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The Pack AD – Drakkar Nowhere| Demography #150

Non potevamo certo lasciar finire questo intenso settembre senza qualche nuova uscita. Demography è prontissima a portarvi in mondi musicali diversi. Dall’adrenalina del duo rock The Pack AD, all’atmosfera onirica dei Drakkar Nowhere.

The Pack AD nascono a Vancouver, e sono formati da Becky Black e Maya Miller. Il duo è pronto a far sentire al pubblico il nuovo lavoro, Positive Thinking, in uscita l’11 Novembre per Cadence Music. Con Positive Thinking, The Pack AD si confronta con la vecchia scuola, torna alle proprie origini per reiventarsi, “We’ve gone back and found the place where we started from,” Miller says. “This may have been one of the most difficult albums for us personally to work on but because of that, it’s also been the most comfortable. There isn’t a single moment where I feel like we’ve done any of it for anyone but ourselves.”

A darci un assaggio dell’album è il singolo Yes, I Know, un pezzo aggressivo, dirompente, con una batteria martellante che ha il compito di trasformare in ritmo un senso di rottura, quelle identità frantumate e costrette in una banale cornice di cui parla la canzone. La chitarra e la voce di Becky Black prendono il meglio della tradizione rock anni ’90, filtrata attraverso la scrittura del duo, che forse non spicca per originalità, ma è in grado comunque di costruire un pezzo energico, che ha voglia di colpire e restare nelle nostre orecchie. Positive Thinking delle The Pack AD sarà un disco che conterrà diverse tematiche e anche diverse ambientazioni rock, sarà un caos apparente, costruito in modo minuzioso, un insieme di vulnerabilità, rabbia, dolore e anche dissacrante ironia. Se le The Pack AD saranno fedeli alle premesse, questo potrebbe essere davvero un buon disco, nel frattempo provate a non andare di headbanging con Yes, I Know.


Vi manca il prog? Siete nostalgici di quelli che non erano semplici pezzi, ma biglietti per veri trip mentali? Se la risposta è positiva, innanzitutto benvenuti nel club, poi vi consiglio di ascoltare i Drakkar Nowhere. La storia dell’album omonimo (pubblicato il 23 settembre per Beyond Beyond is Beyond), risale all’estate del 2012, quando due membri del New York-based Phenomenal Handclap Band, Daniel Collas e Morgan Phalen, si sono trovati ad assemblare nuova musica nella cucina di un appartamento in affitto a Stoccolma. Il loro nuovo progetto è riuscito ad attirare l’attenzione di altri musicisti svedesi, compresi i Dungen e The Amazing, e in poco tempo, questa famiglia allargata di musicisti stavano registrando le canzoni che li avrebbero portati verso il Drakkar, ovvero da nessuna parte, senza nessuna destinazione prefissata.

Fonte di ispirazione è stata l’atmosfera che si respira nella nazione svedese, le foreste soprattutto, alle quali si aggiunge la psichedelia di stampo svedese che fa parte del background dei musicisti che hanno collaborato a Drakkar Nowhere. Le tracce del disco sono in totale nove, alcune sembrano davvero trasportarci nel passato, a quel prog che sembra essersi perso. The Line, traccia #8, più che una foresta svedese, ricorda un italiano Lucio Battisti. L’inizio di Salutation to the Sun, solo per pochi secondi, pare essere nata da un incrocio dei Pink Floyd con i Jethro Tull, e poi diventa tutt’altro. Le influenze sono tante, d’altronde quando  ci si confronta con un genere che conta esponenti di un certo livello, parte subito il confronto, o la ricerca di un qualcosa già sentito. Drakkar Nowhere è un progetto che merita attenzione, perché se non tutte le tracce sono riuscitissime, hanno il coraggio di rispolverare un mondo che ha ancora tante potenzialità da sfruttare e che può conoscere un’ottima evoluzione anche nel nostro tempo. Let’go to the Drakkar!
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