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Non più Nonciclopedia

Sembrerebbe uno scherzo di quelli che si fanno in prossimità del Carnevale o del primo di aprile, una di quelle notizie che lasciano il lettore o l’ascoltatore smarrito, senza una guida e pronto a ricercare la verità su qualche blog piuttosto che su qualche social network sempre aggiornatissimo in fatto di notizie clamorose.

La notizia in questione riguarda la chiusura di “Nonciclopedia”, nota enciclopedia online, parodia della ben più famosa Wikipedia, che si caratterizza per il suo utilizzo di toni sarcastici e per le comiche spesso politicamente scorrette.

La censura, se così possiamo permetterci di chiamarla, è arrivata a seguito della denuncia effettuata  da un offesissimo Vasco Rossi (sì, proprio lui, il Blasco nazionale) per alcune frasi, il cui contenuto per ora non è dato a sapersi, probabilmente lasciate sul sito da un qualsiasi utente di cui si può dire tutto tranne che essere uno sfegatato fan del cantante modenese.

L’oscuramento di Nonciclopedia è arrivato il 3 ottobre e per ora sembra che la cosa sia a tempo indeterminato. Non è la prima volta che la famosa enciclopedia satirica è oggetto di denunce e di attacchi: qualche anno fa era stata citata da un’agenzia che si occupa della tutela dei minori  a causa di contenuti che, a detta della stessa agenzia, avrebbero potuto turbare la sensibilità dei ragazzi.

La notizia, che si è diffusa rapidamente grazie ai numerosi gruppi sorti sulle più famose piattaforme virtuali, ha detestato non poche proteste da parte degli internauti i quali hanno criticato la scelta di querela intrapresa da Vasco Rossi.

Una scelta che arriva inaspettata e suona strana poiché giunta da chi ha che fare, attraverso il proprio lavoro, con pensieri e parole, le stesse parole che  sono state ritenute inopportune e lesive nei confronti della propria persona e per questo fatte immediatamente oscurare. In passato cose di questo genere erano capitate, ma la parte lesa era sempre stata quella di autori e cantanti. Vale la pena ricordare alcune canzoni di Mina (come “L’importante è finire”) o di Battisti censurate e ritenute sgradevoli a causa del loro contenuto che mal si conformava con il sistema valoriale della società del tempo.

Ai giorni nostri, dove la satira sembra non trovare mai un momento di pace sia in televisione che sul web, i ruoli si sono oggettivamente scambiati.

Non ci resta che aspettare e vedere che cosa succederà nei prossimi giorni su quanto è avvenuto, sperando in un ripensamento da parte di un distratto Vasco Rossi, il quale fino a  qualche anno fa inneggiava in tutti gli stadi italiani uno dei suoi versi più  famosi e conosciuti: “Voglio una vita spericolata”.
Molti di noi, infatti, sono memori delle sregolatezze e degli eccessi fatti di droghe, problemi con l’alcool e la giustizia vissuti dal cantante prima della sua redenzione e della scelta, annunciata qualche tempo fa, di allontanarsi provvisoriamente dalle luci e dai bagliori del palcoscenico.

Ma in fin dei conti si può asserire che con il tempo le persone cambiano e anche le rockstar invecchiano, ed ora è proprio il caso di dirlo !

 

Rosanna Harper

Redazione News

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