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Esibizione mutilata? Ma da chi? La “prima” di Metarock tra le polemiche dei Negrita.

“Nervosismo agonistico”: è con questa espressione che mi piacerebbe riassumere quella che è stata la prima serata della ricca kermesse di Metarock 2012, già messa a rischio dal maltempo e non risparmiata dai malumori della headliner band aretina.

Occorre premettere che a un’ora dall’inizio ufficiale del concerto erano evidenti i segni di un buon margine di ritardo nella predisposizione del palco e della strumentazione, difatti i tecnici si affannavano non poco e già si vociferava di alcuni problemi di natura tecnica sopravvenuti nel tardo pomeriggio, ma niente che non sia noto ai frequentatori di eventi musicali, che affrontano anche le più lunghe attese trangugiando costose birre medie.

Intorno alle 22:00 ecco Pau, cantante e leader dei Negrita, affacciarsi sul palco per dare al pubblico un assaggio di quello che sarebbe stato lo spettacolo, a detta sua uno show limitato nelle reali potenzialità da un palco troppo piccolo, incapace di ospitare i due camion colmi di apparecchiatura che avevano al seguito, e da un’organizzazione “che non ha dato proprio il massimo”.
Pau domanda a gran voce a tutti gli intervenuti se hanno intenzione di accontentarsi di una performance mediocre, ricevendo ovviamente le grida di approvazione da tutto il parco della Cittadella.

Mezz’ora dopo i Negrita salgono sul palco e per le due ore circa seguenti lo show rimane ingessato, costantemente venato della tensione degli artisti, che non interagiscono col pubblico se non per ammonire la poca verve di quest’ultimo, che riprendono in almeno tre occasioni il tema della disorganizzazione, coltivando uno scorbutico e ansiogeno leit motiv della “giornata di merda che abbiamo passato” capace di produrre disaffezione e delusione tra gli astanti, almeno tra quelli che mi circondavano.

I brani proposti dal gruppo spaziano dai vecchi ai nuovi lavori, raggiungendo anche picchi notevoli di carica e empatia con la folla, danzante nonostante i rimproveri di staticità, come nel caso di “Radio Conga”, “Mama Maè” e “A modo mio”.
Molto bella l’interpretazione di “Ho imparato a sognare”, l’armonica suonata da Pau fa da controcanto “solido” al sassofono sintetico di “Rotolando verso sud” e cominciano a spuntare le fiammelle degli accendini.
Non mancano le attesissime “Magnolia” e “Bambole”, sulle cui note un bambino di non più di 4 anni, in piedi accanto a me, si scatena furiosamente e mi guarda come per dirmi “non c’hai proprio capito niente di come son bravi questi”.
La band saluta la platea pisana augurando “Gioia Infinita” a dispetto di un mondo che ce la fornisce a scadenza e per le ultime danze mi sciolgo un pò anch’io.

Me ne torno a casa con amare considerazioni: i suoni erano stati evidentemente poco curati, infatti erano continuamente “splittati” da destra a sinistra, a creare quel senso di disorientamento di chi non capisce da che parte gli arriva una voce; questo grosso difetto tecnico ha penalizzato non poco gli strumentisti, i soli di chitarra sono usciti confusi, lo scratch e tutta la parte di consolle poco definita.

Ciò che mi domando con una punta di rabbia però prescinde quella che può essere stata la mancanza di professionalità da parte degli addetti, non che la voglia in qualsivoglia modo giustificare, per carità.
Aldilà della reale bassa qualità del suono è proprio necessario preannunciare un concerto al di sotto delle sue effettive potenzialità, a demolire le aspettative degli astanti, che si trovano lì sotto a aspettarti a prezzi non esattamente popolari?
Non sarebbe forse stato indice di maggiore professionalità lanciarsi sul palco dando il massimo e solo a fine concerto, eventualmente, dare voce al senso di incompletezza che i musicisti potevano provare?
E soprattutto, dopo decine di riferimenti più o meno diretti alla suddetta disorganizzazione dello staff, gli spettatori, i fan più accaniti sotto palco da ore in particolar modo, se li devono sudare così tanto un pò di calore e empatia da parte del gruppo che hanno di fronte?

Francesca Gabbriellini, redazione musicale

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