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Nuova vita alle fiabe di Andersen con le illustrazioni di Fabian Negrin

«Un’opportunità a cui un illustratore non può rinunciare», così Fabian Negrin definisce la sua impresa di illustrare 21 tra le più celebri favole di H. C. Andersen per la nuova raccolta integrale Fiabe e Storie edita da Donzelli. Le splendide tavole originali sono visibili a Pisa a Palazzo Blu fino al 15 febbraio 2015 nella mostra dal titolo Fiabe in Blu.

La principessa sul pisello, F. Negrin

Le illustrazioni che ognuno di noi è abituato ad associare alle fiabe di Andersen fin dalla primissima infanzia vengono completamente stravolte dalla dirompenza di quelle di Negrin: la classica principessa sul pisello addormentata su un’altissima pila di materassi colorati cede il passo ad una con la testa abbandonata su un cuscino le cui pieghe ricordano chiaramente quelle di una vagina. Senza scomodare Freud, è sufficiente notare che, se la fiaba è un genere letterario che come pochi altri si presta a (e merita di) essere riletta da adulti per essere compresa a fondo, altrettanto si può dire degli acquerelli di Negrin: figure bellissime e perfettamente accessibili al severo pubblico dei bambini, ma con rimandi allegorici e suggestioni “da grandi”. L’illustratore tiene inoltre a precisare la sua fedeltà al testo originale: attraverso le immagini è lo stesso Andersen a parlare, il che le rende filologicamente corrette («La Sirenetta è una sirena, non un unicorno», scherza Negrin).

Il titolo della piccola e potente mostra, Fiabe in Blu, sottintende qualcosa in più dell’ovvio richiamo al nome del palazzo che la ospita. Fa piuttosto riferimento all’importanza del colore blu nelle fiabe di Andersen: un velo di angoscia mista ad inquietudine, un sentimento a metà tra la tristezza e la nostalgia, al quale spesso non si sa dare un nome (forse solo il portoghese ci corre in aiuto con l’intraducibile “saudade”), permeano l’intera produzione favolistica anderseniana. Nulla meglio del blu riesce ad esprimere questa particolare condizione, ed ecco spiegato il ruolo di primo piano della bluezza nelle illustrazioni di Negrin.

Altro dettaglio: i 21 piccoli capolavori sono “completamente fatti a mano”, come ama sottolineare l’autore. La scelta di non avvalersi della tecnologia digitale per la loro realizzazione è precisa: l’emozione di un acquerello dipinto a mano non è paragonabile a una qualsiasi illustrazione ottenuta grazie a programmi di grafica. La carta parla, i bordi dei cartoncini sono irregolari e consumati, il colore è talvolta in rilievo, e l’immagine prende vita. Ogni tavola è una porta di accesso privilegiato ad un mondo incantato, lo stesso “vasto mondo” che, a ben vedere, colpisce gli animi sensibili della pastorella e dello spazzacamino della fiaba. Non si tratta, infatti, di “guardare le figure”, ma di riscoprire attraverso le immagini il piacere di lasciarsi stordire dalla bellezza delle fiabe di Andersen.

Elena Bellini

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