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Pokemon Go il gioco moda che fa discutere

Pokemon Go. Ash e Pikachu, nerdattacktv.it

 

Pokemon Go il gioco moda del momento che fa tanto parlare di sè

Oramai ne parlano tutti e ne parliamo anche noi: Pokemon Go, i motivi del suo successo e i pericoli di esso.

Per capire i motivi del successo di Pokemon Go è necessario fare un passo indietro. Bisogna infatti  risalire alle origini del gioco nella sua formulazione originaria.

A conti fatti sono all’ incirca vent’anni che queste creature tascabili sono note. Pikachu & Co infatti, fecero la loro prima comparsa in un videogioco del 1996 per Game Boy. Sicuramente allora nessuno avrebbe mai immaginato di rivederli tornare in auge, a vent’anni di distanza, all’interno di un’applicazione per telefoni cellulari.

La cosa da sottolineare è che non si tratta unicamente di una mera operazione nostalgica, o di una semplice riedizione di un gioco; è semplicemente qualcosa di più. Si sceglie di sfruttare la realtà aumentata come ambientazione, in un modo nuovo, più intuitivo e semplice rispetto ai precedenti tentativi. Secondo recenti notizie il gioco sarà soggetto ad evoluzioni, aggiornamenti e miglioramenti.

I Pokemon sono ovunque attorno a noi: abitano nelle nostre città, nelle nostre strade, piazze, parchi, davanti ad edifici pubblici e chiese.

Gli appassionati del prodotto Niantic-Nintendo non sono unicamente, come si potrebbe pensare, i trentenni nostalgici, ma appassionati di nuove tecnologie di tutte le età, sono uomini, donne, bambini, che semplicemente scaricano il gioco dal Play Store incuriositi dalla moda del momento.
Detto questo, come di consueto accade per ogni fenomeno di massa, si è scatenata una vera e propria diatriba, un dibattito mediatico, talvolta acceso ed esasperato, tra gli appassionati e gli haters.

Gli amatori  vengono spesso definiti come persone asociali, zombie vaganti per la città alla ricerca di nuovi esserini da catturare quasi come se fossero loro ad essere intrappolati nella sfera Poké.

Gli haters invece appaiono come  persone concrete, che vivono nella realtà vera e non aumentata, che si preoccupano di  problemi ben più importanti.

Punti di contatto tra le due fazioni non sembrerebbero rintracciabili: o lo odi o lo ami, aut aut.
Comunque, bene o male che sia, l’importante è che se ne parli e infatti si continua a discutere ed ad ingigantire il fenomeno.
Spunti di riflessione ambivalenti sono poi le numerose notizie, riportate dai media, riguardanti le conseguenze del gioco.

-Pokemon go fa ritrovare cadaveri, permette l’arresto di malviventi e di salvare mici in difficoltà: dunque è positivo.

-L’applicazione contestualmente, secondo altre fonti, distrae, distoglie dalla studio e dal lavoro e cosa ben più grave provoca incidenti stradali: perciò è negativa.

Il rischio è quello di perdere di vista la realtà (quella non aumentata), di camminare per strada con gli occhi sempre puntati verso lo smartphone, ignorando ciò che ci sta attorno. Sono recenti le notizie secondo cui iCodacons, Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, e l’Asaps, l’associazione amici della polizia stradale, avrebbero presentato un esposto in procura chiedendo il “divieto totale di diffusione dell’App Pokémon GO sul territorio italiano”. In particolare il Codacons, sostiene  che sia preoccupante l’aumento degli incidenti stradali in Italia causati da utenti distratti proprio da Pokemon Go e anche Asaps si unisce alla protesta ritenendo l’utilizzo del gioco come una minaccia al sistema della mobilità, visto che spesso si registrano segnalazioni di disordini in concomitanza dei Pokestop o dei Pokemon rari. 

Un benefit, secondo alcuni invece, è rappresentato dall’associazione pokestop (luogo ove è possibile fare il pieno di oggetti utili per incrementare la propria esperienza virtuale) – luogo pubblico /culturale. Se un tempo giocare a Nintendo significava divano e sedentarietà, l’app dei Pokémon obbliga a stare all’aria aperta e a conoscere il patrimonio storico-artistico del proprio paese.
Altra questione sono i raduni. Fenomeni sociali e aggregativi secondo gli amatori, di socialità farlocca secondo gli haters.

La questione risulta essere complessa e forse, la soluzione, potrebbe stare nel mezzo:  trovare un equilibrio tra la voglia di giocare come passatempo e il rimanere comunque agganciati alla realtà, evitando cosi le conseguenze spiacevoli che hanno fatto notizia ultimamente.
Con ogni probabilità, ci sarà ancora tempo per parlarne e discuterne; almeno fintanto non arriverà un gioco, un’applicazione o un social nuovo, oppure fino a quando non avverranno gravi fatti che distoglieranno l’interesse comune da Pikachu & Co.

 

Isabel Viele  per RadioEco 

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