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Note Noire: la musica zingara all’Ex Wide

I Note Noire sono un gruppo meraviglioso. Bravissimi, intelligenti negli arrangiamenti e nelle improvvisazioni. Sanno tenere qualsiasi tipo di pubblico: dal jazzofilo esigente e serioso al danzereccio molto poco attento. Il fatto è che la musica proposta dal quartetto tosco-cubano porta con sè lo spirito zingaro di chi vuole stare bene e divertirsi.

Ok, ora mi fermo. Facciamo che voi al concerto non ci siate stati, che non sappiate nulla dei Note Noire e che della musica zingara conosciate solo il celebre Goran Bregovic. I Note Noire sono 4 portentosi musicisti che suonano 4 strumenti altrettanto portentosi: Ruben Chaviano al violino, Roberto Beneventi alla fisarmonica, Tommaso Papini alla chitarra e Mirco Capecchi al contrabbasso. La loro vocazione è la musica zingara europea: dagli swing manouche della mussete parigina ai balli greci tradizionali, passando per la musica ebraica.1579901_10152056965651743_1862082553_n

Ammetto di essere un po’ di parte e fortemente interessato alla serata, in quanto conosco Tommaso come accompagnatore di Jacopo Martini, e volevo sentirlo alle prese con altre sonorità e con soli e run. Arrivato di buon ora all’Ex-Wide, trovo tanta gente che aspetta, gente di tutte le “razze”, dagli intenditori sul divanetti alle ragazze acconciate alla zingara che occuperanno poi metà della platea per ballare. Salgono i musicisti sul palco ed attaccano con “Hasapiko”, un rebentiko tradizionale, poi “Piccolo Fiore”, una valse musette di Carlo Venturi, e così via, a spasso per le sonorità di tutta l’Europa attraverso i brani che compongono l’ultimo disco dei Note Noire, dal nome “Incontri”. Non solo i quattro musicisti eseguono con forte verve i brani, trasmettendo questa forza anche al pubblico, ma improvvisano in modo fantasioso e citando di tutto, da “Belleville” a “Tico tico”, insomma prendendo spunto da tutta quella esperienza e tradizione orale che porta con se il mondo zingaro.
Tutti ci divertiamo, alcuni ballano immediatamente sotto il palco, altri rimangono estasiati sui divanetti dell’ExWide, come a gustarsi le sonorità di mondi e tempi lontani, con una malinconia essere presente solo nei nostri cuori intorpiditi dai ritmi meccanici della vita moderna e stanziale.
Il concerto finisce, peccato. Spero di incontrare nuovamente il quartetto in zona. Se venite a conoscenza di un loro concerto, fate di tutto per andarci, vi regalerete una piacevolissima serata.

Andrea Spinelli
Redazione musicale

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