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Pollyn (Moodymann remix) – Conner Youngblood – Sarathy Korwar – Demography #118

Torniamo con le nostre vesti abituali a parlare di nuove uscite internazionali: Pollyn remixati da quel mostro di Moodymann, Sarathy Korwar e il suo esordio, Conner Youngblood. Sonorità esotiche, fusione di generi, tutto all’insegna della versatilità.

Prima traccia quella dei Pollyn il trio di Los Angeles composto Genevieve Artadi, Anthony Cava, e Adam Jay Weissman in uscita il 13 maggio con DISTRESS SIGNALS. Moodymann era uno dei loro idoli indiscussi, ha preso una loro traccia Too late to change the past e l’ha manipolata, smembrata, elettrificata, gli ha dato un gusto diverso, una personalità. L’originale dei Pollyn che anticipa il nuovo Lp è caratterizzato da una dolcezza estrema cullato soprattutto dai sinth dark vintage dell’elettronica di Weissman e dalla voce di porcellana della Artadi; il remix di Dixon invece aggiunge una componente acida che permette al brano di raggiungere l’equilibrio giusto. Too late to change the past così si trasforma in un loop di nostalgia cupa e glaciale decisamente più incisiva, ma che soprattutto lascia il segno.

Conner Youngblood ha cominciato a suonare diversi strumenti alle superiori, si è reso conto di saper cantare, magari non come un usignolo ma quanto basta per far sentire la sua personalità, dopo di ché Conner ha cominciato ad allargarsi. E’ andato a Yale ma di certo la sua passione per la musica non si è fermata, e come per magia ecco arrivare il contratto con la Counter Records, il risultato? The Generation Of Lift. A summer song è l’ultima release, una traccia che come il suo titolo profuma di estate attingendo in buona parte a modelli come Sufjan Stevens ed Elliot Smith ma padroneggiando una nota stilistica tutta sua che spazia dalla nu classica all’indie, per poi ovviamente passare dal folk. Un bel miscuglio, un’ ottima traccia, un buon futuro in vista.

E concludiamo con Sarathy Korwar. Sarathy ha firmato con la Ninja Tune in collaborazione con la Steve Reid fondation un’associazione che non solo aiuta artisti in difficoltà ma che da voce a giovani talenti con un occhio (o meglio orecchio) speciale rivolto a generi come il jazz. Nel caso specifico stiamo parlando di una splendida tavolozza di suoni: Day to day si macchia di elettronica,di Jazz, di sfumature della musica tradizionale indiana, si colora di esotico, di spirituale, ma soprattutto di innovazione. Sarathy è un percussionista, un multi strumentista, ma è anche un artista che punta ad un esplorazione totale dello strumento spingendolo sino a limiti “trascendentali”. Gilles Peterson l’ha inquadrato come uno degli astri nascenti della jazztronica, e se una delle voci più autorevoli della BBC Radio si esprime con così tanto entusiasmo per un ragazzo al primo Lp di certo il futuro potrà solo riservare sorprese.

Pollyn

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