Oppure copia e incolla questo link dove vuoi!

Piers Faccini – Zula | Demography #163

È quasi Natale, e per augurarvi buone feste nel modo giusto non poteva mancare un nuovo numero di Demography. Oggi vi regaliamo due pezzi totalmente differenti, sia musicalmente che tematicamente. Il primo è del talentuoso Piers Faccini, mentre il secondo brano è di una band newyorchese, Zula.

Per chi non conoscesse Piers Faccini, in realtà è probabile che l’abbiate sentito nella ristampa di Hai Paura del Buio? degli Afterhours, dal momento che tra i tanti artisti, anche lui ha collaborato per un brano. Oltre a questo, Piers è un bravissimo cantautore folk britannico, che ha un vasto fan club, tra cui membri si annovera addirittura Ben Harper. A due anni di distanza di distanza dal disco

Between Dogs And Wolves, Piers Faccini torna con I Dreamed An Island, un album denso, complesso, carico di contaminazioni sonore che attraversano e colmano distanze geografiche e culturali. Il disco è una fusione di armonie strumentali che derivano da diverse culture, ritmi tuareg sono assemblati ad atmosfere provenzali, chitarre barocche e zampogne. Il disegno che sta al centro dell’album di Piers Faccini è l’utopia che esista un’isola senza barriere di nessun tipo, un posto dove la tolleranza è un valore assoluto. Cantato in inglese, francese, dialetto italiano ed arabo, il disco è un’appassionata celebrazione delle diversità culturali e del pluralismo: ricercando un’epoca d’oro in cui tolleranza religiosa e coesistenza convivevano pacificamente, Piers Faccini trova un modello per il suo utopico rifugio. Bring Down The Wall è il brano che vi faremo ascoltare oggi, e che spiega attraverso un ritmo coinvolgente e allo stesso tempo pulito e raffinato, i temi toccati dall’album di Piers Faccini. Basta vedere il videoclip (che riprende la tecnica artistica del collage), e ascoltare quante influenze si racchiudono nel pezzo per comprendere come tutto si riallacci a un forte di desiderio di pace tra le persone.

Uscito il 21 ottobre 2016 su etichetta Beating Drums/Ponderosa Music&Art, I Dreamed An Island è un album che va ascoltato, già soltanto per lo splendido lavoro di Piers Faccini che è riuscito a comporre brani come Bring Down The Wall, che appaiono leggeri, mentre in pochi minuti riescono a contenere un pluralismo musicale invidiabile.

E spostiamoci subito a New York per parlare di Zula, band statunitense che torna con un nuovo lavoro Grasshopper. Un assaggio del nuovo LP è il singolo Fuck This, con tanto di videoclip che sembra un mix tra psichedelia e effetti Instagram. Il brano ha delle strofe che puntano molto sulla presenza martellante delle percussioni, che si fanno mano a mano sempre più insistenti, diventando il nucleo pulsante di tutta la canzone. È un pop sperimentale quello che propone la band, con l’ambizione di tenere l’ascoltatore in un limbo, tra il reale e l’altro. Non solo nel videoclip, ma anche nel brano, le voci riprendono quella venatura psichedelica che torna sempre a farci visita in questi anni.

Un brano leggero e colorato, che può far venir voglia (d’estate a me) di dare un’occhiata al resto della loro discografia, ma forse talmente leggero da passare anche inosservato, dopo il primo ascolto.

post di questa categoria

DSC_3457_copia

Heretico, dopo questo ...

Heretico, dopo questo appartente nulla – @TeatroEra

il tuo anno perfetto inizia da qui

Il tuo anno perfetto i...

Il tuo anno perfetto inizia da qui

Cranberries

The Cranberries, To Th...

The Cranberries, To The Faithful Departed | Artwork della Domenica

django

Django Django, Joan As...

Django Django, Joan As Police Woman & more| Demography #250

ultimi post caricati

Votare è un diritto, ma come si vota nel 2018?

Votare il 4 marzo? Com...

Votare il 4 marzo? Come si vota e chi può farlo

Oroscopo dello studente

Oroscopo dello Student...

Oroscopo dello Studente: gennaio

Buon Newtonale

Buon Newtonale: un mod...

Buon Newtonale: un modo alternativo per festeggiare il 25 Dicembre – Enjoy The Science, Rubrica scientifica di Radioeco

oznor

Convivio invernale in ...

Convivio invernale in scena al Teatro Lux

Commenti