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MIA, Calibro 35, Naked Lights – Demography #82

MIA e il nuovo video “Borders”: grande provocazione o mossa furba? E poi i Calibro 35 che registrano ai Toe Rag di Londra, e il debutto dei Naked Lights. Tutto questo è Demography capitolo 82.

Il video di Borders ha fatto molto discutere. Si è parlato di strumentalizzazione e ipocrisia, neanche fosse uno degli innumerevoli scazzi da talk-show tipici della tv italica, e non è la prima volta che MIA suscita reazioni forti: nel 2010 il video di Born Free, diretto con Romain Gavras, fu bandito da YouTube.

In Borders si vedono corpi di migranti intenti a scavalcare recinzioni, solcare i mari con piccole imbarcazioni, coprirsi con coperte termiche fermi sugli scogli, sempre in posizioni coreografiche e mai casuali, come quando tutti uniti formano una nave su cui spicca una MIA seria, concentrata, senza eccessivo make-up. E al netto delle polemiche sterili e pretestuose è questo l’aspetto più interessante dell’intera quaestio: la sobrietà e l’asciuttezza dell’artista di origine Tamil per veicolare un messaggio più diretto e incisivo. Sia dal punto di vista musicale che da quello visivo. Si concede solo la maglia modificata del Paris Saint-Germain, che comunque si ricollega a uno degli abbigliamenti più comuni tra i migranti.
Dopo aver vissuto in prima persona l’esperienza dell’essere profuga, con la fuga prima in India e poi in una council house a Londra, forse Mathangi Arulpragasam (questo il vero nome di MIA), che non si è mai risparmiata nulla, ha una maggiore sensibilità per potersi esporre sull’argomento, molto più che degli indignati di professione.

I Calibro 35 vanno nello spazio: il 6 novembre è uscito S.P.A.C.E., quinto album del gruppo milanese. Il disco, prodotto da Record Kicks, è stato registrato ai Toe Rag Studios, luogo quasi mitologico oltre che di altissimo livello per quanto riguarda la registrazione analogica. Infatti la lavorazione di S.P.A.C.E. è avvenuta in stile sixties: tutti insieme in una stanza a suonare in contemporanea, senza cuffie e con il suono che esce libero, senza interventi di bisturi. Bandits on Mars durante la lavorazione era appellato “minaccia”, infatti i protagonisti devono sopravvivere allo sbarco su un ostile Pianeta Rosso. Classici riff à la CLBR35 contaminati da synth: ce la faranno i nostri eroi a salvarsi?

Già proiettati verso il 2016, un’uscita molto interessante è l’album di debutto dei Naked Lights. Originari di Oakland, il loro sound è avvolto da ombre post-punk, fino ad arrivare addirittura a vette anarcho-punk. Ricordano lo stile dei primi Yeah Yeah Yeahs, quelli dell’ottimo esordio Fever To Tell.
On Nature, questo il titolo dell’album, è stato registrato negli studi di SANTO, ed è previsto per il 29 gennaio, prodotto da Castle Face.

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