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Palazzo Blu compie 10 anni: aperture serali, dialoghi d’arte e musica in città

Palazzo Blu festeggia il suo decimo compleanno all’ insegna dell’arte e degli artisti. E la torre di Pisa si tinge di Blu.

Palazzo Blu in occasione dei festeggiamenti del suo primo decennale, si è aperto alla città di Pisa con la sua “Giornata Blu”, che ha inaugurato una serie di eventi e attrazioni da non perdere. Si è svolta ieri alle 17:00 nell’ auditorium del museo, la cerimonia per festeggiare 10 anni di attività; anzi, di rinascita, perché in realtà conta ben 600 anni di vita, atavico centro di vicende cittadine e familiari e sede di interessi economici e mondanità.

Palazzo Blu

E’ nell’ultima decade che il Palazzo Blu diviene magistrale esempio di filantropia e di impegno culturale grazie all’appoggio di numerosi istituzioni, enti ma soprattutto “grazie alla Fondazione bancaria di Pisa, la quale ha devoluto la maggior parte dei fondi” ha precisato il Presidente del Palazzo Blu, Cosimo Bracci Torsi. “Iniziative come queste sono molto importanti; dovrebbe essere riconosciuto a livello nazionale ed internazionale” ha aggiunto il sindaco di Pisa Michele Conti. E ancora: “Questo Palazzo ha giocato un ruolo importante nell’attività dell’economia locale e ha ottenuto dei risultati positivi donando, ad esempio, 45 posti di lavoro in più a Pisa” ha affermato Claudio Pugelli, Presidente della Fondazione Pisa, in occasione della suddetta conferenza.

All’ incontro è poi seguita una conversazione tra il critico d’arte Philip Daverio e James Bradburne, direttore generale della pinacoteca di Brera. Il dialogo si è basato sulla comprensione di cosa sia davvero un museo e quale differenza principale intercorra tra realtà statale e realtà privata. Mentre Daverio ha affermato che “Un museo si chiama civico perché determina l’identità di una città, vi si riconosce. Chi è della città ritrova sé stesso e chi non vi appartiene si identifica in essa. L’educazione permanente, ossia le mostre che accolgono opere straniere, sono di fondamentale importanza per valorizzare la competitività di un paese già ricco di un vasto patrimonio culturale. Ma le vere chiavi di volta per richiamare l’attenzione dei visitatori è sia l’equilibrio che va ricercato tra modernità e storia sia l’invenzione di un mito, al fine di migliorare l’umanità sfruttando la sua innata curiosità”, James Bradburne si è concentrato sull’ importanza dell’autonomia: “L’autonomia di un museo è la possibilità di sviluppare un progetto nei tempi adeguati. Chiarisco che l’autonomia non va confusa col privato. Troppe sono le burocrazie da rispettare affinché un normale direttore museale sfidi la sorte, proponga novità e rischi il proprio posto di lavoro per un risultato incerto. In realtà, il vero rischio è non rischiare! Quindi, dati i problemi burocratici, la spesa pubblica, la cura delle risorse umane, la gestione culturale si sta sempre più spingendo verso il privato. Una via di mezzo accettabile sarebbe una gestione al 40% pubblica e al 60% privata.”

Un pensiero è sembrato che lo condividessero entrambi: un museo accoglie l’identità collettiva ovvero la memoria di un insieme di persone apparentemente distinte.

Ma quali saranno le sorprese inattese?
Il Palazzo proporrà ai suoi visitatori un’ apertura serale straordinaria della mostra “Da Magritte a Duchamp 1929: il Grande Surrealismo dal Centre Pompidou”. Il 26 e il 27 ottobre la galleria d’arte sarà visitabile fino a mezzanotte, con biglietto ridotto a 5 euro (ultimo ingresso ore 23).

Solo ieri sera, invece, era prevista l’ illuminazione in blu del palazzo, del Ponte di Mezzo e della Torre di Pisa.

Aurora Parisi per RadioEco

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