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One Billion Rising – Pisa

Avevo un pochino di timore ad andare in una piazza piena di donne incazzate proprio il giorno di San Valentino ma alla fine ne è valsa la pena. Il flashmob in piazza Vittorio Emanuele II, organizzato dall’associazione Casa della Donna, è stato uno spettacolo. Esso faceva parte della campagna One Billion Rising che ha avuto eco mondiale, i cui propositi sono brillantemente riassunti così sul sito ufficiale :

ONE IN THREE WOMEN ON THE PLANET WILL BE RAPED OR BEATEN IN HER LIFETIME.
ONE BILLION WOMEN VIOLATED IS AN ATROCITY
ONE BILLION WOMEN DANCING IS A REVOLUTION

Le donne sono state chiamate a ballare sulle note di Break the Chain, canzone simbolo che parla di rivoluzione, di rivalsa. Dietro questo enorme evento Eve Ensler, drammaturga e attivista, celebre per l’opera teatrale “I monologhi della vagina” e fondatrice del V-day (sì, V sta per vagina) movimento femminista tramite cui ha promosso l’evento in questione. Da mesi in internet si trovavano promotutorial per imparare i passi del ballo e addirittura tutorial per disabili. In effetti la danza non è facilissima e richiedeva un minimo d’esercitazione.

Nel Mondo le donne hanno ballato in oltre 200 nazioni (qui potete vedere la mappa completa). I numeri sono impressionanti e non a caso sul blog gli organizzatori parlano della più grossa mobilitazione contro la violenza sulle donne di sempre.

In Italia l’evento ha preso piede in circa 100 città ed è arrivato perfino negli studi Rai, durante la 63esima edizione di Sanremo, grazie alla Littizzetto che si è lanciata in un monologo contro il femminicidio alla sua maniera. Alla fine si è tolta le zeppe e ha ballato anche lei sotto gli occhi di 12 milioni d’italiani.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=DYD1GopNVJc?rel=0&start=409&w=560&h=315]

A Pisa le partecipanti hanno concesso anche il bis dopo l’intervento di Paola Bora, presidentessa della Casa della donna, che ha spiegato, con le parole della Ensler, il perché del ballo come gesto simbolico: «la danza è uno dei mezzi più potenti che io conosca, le donne del Congo me lo hanno insegnato perché esse hanno subito le peggiori atrocità e tuttavia la loro capacità di danzare e trasformare il dolore in potere è grandissima. Penso che danzare spezzi le catene della gabbia e allarghi i confini: danzando diciamo “io sono qui, sono libera, io sono io, sono autentica, io sono nel mio corpo e sto richiamando la forza della vita sto richiamando tutta me stessa” e penso che tutto ciò sia contagioso se fatto collettivamente!». Al secondo bis sono stati invitati anche gli uomini poi i tecnici hanno smontato la console anche se qualcuno chiedeva di ballare ancora, magari accompagnato dalla Gangnam Style.

One Billion Rising è stato uno straordinario esempio di mobilitazione la cui forza è stata quella di aver entusiasmato e commosso in modo semplice e liberatorio: ballando.

Francesco Casini

Redazione News

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