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MYNTH – Stella Maris – Fabrizio Cammarata| Demography #240

Il lunedì parte subito con la musica di Demography! Dal progetto MYNTH, al debutto degli Stella Maris fino ad arrivare al nuovo album di Fabrizio Cammarata.

Dietro il nome MYNTH si nascondono due gemelli viennesi, Giovanna e Mario Fartacek. MYNTH è un progetto di musica elettronica che ha come base l’estrema connessione tra i due fratelli. La loro è una miscela di beat trip-hop, che converge verso un aspetto più dance. Il primo album, Plaat uscito nel 2016, è stato il dark side dei MYNTH: atmosfere cupe, irreali, un uso della voce più flessibile e onirico, proprio di un trip hop rivisitato. Nel nuovo album, Parallels, uscito lo scorso 24 novembre, il progetto MYNTH ha un cambio di direzione importante. Più piedi, meno testa: i nuovi MYNTH si lasciano alla spalle una musica ponderata, ragionata per divertirsi. Per accorgersene, basta fare un semplice confronto tra gli artwork dei dischi, o tra i videoclip ora pieni di colori. Resta la voce sognante di Giovanna, ma ci sono molte influenze che si palesano nei ritmi più incalzanti rispetto ai primi lavori. Molto meno malinconico, Paralles, il nuovo album dei MYNTH è una piccola ventata d’aria fresca, più rispetto al loro passato discografico che al panorama internazionale, ma merita comunque un ascolto.

Torniamo in Italia per parlare del supergruppo Stella Maris, anticipato qualche mese fa dalle dichiarazioni un po’ vaghe di Umberto Maria Giardini. Oltre all’ex Moltheni, fondatore della band insieme a Ugo Cappadonia, il gruppo è formato anche da Gianluca Bartolo (Pan del Diavolo), Emanuele Alosi (La banda del pozzo) e Paolo Narduzzo (Universal Sex Arena). Stella Maris riporta in scena la new wave d’impronta smithsiana, palpabile in brani come L’umanità ridotta. New wave si, ma a farla da padrone sono le chitarre, che arricchiscono molto il sound, andando oltre alle distorsioni tipiche degli anni ’80. Persino la voce di Umberto Maria Giardini è molto più fresca rispetto alla sua discografia solista, anche se non perde la sua classe e musicalità. Stella Maris è l’album omonimo del supergruppo, uscito il 24 novembre per La Tempesta Dischi, vi lasciamo con il video de L’umanità ridotta, diretto da Erika Errante.

Concludiamo questo numero di Demography con un’ultima uscita. Il 22 novembre è uscito per 800A RecordsOf Shadows, il nuovo album di Fabrizio Cammarata.  L’album è stato prodotto dallo spagnolo Dani Castelar (produttore di Paolo Nutini e engineer in passato di Editors, REM, Michael Jackson) e registrato a Palermo negli studi di Indigo al Palazzo Lanza Tomasi di Lampedusa, un luogo che col tempo si è trasformato nel cuore pulsante della scena musicale dell’intera isola siciliana.
Undici tracce in inglese che delineano i chiaroscuri dell’anima, sonorità folk senza geografie univoche ma con lo sguardo contemporaneo e gli arrangiamenti elettronici. La voce di Fabrizio è anch’essa strumento all’interno dell’album e guida i vari brani attraverso sensazioni malinconiche, dolci, ma anche energiche e rabbiose. Canzoni scritte durante gli innumerevoli viaggi che lo hanno portato dalla sua nativa Palermo in giro per il mondo e che intrecciano ricordi del passato e sentimenti vivi del presente. Forse l’album più intimo e malinconico di Cammarata che mette in luce il cortocircuito fra le grandi soddisfazioni professionali e i tormenti sentimentali della sua vita privata: “Non avevo mai fatto un disco di sole canzoni d’amore, e in ognuno di questi undici capitoli c’è un pezzo di me talmente viscerale che quando abbiamo ultimato il disco mi sono sentito come al termine di un rito sciamanico. Libero. Sono stato lo sciamano di me stesso!”. Brani dal nucleo romantico, se per romanticismo si intende quello artistico-letterario, intriso di tormenti e passioni dell’anima.

 

Grazia Pacileo

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