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Motta live @DepositoPontecorvo [report + foto]

Ieri sera Francesco Motta è tornato al Deposito Pontecorvo per chiudere in casa l’anno che l’ha portato in giro per tutta Italia. Lo staff di Radioeco era naturalmente presente e ora vi raccontiamo com’è andata.

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Un anno fa eravamo al primissimo concerto del tour La fine dei vent’anni, iniziato proprio al Deposito Pontecorvo, e dentro il locale le persone erano davvero tante. Niente a che vedere con la data di ieri: ci sono state persone che hanno dovuto fare un’ora di fila per entrare e ascoltare Motta. Dentro, a momenti non si respirava. Questo la dice lunga sul successo che il primo disco da solista di Francesco Motta ha avuto durante questo lunghissimo anno.

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Motta si fa attendere. Dentro il Deposito la folla scalpita e inizia a urlare ogni qualvolta qualcuno compare sul palco, sperando che sia la band o il cantante per cui hanno fatto tutta quella fila. Sono le 23:30 passate da un po’ e finalmente il concerto inizia. Sul palco sono carichissimi, Motta incita tutti a saltare, muoversi, stringe le mani di quelli in prima fila. Insomma sembra che il live sia iniziato proprio bene! E così sarà fino alla fine.

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Motta è a casa e si vede: il rapporto con il pubblico è quello di chi si sente in famiglia, e la sua famiglia effettivamente è sia in mezzo al pubblico, sia sul palco. I musicisti che hanno accompagnato Motta in giro per un anno sono diventati la sua casa, e il cantante ci tiene a ribadirlo più e più volte, presentandoli sempre con affetto e orgoglio al pubblico. Tra questi momenti c’è anche un piccolo revival: sale sul palco Simone Bettin e i Criminal Jokers rivivono sul palco del Deposito.

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Il concerto continua e infiamma la numerosissima folla, che sa a memoria le canzoni di Motta e le canta a squarciagola. Dopo una brevissima pausa, accompagnata da talmente tanti “SONA!”, la band ritorna per il gran finale. Il live di Motta finisce con una tiratissima Prenditi tutto quello che vuoi.

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Un anno dopo l’uscita de La fine dei vent’anni, Motta è diventato un nome importante all’interno del panorama della musica indipendente italiana. Premio Tenco, più di cento concerti e molti sold out, avremmo voluto fargli qualche domanda su tutto quello che è successo in questo arco di tempo, ma non è stato possibile. Quando raggiungiamo Motta subito dopo il concerto, ci dice che a un’altra domanda su “Come ci si sente alla fine dei vent’anni” gli sarebbe preso un attacco di panico, d’altronde sia sul palco che in diverse interviste rilasciate da poco, Motta ha dichiarato che dopo un anno di tour avrebbe bisogno di un analista. Ci dice che gli piacerebbe concludere il tour così, senza più domande. “È bello finire così” ci dice, quasi autocitandosi. E noi lo accontentiamo, lasciandolo a godersi quell’aria ancora carica di elettricità.

Grazia Pacileo

Foto di Elena Alei

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