anni ho imparato che è meglio assecondarli.

Lei si è dichiarata laica ma ha rivelato un’interesse verso la scrittura monastica. Non possiamo di certo dimenticare  il suo romanzo Chiara d’Assisi: elogio della disobbedienza, la storia di un incontro, tra una grande scrittrice che ha fatto della parola il proprio strumento per raccontare la realtà e una donna intelligente e volitiva a cui la parola è stata negata. Anche nel libro che oggi presenta ci parla della tematica religiosa  e mostra un senso di ammirazione, sentito e profondo, verso il Santo Padre. Potrebbe parlarci meglio di questo argomento?

Credo fermamente che il Santo Padre faccia molto per il processo di ammodernamento della nostra società. Trovo molto importante il suo continuo riferimento al Vangelo, soprattutto al concetto di poverta’ e a quello della trasparenza. Penso veramente che il suo operato al momento sia esemplare. Spero tanto che non trovi nessun ostacolo sulla strada del suo Pontificato, spero che nessuno lo fermi. Credo comunque che cio’ sia improbabile. E’ molto popolare e ben voluto non credo che il pericolo perciò possa concretizzarsi.

Una battaglia a lei molto cara è quella contro la violenza verso le donne. Ne ha parlato anche nei suoi scritti e lei stessa è  emblema di un’emancipazione che propone un nuovo modello di donna, coraggiosa ed energica, con l’entusiasmo di chi vuole cambiare il mondo e il corso della propria esistenza. Che cosa pensa dei recenti fatti di cronaca, ad esempio di quello di Chiara Insidioso? Ha inoltre un messaggio da dare alle giovani donne vittime di violenza?

Certamente. Il mio messaggio è questo:  ” Non fate le eroine, non fate le infermiere, non pensate che lo guarirete voi! L’amore in questi casi a poco serve. La violenza non fa che crescere, non diminuisce mai. La prima volta che qualcuno vi alza le mani addosso dovete dire basta. Se si accetta di essere picchiate una volta lo si accetta in eterno”. Alla base di cio’ a mio parere, sta un rigurgito di arcaismo basato sul concetto di possesso. L’arcaismo emerge in un contesto di debolezza, intima e sociale. Per quanto riguarda i casi di cronaca purtroppo ritengo si tratti di disgrazie e di delitti annunciati. Anche appunto questo caso della povera Chiara Insidioso: lo ritengo terribile. L’intervento dello Stato è assolutamente necessario. Sarebbe opportuno togliere tanti benefici e privilegi a chi non ha bisogno e concentrarsi sulla sicurezza e protezione di queste donne minacciate e perseguitate.

Ringraziamo Dacia Maraini per averci concesso questa intervista.

Isabel Viele, con la collaborazione di Elena Alei per Radioeco

 

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