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Finale Sanremo 2015. Le pagelle sul colpo di stato all’Ariston

Finale Sanremo 2015: una notte di passione, che neanche ai mondiali. Una storia surreale degna di un trailer del Maccio Capatonda più “Italiano medio” che mai.

Ad attenuare la devastazione dopo la vittoria de “Lo Scolo” per fortuna ci pensano i premi delle giurie qualificate che vanno a Nek e Malika Ayane. Ma il danno ormai è fatto: per diversi mesi in tv si vedranno ospitate di questi tre loschi figuri. Un po’ meno in radio, per fortuna. Ce lo vedi Linus a mettere in heavy rotation un pezzo che suonava già vecchio ai tempi di Nilla Pizzi?

ilvoloOccorre fare delle considerazioni articolate a questo punto, senza limitarsi a due frasi seguite da un voto. L’operazione “Il Volo” rappresenta per la Rai una sorta di colpo di stato sul palco dell’Ariston. Dopo anni di strapotere e ingerenze di artisti provenienti dalle scuderie Mediaset, l’azienda di Stato ha voluto blindare il risultato piazzando un nome che avrebbe spinto pure le vecchie ad imparare ad usare gli smartphone pur di votarli. Un nome che avrebbe persino fatto arrivare voti dall’estero, perché solo i paraguaiani e i canadesi si raccontano tra loro la leggenda metropolitana che noi ascoltiamo ancora Puccini con le camicie macchiate di sugo.

Il giorno dopo ci sono anche molti dubbi sulle modalità del televoto, perché a votazione aperta moltissime persone hanno lamentato che il loro voto a Nek veniva rifiutato. “A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca” diceva Andreotti, che in comune con Il Volo ha la stessa tessera della Democrazia Cristiana. Il grande vecchio avrebbe tramato per loro, c’è da crederlo.

 

Poi rimane da fare un’operazione trasparenza su questa mitologica “giuria demoscopica”. Chi sono? Quanti anni hanno? Che istruzione hanno? Che dischi comprano? Il solito problema della democrazia: il voto di uno che compra dischi di Gigi D’Alessio può valere come il mio? Ogni anno Sanremo mi spinge ad auspicare una riforma della Costituzione in direzione di un ritorno al feudalesimo. Che poi quest’anno mi hanno preso in parola: il PD si sta facendo la sua nuova costituzione praticamente nelle notti di Sanremo, scrivendosela e votandosela da soli. La chiameremo la Costituzione del “Grande amore”, in onore di San Valentino e del Trio Monnezza.

Per fortuna ci pensa l’esibizione strabiliante di Ed Sheeran a farci capire perché siamo un Paese in balia del degrado artistico. L’Italia, infatti, risponde con Gianna Nannini che sbaglia tutti gli attacchi su un suo pezzo, e stecca come se piovessero chitarre scordate. Panariello che imitava Renato Zero ha saputo fare nettamente di meglio. Nel mulino che vorrei gli orchestrali stessi le avrebbero tirato addosso clarinetti e controfagotti, e invece tutti lì a fare la standing ovation. Raccapricciante. Credo che da ieri sera l’Isis non abbia più interesse a conquistare l’Italia, rivolgendosi alla ben più sviluppata Malta.

 

Adesso con una prova di virtuosismo di sintesi proviamo a dare i voti per quest’ultima serata.

Marco Masini - uno dei pochi pezzi che mi è piaciuto ad un ascolto più attento. Forse uno dei ritornelli migliori Voto 7

Nina Zilli - come avere una Porsche 911 Carrera per andare in campagna. Il “suo blues” è anonimo e non la valorizza. Voto 6

Chiara - copia in modo sfacciato “Forse” di Pupo, ma senza i falsetti e con un testo più banale. Voto 5

Dear Jack - ammiccano con la stessa vivacità di pecore morte. Cantano ancora peggio. Voto 3

Malika Ayane - ottimo pezzo, ottima interpretazione, e una linea melodica che rimane. Cosa volete, che vi spicci pure casa? Voto 8

Nek - vincitore morale del Festival da qui al 2060. Vocalmente preciso come una lama Miracle Blade. Un pezzo nato per celebrare i 90′s e per sfondare l’airplay. Voto 9

Irene Grandi - sconta di non aver realizzato l’inciso vincente. Ma la canzone è bella, e l’interpretazione pure. Voto 7

Bianca Atzei - spera che riproponendo le sue culottes ogni sera ci distraiamo dal fatto che il suo pezzo è più anonimo di lei. Voto 3

Fragola - con il verso “Non scappare dai miei sguardi”, ha scritto inconsapevolmente l’inno degli stalker. Un giudizio per incoraggiarlo a guardare altrove, magari alla canzone d’autore. Voto 5

Annalisa - ci siamo affezionati a lei per come è riuscita a far diventare presentabile l’ennesima cacata in serie di Kekko dei Modà. Per doti vocali vince lei. Voto 7

Il Volo - dopo la vittoria, in conferenza stampa hanno detto: “Voi non siete d’accordo, ma il popolo è dalla nostra parte”. Vi ricordano qualcuno? Voto: condanna ai servizi sociali a Cesano Boscone

Alex Britti - solita storia – la chitarra arriva, lui no. Un blues senza voce potrebbe farci godere. Voto 5

Moreno - il crossover tra pop e sedicente hip-hop genera mostri. Il freestyle con leccata di culo è un’altra ferita al cuore. Voto 4

Nesli - ha aspettato l’ultima serata per essere più intonato, regalando le stecche di sigarette alla Nannini. Voto 6

 

Giuseppe F. Pagano

 

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