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Pop-IT Festival @ Santo Stefano di Magra (SP)

Negli scorsi giorni, precisamente il 14 e il 15 agosto, a Santo Stefano di Magra in provincia di La Spezia si è svolta la prima edizione del Pop-It Festival.

Cos’è il “Pop-It Festival”? E’, come dice il suo nome, un festival che è stato organizzato da La Clinica Dischi – etichetta discografica indipendente che ha come scopo quello di promuovere i progetti musicali emergenti – e che prometteva a chi era interessato ad andare “tutto il meglio del nuovo pop italiano”; il tutto si svolgeva negli spazi della Ex Ceramica Vaccari, una ex fabbrica recuperata e adibita a luogo per eventi, che già di per sé è una location affascinante.

Pop-it

In realtà, fin dal programma è chiaro che parlare di “pop” è riduttivo, non offre solo quello né sul piano musicale né sul piano delle attività organizzate. Infatti, leggendolo si scopre che per il primo giorno, mentre su uno dei due palchi iniziano a suonare le prime band, è possibile prendere parte ad un workshop dal titolo “I mestieri della musica” tenuto nientedimeno che da Colombre stesso. L’artista, svestendo per un’ora i suoi consueti panni di cantautore, scende dal palco e si mette a nudo raccontando cosa vuol dire per lui fare musica – “non mi piace mirare il bersaglio dove hanno mirato altri” –, spiegando i retroscena della produzione e promozione che sta alle spalle di un cd. E’, in realtà, più una informale chiacchierata tra il musicista ed il pubblico che lo ascolta attento a non perdere neanche una parola di quello che sta dicendo, di quello che sta svelando.
Intanto fuori, sul Palco Palmaria – il secondo palco, l’altro è quello Centrale su cui continuano i preparativi e le prove – iniziano ad alternarsi band di giovani ragazzi che però non hanno niente da invidiare ad artisti “più grandi”, con più esperienza e svolgono sapientemente il loro compito: scaldare il pubblico, le prime persone arrivate che gironzolano, ascoltano, accennano a cantare quando conoscono le parole. La scaletta musicale passa gli strumenti al Palco Centrale dove è un crescendo di nomi della scena indipendente italiana fino ad arrivare alla triade della prima serata: San Diego, Colombre e Pop X.

pop-it festival

Colombre @ Pop-IT Festival

Lo ammetto: quando ho letto i tre nomi in fila ho avuto dubbi sul fatto che tre artisti così diversi potessero suonare bene se posti uno dietro l’altro, ma è bello anche ricredersi, rendersi conto che la variazione brusca che c’è tra il synth pop di San Diego, il genere cantautoriale di Colombre e l’elettro-pop su cui è impossibile stare fermi dei Pop X – loro sono, oltre che un sapiente collettivo musicale, uno spettacolo visivo con luci colorate che si stagliano nella notte sulle pareti di mattoni rossi della ex fabbrica –. E’ proprio questa variazione, questo alternarsi di voci e di generi a fare la fortuna della prima giornata che sembrava difficile da eguagliare o da replicare per un secondo giorno. Invece no, non c’è un calo.
Se il primo giorno si è aperto con Colombre in veste di relatore, questa volta nell’area dell’Opificio è il turno del critico Natan Salvemini aprire le danze, presentando il suo libro “I cani. I dischi, i bagni nel mare, l’umanità” – libro dedicato alla band I Cani e alla loro carriera – accompagnato da due giovani musicisti che si cimentano in due cover della band a cui è dedicato il libro, lasciando chi li ascolta con il dubbio se siano davvero bravi o se sia fumo negli occhi. E’ qualche ora dopo, quando salgono sul palco con la formazione al completo, chiamata i Moca, che confermano l’idea: sono bravi, musicalmente e a stare sul palco nonostante sia una delle prime volte. E’ anche un po’ il senso del pomeriggio, se il giorno prima sono stati una piacevole scoperta artisti come Joe D. Palma o i Frigo, in questo pomeriggio lo sono i Moca, lo è il cantautore livornese Dalo che confermano l’idea generale che sta dietro i festival: divertirsi, far divertire, farsi scoprire e scoprire nuova musica, non limitarsi ad ascoltare solo chi si conosce dando poca considerazione ad altri artisti.
Cala la sera, sul Palco Centrale si susseguono gli artisti, il pubblico gironzola, canta, balla e aspetta… chi? Francesco De Leo, la cui voce pacata culla il pubblico che canta sottovoce preso da chi sa quali emozioni, pensieri e ricordi che la voce del cantante sa tirare fuori come quando canta “Un Fiore Per Coltello” de L’officina della camomilla – sua ex band – e tra il pubblico si scorgono abbracci e alcuni occhi lucidi; seguito da un attesissimo Giorgio Poi, nella sua unica data solista italiana prima di volare a suonare negli Stati Uniti, che viene accolto calorosamente dal pubblico spezzino, pubblico che non si limita ad ascoltare passivamente quello che l’artista suona con la sua chitarra, ma si fa coinvolgere, canta, si fa cogliere preparato persino su accenni di cover di altri artisti.

Giorgio Poi @ Pop-IT Festival

E’ un pubblico sempre più caldo, sempre più pronto per quello che succederà tra poco: l’arrivo di Highsnob. Highsnob – all’anagrafe Michele Matera – questa zona la conosce, ci è cresciuto, ed è forse un po’ per questo e forse perché è impossibile non farsi coinvolgere dalla musica, lasciarsi trascinare dal suo flow di parole che escono ad una velocità che fa quasi paura. Si muovono tutti: le coppie, una mamma con due bambini, persone che avevano alzato un sopracciglio a vederlo entrare con la sua faccia tatuata. E’ un esplosione come lo era stata la chiusura della sera prima, una chiusura di due giorni di concerti che non lascia l’amaro in bocca, che non poteva essere diversa e migliore di così.
Il Pop-It Festival è stato una piacevole scoperta, perché pur essendo piccolo e alla sua prima edizione ha saputo portare vita in una zona non sempre così animata, portando soprattutto grande varietà di generi – dal pop alla trap, dal synth pop a gruppi più vicini al rock – accontentando e allietando le orecchie di tutti, fatto che in un festival non è mai sempre scontato. L’augurio è che non sia solo una luce, un flash in mezzo al buio, ma che questo Pop-It Festival sia qualcosa di duraturo, perché la musica è divertimento, è gioia ed è quello che è stato questo piccolo festival.

 

Mara Pezzica per Radioeco

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